Manovra 2027, ultime trattative: dalle pensioni all'Irpef, tutte le misure sul tavolo


Il governo Meloni punta a chiudere la legge di Bilancio da 23,5 miliardi di euro. Atteso il via libera del Consiglio dei ministri. Tra le ipotesi: agevolazioni fiscali per giovani e lavoratori, sostegni alle famiglie e interventi sulle pensioni. Diverse misure sono ancora in fase di definizione.

Il governo Meloni accelera sulla Manovra 2027, l'ultima legge di Bilancio della legislatura. Il Consiglio dei ministri dovrebbe riunirsi mercoledì 28 ottobre alle 12 per approvare il testo definitivo, dopo settimane di confronto tra le forze di maggioranza e interlocuzioni con la Commissione europea.

La manovra vale complessivamente 23,5 miliardi di euro, ma diversi dettagli devono ancora essere definiti. A incidere sui tempi è stata anche l'attesa del confronto con Bruxelles sulla possibilità di utilizzare margini di flessibilità per finanziare interventi in materia di difesa ed energia.

Tra le misure discusse figurano agevolazioni fiscali, sostegni alle famiglie, incentivi alle assunzioni e interventi sulle pensioni. Non tutte le proposte, tuttavia, sono destinate a entrare nel testo finale.

Il confronto con l'Unione europea

Nel vertice di maggioranza del 26 ottobre è stato fatto il punto sulle interlocuzioni con la Commissione europea, in particolare sull'utilizzo della clausola nazionale di salvaguardia (NEC) e sulle misure legate all'energia.

Secondo fonti di maggioranza, il confronto con Bruxelles prosegue in modo proficuo e punta a chiarire quali interventi possano essere ammessi e quali margini di flessibilità siano disponibili.

L'obiettivo dichiarato è concentrare le risorse sulle priorità, sostenendo il potere d'acquisto, la crescita e le imprese, senza compromettere la tenuta dei conti pubblici. Tra i capitoli al centro della discussione figurano anche il fisco, la sanità e gli aiuti a giovani e anziani.

Giorgetti: «Faremo il possibile, non l'impossibile»

Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha confermato l'obiettivo di portare la manovra in Consiglio dei ministri il 28 ottobre.

«Con la Commissione europea abbiamo fatto progressi, quindi credo che chiuderemo entro stasera le proposte che riteniamo possano essere ritenute ammissibili», ha dichiarato, spiegando che soltanto con un adeguato grado di certezza sarà possibile firmare il testo.

Sul pressing delle forze politiche per ottenere nuove misure, Giorgetti ha sottolineato che le richieste superano le risorse disponibili. «Faremo il possibile, non l'impossibile», ha affermato, aggiungendo che il governo intende dare risposte alle questioni considerate più urgenti.

Giovani, mini-Irpef e flat tax per i neoassunti

Tra le ipotesi in discussione c'è un pacchetto di agevolazioni fiscali rivolte ai giovani. La maggioranza starebbe valutando una mini-Irpef per i lavoratori under 30 a basso reddito, con aliquota ancora da definire, e una flat tax al 5% per i neoassunti under 35. Restano da stabilire eventuali limiti reddituali.

Si valuta inoltre un ampliamento della no tax area per gli under 25, con l'obiettivo di sostenere le retribuzioni e contrastare la fuga dei giovani qualificati.

Per le imprese si punta anche a rafforzare le maggiorazioni fiscali legate alle nuove assunzioni: secondo le ipotesi circolate, la maxi-deduzione potrebbe salire dal 130% al 140% per i giovani e al 180% per le giovani madri.

Lavoro, rinnovi contrattuali e tredicesime

Sul fronte del lavoro si discute di una tassazione agevolata al 5% sugli aumenti salariali derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi e di un'aliquota al 15% sulle maggiorazioni per il lavoro notturno e festivo e sul salario accessorio del pubblico impiego.

Un altro intervento allo studio riguarda la detassazione delle tredicesime per i redditi più bassi. Sono ancora in valutazione sia la soglia di reddito sia l'aliquota applicabile, che potrebbe attestarsi al 10% o al 15%.

La Lega spinge inoltre per estendere la flat tax alle partite Iva con ricavi o compensi fino a 100mila euro, rispetto all'attuale soglia di 85mila. L'eventuale modifica richiederebbe anche una valutazione della compatibilità con le regole europee. Da chiarire pure la conferma dell'accesso al regime forfettario per dipendenti e pensionati con redditi da lavoro autonomo.

Irpef e cedolare secca sugli affitti

Secondo fonti di maggioranza, sarebbe tramontata l'ipotesi di ridurre l'Irpef per i redditi superiori a 50mila euro. La proposta era stata congelata nelle scorse settimane, per poi tornare al centro del confronto con l'idea di estendere l'aliquota del 33% almeno fino a 55mila euro.

Tra le altre ipotesi circolate figura una possibile riduzione al 5% della cedolare secca sugli affitti a lungo termine. Anche su questo punto, al momento, non ci sono certezze sull'inserimento nella versione definitiva della manovra.

Famiglie, madri lavoratrici e aiuti agli anziani

Il capitolo sociale comprende diverse proposte: il rafforzamento dei congedi parentali, un libretto previdenziale per i nuovi nati e nuove forme di sostegno alle madri lavoratrici.

Il governo starebbe valutando di estendere la decontribuzione per le lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato con figli, attualmente prevista per le madri con almeno tre figli, anche a quelle con almeno due.

Noi Moderati propone invece di prorogare il bonus per le scuole paritarie, fino a 1.500 euro per studente. Forza Italia ha avanzato l'idea di una carta da 300 a 500 euro per le spese sanitarie degli over 75, subordinata a una soglia ISEE, oppure di un sistema di rimborsi tramite cashback.

Per gli interventi destinati alle famiglie e alla spesa sociale si parla di risorse fino a 5 miliardi di euro. L'effettiva disponibilità e la selezione delle misure dipenderanno dalla definizione finale della manovra.

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