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Rogo in ghetto, muore migrante a Foggia


FOGGIA - Nuovo dramma nel ghetto di Borgo Mezzanone, alle porte di Foggia, dove un giovane gambiano 26enne ha perso la vita in un incendio divampato la notte scorsa in una baracca dell'agglomerato abusivo. Non sono ancora state accertate le cause del rogo. La baracca si trova nella zona interessata dagli abbattimenti delle scorse settimane. Secondo quanto si è appreso, il corpo completamente carbonizzato della vittima, è stato scoperto solo dopo la conclusione delle operazioni di spegnimento dell'incendio.

Il 26enne era fino a poco tempo fa ospite del Cara - Centro Richiedenti Asilo che si trova esattamente accanto alla baraccopoli abusiva, ma da qualche mese era divenuto irregolare in quanto non era stata accolta la sua richiesta di asilo. Ora gli inquirenti dovranno accertare se il giovane sia morto nel sonno per i fumi sprigionati nell'incendio o per altre cause. Il gambiano è stato ritrovato steso a terra quasi completamente carbonizzato. Nei prossimi giorni potrebbe essere disposta un'autopsia per accertare le cause del decesso.

Carabiniere ucciso, Emiliano: "Per me è un fatto insopportabile"

BARI - “C’è stato un grave episodio che ha riguardato un maresciallo dei carabinieri, Vincenzo Carlo Di Gennaro, e questo rende particolarmente pesante questo intervento. Avendo lavorato per anni accanto a queste persone, per me un fatto del genere è insopportabile, pesantissimo. E ci ricorda delle tante persone senza le quali questo paese non starebbe in piedi. A queste meravigliose persone, tra le quali il Maresciallo Di Gennaro, delle quali non si sente mai parlare se non il giorno in cui succede loro qualcosa di irreparabile, dedico questo mio intervento”.
Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano in apertura del suo intervento alla inaugurazione dell'anno accademico del Politecnico di Bari, appresa la notizia del conflitto a fuoco avvenuto questa mattina nella centralissima piazza di Cagnano Varano, in provincia di Foggia, dove è deceduto un militare ed un altro è rimasto ferito.

“La Puglia intera – aggiunge Emiliano – si stringe attorno all’Arma dei Carabinieri e alle famiglie dei due militari coinvolti, esprimendo la vicinanza e l’affetto di tutta la comunità. Sono particolarmente vicino alla famiglia del maresciallo Di Gennaro in questo giorno terribile in cui il loro caro ha pagato il prezzo più alto per il suo servizio rivolto alla collettività. Una tragedia, che ribadisce l'impegno dei carabinieri e di tutte le forze dell’ordine per la sicurezza di tutti ma anche i rischi purtroppo connessi al loro compito".

Carabiniere ucciso, M5S Foggia: "Occorre azione dello Stato ancora più forte nel territorio"


ROMA – «L’agguato di stamane a Cagnano Varano (Fg) a due carabinieri ci lascia sgomenti. Il dolore per la perdita di una vita, di un servitore dello Stato è enorme. Esprimiamo cordoglio e vicinanza alla famiglia del carabiniere e all’Arma e auguriamo una pronta guarigione al valoroso carabiniere ferito. Il presunto assassino è già stato fermato dalle forze dell’ordine ma questo non può lenire il lutto che ha colpito l’intera comunità. Oggi più che mai lo Stato deve dare una risposta forte al territorio, istituendo presidi di legalità e giustizia, aumentando la presenza delle forze dell’ordine. Oggi più che mai si deve dar corso con urgenza alle richieste del M5s di istituire a Foggia la sezione distaccata della Corte d’Appello di Bari, la DDA e la DIA, al fine di contrastare ancor meglio le feroci organizzazioni criminali e le mafie che operano nel nostro territorio.» Così in una nota i parlamentari della provincia di Foggia Faro, Giuliano, Lovecchio, Menga, Naturale, Pellegrini e Troiano.

Foggia, due arresti per organizzazione mafiosa

di PIERO CHIMENTI - Due pregiudicati sono stati arrestati a Foggia con l'accusa di traffico di sostanze stupefacenti con l'aggravante mafiosa, al fine di favorire il boss Perna nella guerra per il controllo del traffico nel Gargano.

Strage nel Foggiano, un arresto

BARI - E' stato arrestato dai carabinieri l'uomo di aver partecipato alla strage di San Marco in Lamis, nel Foggiano, in cui il 9 agosto 2017 furono uccise con colpi di kalashnikov quattro persone. L'arresto è avvenuto su disposizione della magistratura barese. In manette anche un altro indagato accusato di altri reati.

Perirono nell'agguato due contadini innocenti, i fratelli Luigi e Aurelio Luciani, di 47 e di 43 anni, 'rei' di aver assistito involontariamente all'uccisione del boss Mario Luciano Romito e di suo cognato, Matteo De Palma: per questo furono inseguiti e fucilati.

I delitti rientrano nella cosiddetta faida del Gargano, che anche nella zona di San Marco in Lamis vede il clan Romito contrapposto ai Li Bergolis per il controllo dei traffici illeciti.

Maltempo sul Gargano, M5S visita i paesi colpiti: “Porteremo in Regione e in Parlamento le istanze dei cittadini''


I parlamentari del Movimento 5 Stelle Marialuisa Faro, Giorgio Lovecchio e Gisella Naturale e la consigliera regionale Rosa Barone hanno visitato questa mattina San Nicandro Garganico, Cagnano, Lido del Sole e Rodi, alcuni dei paesi colpiti dall'alluvione dello scorso 26 agosto.

"Abbiamo incontrato - dichiarano i pentastellati - i sindaci dei territori colpiti e i proprietari delle aziende agricole e turistiche che hanno subito danni ingenti dalla forza dell'acqua. Imprenditori che ci hanno detto quanto per loro sia importante la presenza delle istituzioni di Governo”.

“Stiamo documentando tutto - continua la consigliera Barone - e porteremo tutto il materiale raccolto sia in Regione che in Parlamento. I nostri deputati illustreranno tutto quanto al Governo. Siamo vicino ai cittadini colpiti e alle aziende che hanno subito gravi danni. Piogge e grandinate - spiega la senatrice Gisella Naturale - hanno messo in ginocchio l’agricoltura in diverse località. In qualità di componente della Commissione Agricoltura mi farò portavoce delle istanze delle aziende danneggiate dal maltempo”.

“C’è un problema di manutenzione dei vari canali - dichiara il deputato Giorgio Lovecchio - e nel territorio di San Nicandro c'è anche il problema delle paratie del Lago di Lesina che spesso restano chiuse e l'acqua non trova via di sbocco tracimando nei terreni agricoli".

Ringrazio i colleghi per la loro presenza nel "mio" territorio - rimarca l’onorevole Marialuisa Faro - abbiamo avuto gravi ripercussioni sulle strutture turistiche e le aziende agricole. Stiamo verificando tutte le problematiche per cercare le soluzioni il più presto possibile".

Morto ex senatore Novi, travolto da furgone nel foggiano


FOGGIA - Travolto e morto sul colpo Emiddio Novi, politico 72enne ed ex parlamentare di Forza Italia per quattro legislature. L'uomo è stato ucciso da un mezzo della nettezza urbana di San'Agata di Puglia, in provincia di Foggia, e un fascicolo è stato aperto dalla Procura per ricostruire la dinamica dell'accaduto, per accertare eventuali responsabilità dell'incidente.

L'ex senatore era nato a Sant'Agata di Puglia nel 1946, giornalista, era stato coordinatore dei servizi Interni, Esteri ed Economia per il "Roma", nonchè inviato negli Stati Uniti. Fu eletto deputato nel 1994 e senatore dal 1996 al 2008, sempre con Forza Italia; si candidò anche come sindaco del centrodestra a Napoli, nel 1997.

Schianto camper-auto nel Foggiano: 3 morti

FOGGIA - Sono tre i giovani di Torremaggiore, nel Foggiano, che hanno perso la vita ed altre quattro persone sono rimaste ferite nello scontro tra quattro veicoli sulla Ss 693, nel tratto che collega il santuario San Nazario ad Apricena. Le cause della disgrazia sono in corso di accertamento. 

Nell'incidente sono rimaste coinvolte due autovetture (tra cui il suv su cui viaggiavano le due vittime) e due camper. I feriti sono stati condotti con l'elisoccorso all'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (Foggia).

Ad intervenire sul posto Vigili del Fuoco e carabinieri della compagnia di San Severo.

Foggia, imprenditore muore freddato da numerosi colpi di pistola

di PIERO CHIMENTI - Un agguato avvenuto a San Ferdinando di puglia, in provincia di Foggia, ha visto come vittima un imprenditore di 59 anni. L'uomo, mentre era in auto per andare al lavoro, è stato raggiunto da un'auto di grossa cilindrata con a bordo tre uomini che lo hanno costretto a fermarsi scaricando contro di lui numerosi colpi di fucile.

La vittima era già nota ai carabinieri che seguono le indagini, in quanto col fratello fu coinvolto nella truffa per ottenere i fondi pubblici, fin quando non decise di cambiar vita, dopo il cruento omicidio del fratello.

Foggia, organizzavano l'evasione di un boss: 9 arresti

FOGGIA - Stavano pianificando la fuga dal carcere del boss di un clan pugliese, ma sono stati fermati prima che il piano andasse in porto. Detenzione illegale di armi e tentata evasione sono i reati contestati ai 9 destinatari di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari emessa dal Gip del Tribunale di Foggia ed eseguita dai finanzieri del Comando provinciale di Foggia, impegnati nell'operazione denominata "Nel nome del padre".

I nove uomini sono ritenuti dagli investigatori tutti vicini alla cosca criminale attiva nel territorio di Mattinata – Vieste, già capeggiata da Mario Luciano Romito, pregiudicato di Manfredonia vittima dell’agguato mafioso del 9 agosto 2017, ad Apricena (Foggia), in cui persero la vita anche il cognato e due fratelli imprenditori incensurati.

Foggia, uccide la moglie e poi tenta il suicidio

TROIA (FG) - Dramma a Troia, nel foggiano, dove un 47enne ha ucciso la moglie e poi ha tentato di suicidarsi. Il dramma si è consumato la notte scorsa quando Ferdinando Carella ha assassinato la moglie, Federica Ventura, di 40 anni, con una decina di coltellate. Subito dopo l'uomo ha tentato di suicidarsi con la stessa arma, colpendosi al petto. Carella è ricoverato in gravissime condizioni negli Ospedali Riuniti di Foggia dove sarà sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. I parenti delle vittime, che abitano nello stesso stabile, hanno lanciato l'allarme.

Quando personale del 118 e carabinieri del comando provinciale di Foggia sono giunti sul posto hanno trovato la donna ormai già morta ed il marito riverso sul pavimento con ancora il coltello conficcato nel petto. Sembra che il tutto sia avvenuto al culmine dell'ennesimo litigio tra i due coniugi. In casa c'erano anche i due figli minorenni della coppia, ma non si sa se siano stati testimoni dell'accaduto o se abbiano continuato a dormire nonostante le urla dei genitori.

Puglia, spara al volto della figlia dell'ex: è gravissima

FOGGIA - Escalation di violenze sulle donne in Puglia. E' caccia all'uomo nella zona di Ischitella, nel Foggiano, dove una 15enne è stata ferita con un colpo di arma da fuoco in faccia e ora lotta tra la vita e la morte: le forze dell'ordine stanno cercando l'ex compagno della mamma della vittima, un uomo di 37 anni che avrebbe sparato per vendetta, perché la donna lo aveva lasciato. E' quanto apprende l'agenzia Ansa da fonti investigative.

La 15enne è stata ferita al volto da un colpo di arma da fuoco sparato a distanza ravvicinata mentre percorreva via Zuppetta per recarsi a scuola. Le condizioni della ragazza sono disperate.

Indagini in corso da parte dei carabinieri del Comando provincia di Foggia. La ragazzina è stata trasportata in elisoccorso agli Ospedali Riuniti di Foggia dove la stanno sottoponendo ad un delicato intervento chirurgico. La vittima era seguita dai servizi sociali ed era stata affidata ai nonni.

"Spero che ti ammazzi bastardo lurido. Te la prendi con una ragazza di soli 15 anni, sei un rifiuto umano":così su Facebook la mamma della ragazzina ferita rivolgendosi all'aggressore della ragazzina che dimostra di conoscere molto bene. I carabinieri sono sulle tracce del 37enne ex compagno della donna che sarebbe giunto sul luogo del ferimento a bordo di una Fiat Punto di colore verde e sarebbe poi fuggito a piedi.

DONNO (M5S): NUOVO CASO IN PUGLIA, DOVE È IL PIANO DI AZIONE STRAORDINARIO? - "Un altro caso di violenza contro le donne in Puglia: una quindicenne è stata ferita con un colpo di pistola al volto ad Ischitella. Questa notizia mi addolora molto. È evidente che ci troviamo davanti ad un allarme che deve essere placato con gli strumenti più appropriati, non possiamo continuare a piangere vittime di abusi continui": così la Senatrice Daniela Donno Vice Presidente della Commissione Diritti umani.

"Dov'è il Governo mentre ogni giorno arrivano notizie di violenze di genere? - prosegue la senatrice -. Le reti territoriali devono essere rafforzate e messe nella condizione di lavorare in sinergia con le altre. Il tutto con una lungimirante programmazione degli interventi, oltre che allo stanziamento di fondi e risorse adeguate. Non dimentichiamo che lo scorso luglio è scaduto il Piano nazionale d'azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere, ed il fatto che le Istituzioni temporeggino sull'argomento è a dir poco scandaloso".


Inneggiavano Isis: un fermo e un'espulsione a Foggia


BARI - Un'importante operazione antiterrorismo della Dda di Bari ha portato all'esecuzione di due diversi provvedimenti nei confronti di due fratelli tunisini residenti a Foggia. Uno di loro è stato sottoposto a fermo per apologia di terrorismo e detenzione di armi. Al fratello, rintracciato a Padova, è stato notificato un decreto di espulsione.

L'indagine della Digos di Bari, in collaborazione con quelle di Foggia e Padova e sotto il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione (Ucigos), è finalizzata a "prevenire e debellare - si apprende in una nota della Questura di Bari - il fenomeno dei cosiddetti lupi solitari ispirati dal Daesh".

Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare che entrambi i fratelli erano, via Facebook e con altre chat, in contatto con persone ritenute vicine all'estremismo islamico, condividendo anche sui social network post inneggianti all'Isis.

Trema la terra a Foggia, scossa magnitudo 4


FOGGIA - Trema ancora la terra in Capitanata. Un importante evento sismico è stato registrato dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in provincia di Foggia alle ore 6.25 con magnitudo 4.0 a 22 km di profondità. La Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile si è messa in contatto con le strutture locali del Sistema nazionale di protezione civile.

Dalle verifiche effettuate, l'evento - con epicentro individuato tra i comuni di Cagnano Varano, Carpino e Ischitella - è risultato avvertito dalla popolazione. Al momento nessuna segnalazione di danni a persone o cose.

Una road map per chiudere tutti i ghetti e garantire condizioni dignitose ai lavoratori stranieri


"Altre due vite spezzate dall'intreccio tra criminalità organizzata e disperazione. Non si può continuare così" a dichiararlo sono Guglielmo Loy, segretario confederale Uil, Stefano Mantegazza, segretario generale Uila e Gianni Ricci, segretario generale Uil Foggia, sull'incendio che ha ucciso due persone nel "Gran Ghetto" in agro di San Severo.

"Non possiamo continuare ad assistere impotenti, a indignarci e a versare lacrime inutili. Barra dritta e con convinzione procediamo nella direzione dello sgombero di tutti i ghetti della Capitanata", affermano Loy, Mantegazza e Ricci secondo i quali è necessario "perseguire con ancora più forza chi specula sul bisogno e costringe centinaia di immigrati a permanere in un ghetto chiuso alcuni giorni prima. Occorre combattere la criminalità organizzata e far rispettare le leggi e, sotto questo profilo, va garantito il massimo supporto all'azione delle forze dell'ordine. Applichiamo la nuova legge sul caporalato, sollecitiamo l'applicazione di procedure e protocolli etici in materia di trasporto, integrazione, inclusione. Impegniamoci ad applicare il "protocollo contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura". L’obiettivo comune deve essere fare rete attivando progetti per migliorare le condizioni dei lavoratori e togliere spazio a chi li sfrutta. “Per debellare alla radice il lavoro nero e dare le risposte di civiltà che il paese richiede, non è sufficiente la sola repressione. Per questo continueremo a insistere nei confronti del Governo, delle istituzioni regionali e soprattutto delle associazioni datoriali (Confagricoltura, Coldiretti e Cia) affinché la Rete del lavoro agricolo di qualità possa essere attivata in tutti i territori, in particolare lì dove la piaga del lavoro nero è maggiormente presente. Siamo, infatti, convinti che solo creando un sistema di gestione del mercato del lavoro trasparente e alternativo al Caporalato sarà possibile dare le risposte che sia le imprese che i lavoratori si aspettano. Tramite la Rete va inoltre istituito un sistema di trasporti per il lavoro agricolo sostenuto anche da risorse pubbliche. Potranno essere autobus che portano gratuitamente i braccianti sui luoghi di lavoro (al posto dei carissimi servizi di trasporto offerti dai caporali), o ambulatori mobili, alloggi degni di questo nome e distribuzione di acqua e cibo, fino agli sportelli di informazione legale e ai corsi di italiano. Le risorse ci sono ma va fatto uno sforzo collettivo per uscire da questa emergenza".

Ma non è tutto. "La questione va affrontata in un'ottica globale", proseguono Loy, Mantegazza e Ricci. Infatti, per il segretario confederale Uil, il segretario generale Uila e il segretario generale Uil Foggia "ora occorre raccordare l'azione di Regione, comuni, prefetture, forze dell'ordine, imprenditoriali e sindacati. Va definita una road map per lo sgombero di tutti i ghetti. Perché se non si arriva a questa conquista, non sarà possibile garantire condizioni di vita più dignitose e reale integrazione a questi lavoratori".

Incendio Ghetto di Rignano, prende corpo l'ipotesi del dolo

(Foto ANSA)

Importanti novità riguardo all'incendio che ha devastato il Gran Ghetto di Rignano, dove vivevano i migranti che lavoravano nelle campagne della zona, per cercare di sopravvivere, spesso accontentandosi di quattro soldi che a volte non venivano neanche riconosciuti loro. Sembra che, dopo che in un primo momento gli elementi che sono stati raccolti dagli inquirenti, portavano alla pista dell'incidente, adesso il questore di Foggia, Piernicola Antonio Silvis, ipotizza che ci possa essere stato dolo, con l'incendio appiccato volontariamente. "Ci sono 7-8 soggetti che conosciamo bene che sobillavano gli altri ad andare via - ha detto - probabilmente non volevano uccidere qualcuno ma solo fare un danneggiamento".

Gran ghetto distrutto da un incendio, morti 2 africani. Emiliano, "Regione all'opera per accoglienza"

(Foto ANSA)

FOGGIA - Dramma nel gran ghetto di Rignano Garganico, nel foggiano. Due cittadini di nazionalità africana, probabilmente malesi, sono morti a causa di un incendio di vaste proporzioni che si è sviluppato nella notte all'interno della baraccopoli sita nelle campagne tra San Severo e Rignano Garganico. Il rogo in pochi minuti ha avvolto numerose baracche distruggendole completamente. Ad intervenire sul posto i vigili del fuoco, carabinieri e agenti di polizia che stavano presidiando l'area dopo lo sgombero cominciato il 1 marzo.

Ad abitare il Ghetto alcune centinaia di migranti impegnati nella raccolta dei prodotti agricoli nelle campagne della zona. Solo due giorni fa era iniziato lo sgombero da parte delle forze dell'ordine disposto dalla Dda di Bari nell'ambito di indagini avviate nel marzo del 2016 e culminate con il sequestro probatorio con facoltà d'uso della baraccopoli per presunte infiltrazioni della criminalità.

Due giorni fa, sempre nell'ambito di queste indagini, era stato deciso ed avviato lo sgombero che non è avvenuto totalmente perchè alcuni dei 350 migranti che erano nella baraccopoli si sono rifiutati di lasciare il 'Ghetto'.

Ieri mattina alcuni di loro hanno inscenato una protesta dinanzi alla prefettura di Foggia, ribadendo di non voler lasciare il Ghetto e chiedendo di voler parlare con il prefetto. L'incendio si è sviluppato su una vasta area di 5000 mq e ha distrutto un centinaio di baracche. Poco dopo che le tre squadre di vigili del fuoco sono riuscite a circoscrivere e spegnere le fiamme sono stati rinvenuti i corpi carbonizzati dei due africani.

Non si può ancora essere certi al momento sulle cause dell'incendio, ma non si esclude la matrice dolosa.

QUANTI E DOVE SONO I 'GHETTI' IN PUGLIA - Luoghi come il ghetto di Rignano sono la manifestazione del problema abitativo che è l'altra faccia dell'emergenza dei braccianti. Sempre in base alle stime della Flai Cgil, in Puglia circa 10.000 persone vivono nei ghetti, diffusi dal Gargano al Salento. Rignano Garganico è il più grande, seguito dal 'ghetto-Ghana' a Borgo Tre Titoli, vicino Cerignola, poi due campi abusivi ad Andria, uno a Spinazzola, l'ex falegnameria a Nardò, il 'ghetto' vicino Foggia.

Le persone che abitano le baraccopoli sono prevalentemente di origine africana (soprattutto subsahariana), con l'unica eccezione del 'ghetto dei bulgari' a Borgo Mezzanone, dove si concentrano lavoratori provenienti dall'est europeo.

EMILIANO: "REGIONE ALL’OPERA PER ACCOGLIENZA" - Sulle operazioni che sono in corso per lo sgombero del cosiddetto “gran ghetto” tra Rignano e San Severo in provincia di Foggia, dopo la revoca della facoltà d’uso da parte della Direzione Distrettuale Antimafia del suolo su cui sorge l’accampamento, la Regione Puglia conferma che l’accoglienza messa in campo in altre strutture dalla stessa Regione e dal Comune di San Severo ha una capacità di circa 320 persone.

“In queste ore – dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – forte è la rete di associazioni, organizzazioni sindacali, parrocchie e cittadini che, come è accaduto negli ultimi anni, sono a fianco della Regione per portare a compimento la chiusura di questo luogo dove per vent’anni si è calpestata la dignità umana. Li ringrazio, insieme a chi sta operando sul campo in queste ore, a nome della Regione. La tragica morte dei due cittadini maliani conferma la necessità di procedere senza indugio alla chiusura di questa operazione richiesta dall'Autorità Giudiziaria, ma lascia un profondo sconforto perché se avessero accettato, come tanti hanno fatto, la alternativa abitativa adesso sarebbero ancora vivi”.

BAVARO (SI): "SOLO CON LAVORO REGOLARE MAI PIU' GHETTI E MORTI" - La morte di due migranti avvenuta stanotte è l'ennesima tragedia in quello che è vero caso nazionale, ma la posizione di Sinistra Italiana non può mutare: i Ghetti non sono un problema di ordine pubblico, ma solo la conseguenza dell'assenza di diritti e di lavoro regolare in agricoltura.

Lo spostamento forzoso dalle campagne alle strutture di San Severo, di un numero inferiore alla metà degli attuali abitanti del Ghetto, prova a risolvere unicamente la questione abitativa, non incidendo sulle motivazioni che obbligano uomini e donne a vivere in condizioni disumane: l'esigenza di avere un reddito e di inviare del danaro nei propri paesi d'origine.

La Regione, di concerto con le istituzioni locali e nazionali, ha il dovere di affrontare la questione in modo complessivo per far sì che, quando fra pochi mesi migliaia di lavoratori stagionali giungeranno in Capitanata per la raccolta del pomodoro, sorgano nuovi e più incontrollabili Ghetti.
E' del tutto singolare che la stessa Regione Puglia con una mano si preoccupi della vicenda e con l'altra continui a non applicare la legge 28/2006.

Addirittura si ventila l'intenzione di smantellare la stessa legge 28, mentre non sono state rinnovate le convenzioni con INPS e Guardia di Finanza per rendere effettivi i controlli delle aziende.

E ancora: dov'è finita la somma di 1 milione di euro fatta stanziare nel Bilancio regionale da l'emendamento Minervini-Borraccino di Sinistra Italiana (nato da collaborazione con FLAI-CGIL) per creare un servizio di trasporto pubblico che rendesse ancor più difficile l'intermediazione tra domanda ed offerta di lavoro controllata dai caporali?

Da mesi diciamo che sono questi i veri nodi politici di una vicenda su cui troppo sono gli interessi, della mafia, delle aziende che lucrano sullo schiavismo, di chi vuol inserirsi nel business dell'accoglienza, di chi ha il solo interesse di dichiarare a mezzo stampa che il Ghetto non esiste più: i ghetti, i giovani carbonizzati di stanotte e la morte di fatica di Paola Clemente e di tanti altri, torneranno fra pochissimo a sconvolgere la Capitanata, il barese e tutta la Puglia se si continuerà a non trattare la vicenda come una delle questioni economiche e sociali più importanti per il nostro territorio.