Scontri in diverse città italiane, tensioni a Milano, Torino e Bologna. Meloni: «Le violenze vanno condannate senza ambiguità»


Sabato di manifestazioni e disordini in diverse città italiane. A Milano barricate incendiate e negozi danneggiati e saccheggiati, a Torino tensioni tra forze dell’ordine e collettivi studenteschi, a Bologna lanci di sassi e oggetti contro gli agenti. La presidente del Consiglio chiede una condanna unanime delle violenze.

MILANO – Sabato di manifestazioni e scontri in diverse città italiane, tra cui Milano, Torino e Bologna. In varie occasioni la protesta è degenerata in momenti di tensione e violenza, con interventi delle forze dell’ordine e danni segnalati nelle aree interessate.

Nel capoluogo lombardo, centinaia di persone hanno attaccato lo schieramento di polizia in piazza Duomo. Successivamente sono state incendiate barricate e si sono verificati episodi di danneggiamento e saccheggio di negozi e vetrine nelle strade vicine.

A Torino, invece, si sono registrati urla e spintoni tra le forze dell’ordine e alcuni collettivi studenteschi che chiedevano di proseguire il corteo oltre piazza Castello.

Tensioni anche a Bologna, davanti alla stazione ferroviaria, in piazza Medaglie d’Oro, dove alcuni giovani hanno lanciato sassi e oggetti contro gli agenti. Le forze dell’ordine hanno risposto con l’utilizzo di idranti e lacrimogeni.

Meloni: «Manifestare è un diritto, mettere a ferro e fuoco le città no»

Sui social è intervenuta la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha condannato gli episodi di violenza e rivolto un appello alle opposizioni affinché prendano posizione senza ambiguità.

«Manifestare è un diritto. Mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è», ha scritto la premier, rinnovando la richiesta alle forze di opposizione di condannare le violenze e invitare a svolgere ogni mobilitazione in modo pacifico.

«Di fronte a scene del genere, il rifiuto deve essere unanime. Ogni reticenza diventa giustificazione. Il silenzio non è accettabile», ha concluso Meloni.

Le tensioni registrate nelle tre città riaccendono il dibattito sulla gestione dell’ordine pubblico durante le manifestazioni e sulla necessità di distinguere il diritto costituzionale a protestare dagli episodi di violenza e danneggiamento.

Posta un commento

Nuova Vecchia

Modulo di contatto