Teheran – Gli Stati Uniti avrebbero avanzato alcune proposte all'Iran attraverso un mediatore, dopo la proposta di Teheran di una tabella di marcia di sette giorni per la riapertura dello Stretto di Hormuz. A riferirlo è Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore.
Ghalibaf ha tuttavia ribadito che la posizione di Teheran resta ferma. Gli Stati Uniti, ha sottolineato, devono comprendere che «l'epoca in cui si perdeva tempo e si imponevano richieste unilaterali è finita».
Secondo il presidente del Parlamento iraniano, la posizione di Teheran è «chiara e definita» e lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto fino a quando non saranno soddisfatte le sette condizioni poste dall'Iran, basate sul Memorandum di Islamabad.
Sul fronte diplomatico, la Russia si è detta pronta a svolgere un ruolo di mediazione tra Stati Uniti e Iran con l'obiettivo di contribuire a porre fine alla guerra. Lo ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev ai media iraniani.
Medvedev ha sottolineato che Mosca non intende sacrificare i propri rapporti con Teheran e ha definito le relazioni tra i due Paesi «a un livello senza precedenti». Nell'ultimo anno, ha aggiunto, gli scambi commerciali bilaterali sono aumentati del 20%.
Intanto il presidente degli Stati Uniti ha ribadito che «la guerra contro l'Iran finirà dopo le midterm». Intervenendo a un comizio in Alabama, il tycoon ha inoltre nuovamente assicurato che Teheran «non avrà mai l'arma nucleare».