Assisi - Assisi ha accolto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco, avvenuta nel 1226. L’appuntamento rappresenta il momento culminante dell’Anno Giubilare Francescano, iniziato il 7 gennaio scorso e destinato a concludersi il 7 gennaio 2027.
Il Capo dello Stato ha partecipato, nella Basilica Superiore di San Francesco, alla Santa Messa celebrata dal cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Al termine della celebrazione Mattarella ha rivolto un messaggio al Paese, sottolineando come l’Italia «non possa prescindere dalla lezione di San Francesco».
Mattarella: «San Francesco profeta di pace e amore»
«Sono passati 800 anni dalla morte di San Francesco, patrono d’Italia insieme a un’altra grande santa, Caterina da Siena», ha ricordato Mattarella.
«La distanza temporale che ci separa da quell’evento non ha in alcun modo ridotto il suo fascino e il suo carisma, che vive ben oltre i confini dell’Italia e della stessa Cristianità, di cui è figlio e figura eminente».
Il Presidente della Repubblica ha quindi evidenziato il valore universale della figura del santo di Assisi: «Profeta di pace, di amore, di rispetto per il Creato, il suo insegnamento è patrimonio universale per le donne e gli uomini di tutti i tempi e di tutte le latitudini, credenti o non credenti, cristiani o fedeli di altre religioni».
Zuppi: «La guerra non è un destino»
Durante l’omelia, il cardinale Zuppi ha richiamato l’attenzione sui conflitti e sulle divisioni del presente.
«In questa stagione siamo tentati e sedotti dalla cultura della potenza, volgare e invadente, ingannevole, frutto di enfasi mal riposte e di sfacciati ed enormi interessi economici, di nazionalismi che rovinano le nazioni, di campagne che creano il nemico invece di cercare quello che unisce», ha affermato.
«Francesco ci ricorda che la guerra non è un destino», ha aggiunto Zuppi, sottolineando che «non c’è tempo da perdere» e che il dialogo e il diritto devono prevalere sulla convinzione che la pace possa essere raggiunta attraverso le armi.
Accesa la lampada di San Francesco
In mattinata il sindaco di Assisi, Valter Stoppini, ha acceso la lampada votiva che illumina la tomba di San Francesco, a nome di tutte le regioni, province e comuni italiani.
«Esprimiamo l’amore che tutti gli italiani hanno per te e imploriamo la tua costante protezione», ha detto Stoppini rivolgendosi al santo.
«Vigila, Francesco fratello santo, sul nostro popolo – ha aggiunto – illumina i governanti, veglia sulle sorti dell’Italia. Rafforza i vincoli di unità, solidarietà, fraternità. Benedici tutti i lavoratori e dona loro e alle famiglie prosperità e pace».