
ROMA - Un progetto può essere pianificato nei minimi dettagli, rispettare metodologie consolidate e disporre di strumenti tecnologici avanzati. Eppure, può fallire. A fare la differenza, molto spesso, non sono i processi, ma le persone: il modo in cui comunicano, collaborano, affrontano gli imprevisti e reagiscono al cambiamento. È da questa apparente contraddizione che prende le mosse l’intervento di Training Academy Srl, parte del Gruppo G&A, in programma il prossimo 6 novembre alle ore 15.30, nell’ambito di PMexpo 2026, appuntamento dedicato al Project Management, promosso dall’Istituto Italiano di Project Management (ISIPM) e ospitato presso l’Auditorium del Massimo di Roma. A guidare la riflessione sarà Daniela Donati, docente Training Academy, HR Business Partner, Trainer e Professional Coach, con oltre vent’anni di esperienza nella consulenza organizzativa e nella gestione delle risorse umane.
Il titolo dell’intervento, volutamente provocatorio, è “Come far fallire un progetto (anche quando è pianificato benissimo)”, accompagnato dal sottotitolo “Istruzioni semiserie per sabotare risultati, relazioni e lavoro di squadra”. Un cambio di prospettiva che invita professionisti, manager e responsabili di progetto a osservare il Project Management da un’angolazione meno convenzionale: quella dei comportamenti organizzativi che possono compromettere anche le migliori strategie.Attraverso un approccio ironico, ma fondato sull’esperienza aziendale, Donati esplorerà tre comportamenti particolarmente insidiosi. Il primo riguarda la comunicazione: moltiplicare riunioni, messaggi e informazioni senza assicurarsi che le persone si comprendano davvero. Una dinamica che richiama l’importanza dell’ascolto attivo, della chiarezza e di una cultura del feedback.
Il secondo riguarda il lavoro di squadra: riunire professionisti competenti non significa necessariamente costruire un team. Senza fiducia, leadership e collaborazione, anche le migliori competenze individuali rischiano di non tradursi in risultati collettivi. Il terzo comportamento è la resistenza al cambiamento, che può trasformare procedure e abitudini consolidate in ostacoli all’innovazione. Creatività, flessibilità e apertura a nuove prospettive diventano quindi risorse indispensabili per affrontare la complessità.
Il messaggio è chiaro: la pianificazione è necessaria, ma non sufficiente. Un progetto non vive soltanto nei diagrammi, nei cronoprogrammi o negli indicatori di performance. Prende forma nelle relazioni quotidiane, nelle decisioni condivise e nella capacità di affrontare insieme le difficoltà. La partecipazione di Training Academy a PMexpo 2026 si inserisce in una riflessione più ampia sul ruolo della formazione nello sviluppo delle competenze professionali e organizzative. In un contesto lavorativo attraversato da trasformazioni tecnologiche, nuovi modelli di leadership e crescente complessità, le competenze trasversali assumono un valore sempre più strategico. Non si tratta di contrapporre le competenze tecniche a quelle umane, ma di riconoscere la loro complementarità. Metodologie e strumenti consentono di strutturare il lavoro; comunicazione, fiducia e capacità di adattamento permettono di tradurre quella struttura in risultati concreti.Con una formazione umanistica e una lunga esperienza maturata tra piccole e medie imprese e multinazionali, Daniela Donati ha accompagnato manager e gruppi di lavoro nei processi di sviluppo, cambiamento e innovazione. La sua attività formativa coniuga il rigore della consulenza organizzativa con un approccio pratico, orientato all’applicazione immediata delle competenze nei contesti professionali.
L’incontro del 6 novembre offrirà dunque un’occasione per interrogarsi su una questione centrale per il futuro del Project Management: quanto pesa la qualità delle relazioni sul raggiungimento degli obiettivi? Perché, talvolta, comprendere come si arriva al fallimento è il modo più efficace per imparare a costruire il successo.