Tra le ipotesi anche l’impatto con cavi durante il volo. Le vittime sono due militari dell’Esercito e due della Croce Rossa. La Procura militare di Roma ha aperto un fascicolo conoscitivo
Sono ancora in corso gli accertamenti per chiarire le cause dell’incidente che, nel pomeriggio del 29 ottobre, ha coinvolto un elicottero militare italiano CH-47 nei pressi di Brčko, in Bosnia-Erzegovina. Il bilancio è di quattro persone morte e undici ferite. Il velivolo era impegnato in un’attività addestrativa nell’ambito della missione europea Eufor Althea.
Le vittime sono il sergente Simone Ruggia e il sergente Claudio Marchesi, appartenenti all’Esercito, e il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci, della Croce Rossa. Gli undici feriti non sarebbero in pericolo di vita. Nella giornata di oggi è prevista la visita del ministro della Difesa Guido Crosetto.
Tra le possibili cause dello schianto viene presa in considerazione anche l’ipotesi di un impatto con cavi durante il volo. La dinamica, tuttavia, resta da ricostruire. Secondo quanto riferito dall’ambasciatrice italiana in Bosnia-Erzegovina, Sarah Castellani, l’incidente sarebbe avvenuto durante la fase di decollo dall’aeroporto di Brčko, immediatamente dopo il distacco dal suolo.
Alcuni testimoni avrebbero riferito di aver visto l’elicottero volare a bassa quota ed effettuare diverse virate prima di precipitare. Le immagini diffuse online mostrano condizioni meteorologiche apparentemente buone. Eufor ha confermato che il velivolo stava svolgendo un’attività di addestramento di routine.
La Procura militare di Roma ha aperto un fascicolo per svolgere accertamenti sulla vicenda. Si tratta, al momento, di un procedimento conoscitivo, senza ipotesi di reato, che potranno eventualmente essere valutate sulla base degli elementi raccolti.
Il cordoglio delle istituzioni
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato i quattro caduti con un messaggio pubblicato sui social: «Quattro vite spezzate mentre servivano l’Italia. Oggi il mio pensiero è per loro e per chi li ama».
Insieme al ministro Crosetto, la premier ha deposto un fascio di rose al Villaggio della Difesa, allestito al Circo Massimo di Roma in vista delle celebrazioni del 4 novembre. Meloni ha invitato i cittadini a portare un fiore come gesto di vicinanza alle famiglie delle vittime e ai militari feriti.
«Stringerci a chi soffre, custodire il ricordo di chi abbiamo perso, accompagnare i feriti e i loro cari in queste ore difficili», ha scritto, concludendo: «Simone, Claudio, Franco Adriano, Laura: non vi dimenticheremo».
Il CH-47 e la missione Eufor Althea
Il CH-47 Chinook è un elicottero da trasporto pesante prodotto dalla statunitense Boeing e progettato negli anni Sessanta. Utilizzato inizialmente in modo esteso durante la guerra del Vietnam, è ancora oggi in servizio in numerose forze armate grazie alla sua capacità di trasporto di personale e materiali.
Il velivolo coinvolto nell’incidente era impiegato nella missione europea Eufor Althea, avviata nel 2004 per contribuire alla stabilità della Bosnia-Erzegovina, sostenendo le autorità locali e supportando l’addestramento delle forze armate.
La missione conta circa 1.600 militari provenienti da 24 Paesi. Il contingente italiano, guidato dal generale Maurizio Fronda da gennaio 2026, è il più numeroso, con circa 300 militari. Il quartier generale si trova a Camp Butmir, nei pressi di Sarajevo.