Per la prima volta nelle partite casalinghe del Nations Championship, la Federazione Italiana Rugby introduce il servizio Connect Me Too®, che permetterà alle persone con disabilità visiva di seguire gli Azzurri contro Sudafrica, Argentina e Fiji. Una cronaca speciale racconterà non soltanto il gioco, ma anche le emozioni e l'atmosfera degli stadi, rendendo l'esperienza accessibile sia dal vivo sia da casa
Il rugby italiano compie un nuovo passo verso l'accessibilità e l'inclusione delle persone con disabilità visiva. In occasione delle tre partite casalinghe della Nazionale Italiana di rugby nel Nations Championship 2026, la Federazione Italiana Rugby (FIR) attiverà per la prima volta nella competizione un servizio di audiodescrizione dedicato alle persone cieche e ipovedenti, consentendo loro di vivere l'esperienza sportiva sia dagli spalti sia da casa.
L'iniziativa sarà realizzata attraverso Connect Me Too®, il sistema sviluppato da CMT Translations che offre una narrazione particolarmente dettagliata degli eventi sportivi, trasformando in parole anche gli elementi visivi che normalmente accompagnano una partita.
Non soltanto mete, passaggi e azioni di gioco, dunque, ma anche movimenti dei giocatori, reazioni delle panchine, gesti e atmosfera del pubblico. L'obiettivo è rendere il racconto sportivo un'esperienza il più possibile completa e coinvolgente, superando le barriere che possono limitare la partecipazione delle persone con disabilità visiva.
Nations Championship 2026, tre partite accessibili a Torino, Genova e Udine
Il servizio di audiodescrizione accompagnerà gli Azzurri nei tre incontri interni della nuova competizione internazionale, che vedrà confrontarsi dodici tra le principali nazionali del rugby mondiale.
Il calendario prevede tre appuntamenti:
Sabato 7 novembre: Italia–Sudafrica, Allianz Stadium di Torino.
Sabato 14 novembre: Italia–Argentina, stadio Luigi Ferraris di Genova.
Sabato 21 novembre: Italia–Fiji, Bluenergy Stadium di Udine.
La prima sfida vedrà la Nazionale Italiana affrontare il Sudafrica, campione del mondo in carica, in un appuntamento particolarmente significativo anche dal punto di vista sportivo.
L'attivazione del servizio nelle tre città rappresenta un'estensione dell'esperienza già maturata dalla Federazione Italiana Rugby durante il Torneo Sei Nazioni a Roma, dove l'audiodescrizione è disponibile da alcuni anni.
Come funziona Connect Me Too®: una cronaca che racconta anche ciò che non si vede
Il sistema Connect Me Too® si basa su una forma di audiodescrizione particolarmente approfondita, affidata a un professionista appositamente formato.
A differenza della tradizionale radiocronaca, concentrata prevalentemente sull'andamento della partita, il servizio descrive anche tutti quegli elementi che contribuiscono a costruire l'esperienza visiva di un incontro.
La narrazione comprende le posizioni e i movimenti degli atleti, le reazioni degli allenatori, ciò che accade sulle panchine e l'atmosfera sugli spalti, offrendo alle persone cieche e ipovedenti informazioni che altrimenti potrebbero risultare difficilmente accessibili.
L'audiodescrizione permette così di seguire non soltanto lo sviluppo tecnico e agonistico dell'incontro, ma anche il contesto emotivo e ambientale nel quale si svolge.
Una modalità di fruizione che può contribuire a rafforzare la partecipazione delle persone con disabilità visiva alla vita sportiva, sia come spettatori presenti allo stadio sia come appassionati che seguono le partite da casa.
Leonardo Ghiraldini: «Vogliamo un rugby senza barriere»
A sottolineare il valore dell'iniziativa è Leonardo Ghiraldini, Consigliere Federale con delega alla Responsabilità Sociale ed ex azzurro, che evidenzia come l'accessibilità debba diventare parte integrante dell'organizzazione degli eventi sportivi.
«Rendere il rugby sempre più accessibile significa fare in modo che ogni persona possa vivere pienamente l'esperienza che questo sport è in grado di offrire. L'attivazione dell'audiodescrizione per le partite del Nations Championship rappresenta un passo concreto in questa direzione e nasce dalla volontà di estendere a un numero sempre maggiore di persone la possibilità di sentirsi parte dell'evento, sia allo stadio sia da casa», dichiara Ghiraldini.
Il rappresentante della Federazione ribadisce inoltre la volontà di proseguire su questa strada:
«È un servizio che arricchisce il nostro percorso e che vogliamo continuare a sviluppare, mettendo al centro le persone e la loro possibilità di vivere il rugby senza barriere».
Tony D'Angelo: «L'audiodescrizione non deve essere un servizio accessorio»
Il progetto nasce dalla collaborazione con CMT Translations, società specializzata nei servizi linguistici e nelle tecnologie per l'accessibilità.
Tony D'Angelo, responsabile del progetto Connect Me Too®, sottolinea l'importanza di rendere continuativa la presenza dell'audiodescrizione nei principali appuntamenti sportivi.
«Dopo il Sei Nazioni, portare Connect Me Too® anche nella prima edizione del Nations Championship rappresenta per noi un passaggio importante. Significa vedere l'audiodescrizione entrare con sempre maggiore continuità nei grandi appuntamenti sportivi, non come un servizio accessorio, ma come parte dell'esperienza offerta al pubblico», spiega D'Angelo.
Una prospettiva che punta a superare l'idea dell'accessibilità come intervento occasionale, per considerarla una componente ordinaria dell'organizzazione degli eventi.
«Insieme alla Federazione Italiana Rugby stiamo dando continuità a un percorso molto concreto: fare in modo che ciò che accade in campo, sugli spalti e intorno alla partita possa essere raccontato e reso fruibile anche a chi non può vederlo», aggiunge il responsabile del progetto.
Dalla Serie A agli sport invernali: l'audiodescrizione si diffonde nello sport
L'esperienza di Connect Me Too® non si limita al rugby.
Negli anni il sistema è stato utilizzato anche nel calcio, dalla Serie A alla Serie B fino agli incontri della Nazionale, oltre che nel basket e in diverse discipline invernali, tra cui hockey, pattinaggio, sci e snowboard.
La tecnologia ha trovato applicazione anche in ambito culturale, con esperienze di audiodescrizione teatrale.
Il progressivo ampliamento dei contesti di utilizzo dimostra come strumenti di questo tipo possano contribuire a rendere più accessibili manifestazioni sportive e culturali, favorendo una partecipazione che non dipenda esclusivamente dalla possibilità di vedere ciò che accade.
Sport e disabilità, l'accessibilità come parte dell'esperienza
L'iniziativa della Federazione Italiana Rugby richiama un principio fondamentale: l'accessibilità non riguarda soltanto la possibilità di entrare in uno stadio, ma anche quella di partecipare pienamente all'esperienza che vi si svolge.
Per una persona cieca o ipovedente, poter seguire una partita attraverso una descrizione accurata significa disporre di maggiori strumenti per comprendere ciò che accade, condividere le emozioni con gli altri spettatori e sentirsi parte dell'evento.
Con l'introduzione dell'audiodescrizione nel Nations Championship, il rugby italiano rafforza quindi un percorso che unisce innovazione tecnologica, responsabilità sociale e diritto alla partecipazione, mostrando come l'inclusione possa tradursi in servizi concreti.
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