Pd: Renzi, sì a coalizione ma candidato premier resto io

ROMA - “Con questa legge elettorale, il leader del Pd è per statuto candidato premier del Pd. Questo punto non lo mettiamo in discussione. Quello che deciderà la coalizione, purtroppo lo vedremo dopo. Non credo che ci saranno primarie di coalizione”. Lo dichiara il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi a ‘La Repubblica’.

Secondo l'ex premier, “nel momento in cui la cultura politica della destra scommette sulla paura, noi siamo l’unico argine, l’unica forza di centrosinistra ancora in campo in Europa. In Francia i socialisti sono al 5%, in Olanda al 6%, in Germania c’è stato il risultato peggiore della storia dell’Spd. Se salta il Pd, salta il sistema. Crolla l’argine contro estremisti e populisti”.

Il segretario del Pd immaginava “un’unica lista dove invitare Pisapia, che ha sempre detto di no, e gli altri” ma “con la sconfitta al referendum la mia idea diventa secondaria rispetto alla necessità del Pd di costruire una coalizione con la quale difendere l’Italia dal populismo dei grillini e dall’estremismo di Salvini e Berlusconi”. Per fare la coalizione, spiega “abbiamo quattro margini di azione. Primo: il mondo centrista, dall’ex Scelta civica ad Ap, cattolici e moderati. Secondo: Forza Europa, i radicali, magari coinvolgendo anche personalità dell’attuale governo. Terzo: la galassia ambientalista, a cominciare dai Verdi e dall’associazionismo. Quarto: un mondo di sinistra che, senza voler tirare la giacchetta a qualcuno, credo ci sarà. E in più la rete di alcuni sindaci. Naturalmente con un baricentro forte: il Pd. Penso che questa coalizione sia in tutti i collegi sopra il 30% e possa puntare altrove al 40%. Vedremo cosa farà il mondo di Campo progressista, per il quale le porte sono totalmente spalancate”.

Invece, per quanto riguarda Mdp, “hanno rotto loro e i loro leader non vogliono ricucire. La loro rottura si spiega solo con il risentimento”. Renzi dice di condividere anche il giudizio di Pisapia su Gentiloni che “è un profilo altissimo. E con buona pace di chi sperava che litigassimo lavoriamo insieme e bene. Continueremo così”. Il segretario Dem esclude anche di voler fare un’alleanza dopo il voto con Silvio Berlusconi. “Se con la coalizione facciamo il 40% governiamo da soli – spiega -. Mica facile, eh, ma ci proviamo. Berlusconi vuole governare con Salvini, io voglio governare con il centrosinistra”.

Intanto oggi il Pd celebra al teatro Eliseo di Roma i suoi 10 anni, con una festa su cui pesano le spaccature sulla legge elettorale e l'assenza annunciata di Prodi. IL suo ex braccio destro Arturo Parisi parla di un "lutto" dopo il Rosatellum. Matteo Renzi rivendica nuovamente in serata il ruolo del suo partito: "Il Pd è oggi l'argine più forte all'estremismo delle destre e al populismo a 5 stelle".

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