Ostuni, alla Banca di Credito Cooperativo l’incontro “Raccontare la guerra”: giornalismo, deontologia e cooperazione internazionale

Venerdì 6 novembre, dalle 15.30 alle 18.30, un confronto con Gabriella Simoni, Gabriele Torsello e Franco Colizzi nell’ambito del Festival della Cooperazione Internazionale. L’iniziativa, aperta a tutti, sarà dedicata al ricordo di Marcello Carrozzo

Raccontare una guerra significa informare, ma anche assumersi la responsabilità delle parole, delle immagini e delle testimonianze che vengono diffuse. È da questa riflessione che prende avvio l’incontro “Raccontare la guerra: responsabilità etiche e deontologiche del giornalista nell’informazione di guerra”, in programma a Ostuni venerdì 6 novembre 2026, dalle ore 15.30 alle 18.30, presso la Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, nella Sala Convegni di Largo Mons. Italo Pignatelli 2.

L’appuntamento, inserito nel programma del Festival della Cooperazione Internazionale, vedrà la partecipazione della giornalista Gabriella Simoni, del fotoreporter di guerra Gabriele Torsello e di Franco Colizzi, coordinatore del Festival della Cooperazione Internazionale. L’iniziativa sarà inoltre dedicata al ricordo di Marcello Carrozzo.

L’incontro è aperto a tutti, offrendo a studenti, cittadini, professionisti e operatori della comunicazione la possibilità di approfondire il rapporto tra guerra, informazione e cooperazione internazionale. Per i giornalisti partecipanti sono previsti tre crediti formativi.

Raccontare i conflitti tra verifica delle fonti e responsabilità deontologica

L’informazione di guerra rappresenta uno degli ambiti più complessi dell’attività giornalistica. La difficoltà di accedere direttamente ai luoghi degli avvenimenti, la circolazione di testimonianze spesso frammentarie e il rischio di propaganda impongono particolare attenzione nella raccolta, nella verifica e nella diffusione delle notizie.

Durante l’incontro saranno approfondite le responsabilità etiche e deontologiche del giornalista, a partire dal rispetto della verità sostanziale dei fatti, dall’autonomia professionale, dall’indipendenza e dall’accuratezza dell’informazione.

Una riflessione specifica riguarderà la necessità di distinguere le testimonianze attendibili dalle ricostruzioni parziali, dalle dichiarazioni delle parti coinvolte e dalla disinformazione, evitando che il linguaggio giornalistico finisca per sovrapporsi alla propaganda.

Particolare attenzione sarà riservata anche alla scelta delle parole e alla corretta contestualizzazione di numeri, dati sulle vittime e testimonianze provenienti dai territori di guerra, elementi che richiedono rigore e prudenza per restituire una rappresentazione quanto più possibile fedele degli avvenimenti.

Un ulteriore tema riguarderà l’utilizzo delle fotografie e dei video dei conflitti, con riferimento alla tutela della dignità umana, alla riconoscibilità delle vittime, alla protezione dei minori e delle persone vulnerabili e al rischio di spettacolarizzazione della violenza.

Il confronto richiamerà i principi del Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti, ponendo al centro il rapporto tra diritto-dovere di informare e responsabilità di valutare le modalità con cui vengono raccontate la sofferenza e le conseguenze della guerra.

Gabriella Simoni, Gabriele Torsello e Franco Colizzi: tre prospettive per comprendere la guerra

A sviluppare il tema “Raccontare la guerra dal campo: tra testimonianza, propaganda e ricerca della verità” sarà Gabriella Simoni, giornalista, che approfondirà le difficoltà del lavoro dell’inviato nei teatri di guerra.

Il suo contributo si concentrerà sulla verifica delle fonti e sul confronto tra testimonianze, documenti ufficiali e dichiarazioni delle parti coinvolte, evidenziando i rischi delle ricostruzioni parziali e della diffusione di informazioni non ancora confermate.

Gabriele Torsello, fotoreporter di guerra, interverrà invece sul tema “L’immagine della guerra: documentare senza spettacolarizzare il dolore”.

Al centro della sua relazione ci saranno il valore della fotografia e del video come strumenti di testimonianza, l’autenticità e la contestualizzazione delle immagini e il delicato equilibrio tra interesse pubblico, valore documentale e tutela della dignità delle persone ritratte.

A completare il percorso sarà Franco Colizzi, coordinatore del Festival della Cooperazione Internazionale, con l’intervento “Dopo le bombe, chi resta? La cooperazione internazionale nei territori di guerra”.

La sua riflessione allargherà lo sguardo alle conseguenze umanitarie, sociali ed economiche dei conflitti sulle popolazioni civili, affrontando i temi degli sfollamenti, della distruzione dei servizi essenziali e delle emergenze che continuano a interessare le comunità anche dopo la cessazione delle ostilità.

Particolare attenzione sarà dedicata al ruolo della cooperazione internazionale, dal soccorso immediato alle attività di ricostruzione, fino ai programmi di sviluppo e sostegno delle comunità nel lungo periodo.

Un incontro aperto alla cittadinanza nel ricordo di Marcello Carrozzo

L’iniziativa metterà così a confronto tre dimensioni strettamente collegate: il racconto giornalistico dal campo, la documentazione fotografica dei conflitti e l’azione della cooperazione internazionale.

L’obiettivo è offrire strumenti per comprendere non soltanto come raccontare una guerra, ma anche quali responsabilità comporti trasformare in informazione le immagini, le testimonianze e le storie delle persone coinvolte.

L’appuntamento sarà inoltre un’occasione per ricordare Marcello Carrozzo, nell’ambito di una riflessione sul valore della testimonianza e sull’importanza di documentare le conseguenze umane dei conflitti.

L’incontro si inserisce nel percorso della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni volto a promuovere occasioni di formazione, approfondimento culturale e confronto sui temi di maggiore interesse per la comunità.

Attraverso l’apertura dei propri spazi a iniziative culturali e professionali, la banca prosegue il proprio impegno a favore del territorio, valorizzando i principi di cooperazione, responsabilità e partecipazione che caratterizzano il credito cooperativo.

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