Tragedia a Las Vegas: le parole dello scrittore Lansdale

(ANSA/EPA)
di ANTONIO GAZZILLO - L’ennesima pazzia questa volta ha colpito l’America e nello specifico Las Vegas: una sparatoria durante un concerto di musica country. Così lo scrittore americano, Joe Richard Harold Lansdale, ha raccontato la tragedia: “ Non sono un amante di Las Vegas perché troppo sfarzosa ed esagerata, ma rappresenta la gloria, un luogo simbolo dell’America, sempre più posto per le famiglie.

Las Vegas è sempre colma di visitatori ed è sinonimo di immaginazione e divertimento. Ma non sembra essere così per tutti: infatti un uomo, posizionato davanti ad una finestra che si affacciava su un concerto di musica country, ha cominciato a sparare sulla folla che si stava divertendo e stava ascoltando musica.

Le ragioni sono ignote, non conosceva quelle persone e risulta impossibile che abbia potuto avere motivi di rancore verso di loro oppure credeva che tutti tranne lui fossero felici e per questo voleva punirli.

Il fumo dell’arma da fuoco ha fatto scattare l’allarme antincendio della stanza in cui si trovava permettendo ai poliziotti di individuare la sua posizione ma l’uomo ha preferito togliersi la vita piuttosto che affrontare le conseguenze non appena ha sentito le forze dell’ordine avvicinarsi.

Adesso ci saranno preghiere e minuti di silenzio in onore delle vittime ma tutto questo non metterà fine alle tragedie. Ci vorrebbe una legge per controllare in maniera restrittiva le armi da fuoco ma non accadrà mai perché le armi sono ormai la nostra identità. Non impariamo mai, ripetendo sempre gli stessi errori e aspettandoci risultati diversi”.

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