Usa, continua l’emergenza per l’uragano Harvey: il bilancio è di dieci morti

(ANSA/EPA)
di BEATRICE GALLUZZO - L’uragano Harvey, abbattutosi con incredibile violenza sullo Stato del Texas, è ora stato declassato al rango di “tempesta tropicale”- ma malgrado il cambio di nomenclatura il vento e le piogge battenti continuano a debilitare soprattutto la zona di Houston e il Lousiana, dove è stato dichiarato dal Presidente Trump lo stato di emergenza.

Secondo i dati riportati dal Guardian 30,000 persone sono state costrette a lasciare la loro casa in cerca di riparo; almeno in 2000 sarebbero coloro tratti in salvo dalle forze dell’ordine. In questa catastrofe di portata storica, definita dal Governatore del Texas, Greg Abbott, come “uno dei più grandi disastri che l’America abbia mai affrontato” sono almeno in 10 ad aver perso la vita, tra cui un’intera famiglia di sei persone rifugiatasi in un van portato via dalla corrente.

La situazione è incredibilmente difficile. In centinaia sono ancora intrappolati all’interno delle loro case, senza energia elettrica. Alcuni raggiungono i tetti per aspettare i soccorsi in elicottero. A lavoro c’è la polizia, la guardia costiera, persino l’esercito- senza contare migliaia di volontari. Greg Abbott ha attivato la Guardia Nazionale, aumentando il numero del personale preposto da 4,000 unità a ben 12,000. Il National Hurricane Center ha messo in guardia la popolazione: la fine di questa catastrofe è ancora di là da venire, anzi dal Texas alla Louisiana si aspettano “inondazioni catastrofiche e mortali”.

Già da ora, in alcune zone, si sono raggiunti i 127 centimetri di pioggia. In tutto questo, l’uragano Harvey mette alla prova, politicamente parlando, anche Donald Trump, alle prese con la gestione della prima catastrofe naturale del suo mandato. Quando correva l’anno 2005 sul banco di prova reso dal terribile uragano Katrina (1,200 morti) George W. Bush diede secondo molti il peggio di sè, mostrando ben poca solidarietà verso le vittime, in gran parte appartenenti alla comunità afroamericana.

Non si sa se Trump percorrerà la stessa parabola discendente del suo predecessore alla White House, o se riuscirà a tenere fede alle parole pronunciate in conferenza stampa lunedì pomeriggio: “ne usciremo rafforzati. Saremo più grandi, migliori e più forti di prima. La ricostruzione inizierà e alla fine, sarà qualcosa di veramente speciale”. Oggi il presidente si recherà in Texas con sua moglie Melania.

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