Erdogan in Vaticano, Salvini: "provo vergogna"

ROMA - Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, è arrivato in Vaticano. Imponente la scorta composta da una trentina di auto. Tra i temi dell'incontro con Papa Francesco, lo status di Gerusalemme, l'offensiva militare contro i curdi e i nodi della presenza cristiana in Anatolia.

"Mi vergogno - ha commentato il leader della Lega Matteo Salvini - che l'Italia ospiti il rappresentante di un regime estremista sanguinario, di un Paese islamico nei fatti, dove la religione comanda sulla legge. La Turchia in Ue sarebbe il disastro. Vorrei vedere come voteranno i partiti, compresa Fi, la nostra mozione contro l'ingresso della Turchia in Ue".

Una visita di sole 24 ore assieme alla moglie e ad alcuni ministri - Erdogan è atterrato ieri poco dopo le 19 a Fiumicino e ripartirà in serata -, ma la capitale è mobilitata come nei giorni del 60esimo anniversario dei Trattati di Roma nel marzo scorso quando, però, i leader a Roma erano una trentina.

Per proteggere il presidente turco dal rischio di attentati e tenere lontane le proteste annunciate sono stati mobilitati 3.500 agenti. All'interno della 'green zone' che va da San Pietro a piazza del Popolo fino al Colosseo e al Circo Massimo non saranno tollerati assembramenti, mentre i percorsi del corteo presidenziale rimangono riservati e i giardini di Castel Sant'Angelo si preparano ad accogliere un sit-in della rete Kurdistan Italia.

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