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ROMA – Taglio dell’Irpef per il ceto medio, nuovi sostegni alle famiglie, incentivi per i giovani lavoratori, risorse aggiuntive per la sanità e agevolazioni per le imprese. Sono alcuni degli interventi previsti dalla legge di bilancio 2027, approvata dal Consiglio dei ministri e ora attesa all’esame del Parlamento.
La manovra vale circa 26 miliardi di euro nel 2027 e 27 miliardi nel 2028, secondo la nota diffusa da Palazzo Chigi. Tra gli obiettivi indicati dal governo guidato da Giorgia Meloni figurano la tutela del potere d’acquisto, il sostegno alla natalità, la riduzione della pressione fiscale e il rafforzamento dell’occupazione.
Taglio Irpef per il ceto medio
Una delle principali novità riguarda l’Irpef. L’aliquota del secondo scaglione scenderebbe al 33%, con l’estensione della fascia di reddito interessata da 50.000 a 55.000 euro. Il beneficio fiscale previsto è di circa 500 euro annui, che si aggiungerebbero ai risparmi derivanti dagli interventi delle precedenti manovre.
Sanità, più risorse e voucher per gli anziani
Il Fondo sanitario nazionale aumenterebbe di 3,4 miliardi di euro rispetto al 2026, considerando anche un miliardo già previsto dalla precedente manovra. Le risorse sarebbero destinate, tra l’altro, all’aggiornamento delle tariffe ospedaliere, agli interventi per Alzheimer e demenze e al rafforzamento delle indennità per il personale dei pronto soccorso, con una quota vincolata al miglioramento delle retribuzioni dei medici impegnati nell’emergenza.
È inoltre previsto un voucher da 300 euro per le persone con almeno 75 anni, con reddito da pensione non superiore a 28.000 euro, da utilizzare per spese sanitarie non coperte dal Servizio sanitario nazionale. La platea potenziale indicata è di circa 5,5 milioni di persone.
Giovani lavoratori e fringe benefit
Per il 2027 è prevista un’imposta sostitutiva dell’1% sugli incrementi del reddito da lavoro dipendente dei lavoratori under 30, entro specifici limiti di reddito e di importo. Il beneficio potrà arrivare a 2.500 euro e sarà riconoscibile in un’unica soluzione oppure in 12 mensilità, secondo le condizioni previste.
Sale inoltre a 2.000 euro il limite di esenzione fiscale dei fringe benefit per i lavoratori con un’età non superiore a 30 anni.
Affitti, cedolare secca e regime forfettario
Tra le misure annunciate figurano modifiche alla cedolare secca sugli affitti a canone concordato, con un’aliquota indicata al 5% e una riduzione all’1% per gli under 35. È prevista anche l’introduzione di una cedolare secca al 21% per gli immobili commerciali, secondo i requisiti stabiliti dalla norma.
Per i lavoratori autonomi, la soglia di accesso al regime forfettario salirebbe da 85.000 a 100.000 euro di ricavi o compensi.
Congedi parentali e sostegni alla natalità
La manovra prevede un mese aggiuntivo di congedo parentale retribuito all’80% dello stipendio. Il periodo complessivo indicato arriverebbe a quattro mesi, con un’estensione a cinque mesi per il secondo figlio e a sei mesi dal terzo figlio in poi.
Per ogni nuovo nato, lo Stato verserebbe inoltre 100 euro in un conto previdenziale gestito dall’Inps, una sorta di salvadanaio che potrebbe essere alimentato anche dai familiari. Al compimento dei 18 anni, le somme potrebbero essere utilizzate per determinate spese scolastiche e universitarie oppure destinate alla previdenza complementare.
Per i genitori lavoratori autonomi è previsto un voucher fino a 500 euro mensili, per un massimo di tre mesi, destinato ai servizi di baby-sitting e all’educazione nella prima infanzia. Viene inoltre confermato l’ampliamento del bonus mamme alle lavoratrici autonome e a tempo determinato, in presenza dei requisiti previsti.
Imprese e Zes Unica per il Mezzogiorno
Confermati gli interventi della precedente manovra in scadenza a fine anno, per un valore complessivo superiore a 9 miliardi di euro. Tra questi figurano il credito d’imposta per gli investimenti nella Zes Unica del Mezzogiorno, la tassazione agevolata dei premi di produttività, il bonus per le mamme lavoratrici e la super deduzione del costo del lavoro per le nuove assunzioni.
La dotazione della Zes Unica salirebbe a 2,4 miliardi di euro. È inoltre prevista fino al 31 dicembre 2027 la proroga degli esoneri contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato di donne, giovani e lavoratori nelle Zone economiche speciali.
Confermata anche la tassazione agevolata al 5% sugli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali, misura che, secondo i dati riportati, ha interessato oltre 4,25 milioni di lavoratori.
Scuole e pensioni
Una parte delle risorse legate alla flessibilità in ambito energetico sarebbe destinata all’installazione di climatizzatori e pompe di calore nelle scuole italiane.
Sul fronte previdenziale, è previsto un fondo da 850 milioni di euro per favorire la flessibilità in uscita dal lavoro. Le modalità operative dovranno essere definite nel corso dell’iter parlamentare. La proposta di pensionamento a 64 anni avanzata dalla Lega, secondo le stime riportate, richiederebbe invece risorse pari a circa 1,6 miliardi di euro.
Le coperture finanziarie e l’iter parlamentare
Per finanziare la manovra, circa 12 miliardi di euro deriverebbero dalla maggiore flessibilità concessa in ambito europeo e dalla trattativa con l’Unione europea. Altri 5,5 miliardi arriverebbero dal settore finanziario e dall’aumento della Tobin Tax, mentre circa 700 milioni sarebbero reperiti dal comparto energetico e altrettanti dal settore dei giochi. È previsto inoltre un miliardo di euro di riduzioni delle spese dei ministeri e della Presidenza del Consiglio.
Il testo passa ora al Parlamento, con l’avvio dell’esame previsto alla Camera. Le audizioni dovrebbero iniziare dal 9 novembre, mentre per le modifiche parlamentari sarebbe disponibile una dotazione di circa 300 milioni di euro.
Le misure dovranno essere esaminate e confermate nel corso dell’iter legislativo prima dell’approvazione definitiva della legge di bilancio.