Autotrasportatori in protesta contro il caro carburante, blocchi e disagi al Sud. Salvini: «430 milioni subito»


Presidi e rallentamenti in Campania, Sicilia e Puglia. A Bitonto corteo di trattori e tir contro l’aumento dei costi. Il ministro dei Trasporti promette l’erogazione dei fondi già stanziati e annuncia nuove risorse.

Proseguono le proteste degli autotrasportatori nel Sud Italia contro il caro carburante e l’aumento dei costi di gestione. La mobilitazione coinvolge diverse regioni, con presidi ai caselli autostradali, rallentamenti alla circolazione e iniziative di protesta anche da parte degli agricoltori. Al centro dell’attenzione c’è l’incontro tra le associazioni di categoria e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, chiamato a fornire risposte alle richieste del settore.

Il vicepremier ha promesso l’erogazione dei fondi già stanziati e l’arrivo di ulteriori risorse. «I 430 milioni che sono già a bilancio, quindi già stanziati, sono disponibili», ha dichiarato intervenendo a Rtl 102.5. L’obiettivo, ha spiegato, è superare gli ostacoli burocratici e avviare i pagamenti già nel corso della settimana, perché molte imprese non possono più attendere.

Salvini ha inoltre annunciato risorse aggiuntive e una disponibilità finanziaria per il cosiddetto Marebonus, lo strumento destinato a sostenere il trasporto marittimo delle merci.

Proteste e blocchi in Campania

In Campania la mobilitazione interessa diversi snodi autostradali. Nella notte gli autotrasportatori hanno organizzato un presidio al casello di Nola, lungo l’autostrada A30 Caserta-Salerno. Sono stati segnalati anche blocchi a oltranza nei pressi del casello di Avellino Est e forti disagi alla circolazione in corrispondenza della barriera di Mercato San Severino, in direzione Caserta.

Altri presidi sono attivi nel Vallo di Diano, lungo l’autostrada A2 del Mediterraneo, agli svincoli di Polla, Atena Lucana, Sala Consilina e Padula-Buonabitacolo. Le auto vengono lasciate transitare, ma si registrano rallentamenti. La mobilitazione interessa anche gli svincoli di Eboli, Contursi, Campagna e Sicignano degli Alburni.

Ulteriori disagi sono stati segnalati a Pontecagnano Faiano, nei pressi dell’uscita della tangenziale e della rotatoria, dove la circolazione risulta rallentata.

Sicilia, attesa per le risposte del governo

In Sicilia il Comitato autotrasporto siciliano (Cts), che ha proclamato il fermo dei mezzi da cinque giorni, attende l’esito dell’incontro con il ministro prima di decidere se revocare la protesta.

L’organizzazione ha precisato di non sostenere blocchi stradali né iniziative dirette a impedire il transito di chi intende lavorare. La mobilitazione del Cts riguarda esclusivamente la mancata movimentazione dei semirimorchi dalle navi e, secondo quanto dichiarato dal comitato, si svolge pacificamente all’interno delle proprietà aziendali.

Il gruppo rivendica inoltre la necessità di affrontare le specifiche difficoltà strutturali delle proprie imprese, distinguendole da quelle di altre categorie di lavoratori.

Intanto, a Messina e in altri centri della zona ionica si segnalano ripercussioni sulle attività commerciali e sui servizi pubblici. In diversi supermercati si registrano carenze di prodotti sugli scaffali, mentre in almeno 15 Comuni è stata annunciata la sospensione del servizio di raccolta porta a porta dei rifiuti indifferenziati, a causa delle difficoltà legate alla mobilitazione.

La protesta in Puglia: corteo di trattori e tir a Bitonto

La mobilitazione coinvolge anche la Puglia. All’alba un corteo composto da decine di trattori e mezzi pesanti ha attraversato la strada provinciale 231, alla periferia di Bitonto, nel Barese, raggiungendo la città dove è in corso un presidio contro il caro carburante.

Agricoltori e autotrasportatori sono scesi in strada con striscioni e cartelli per denunciare l’aumento delle spese e la riduzione dei margini economici. Tra gli slogan esposti figurano «Aumentano la benzina e il pane, ci danno la polizia. È questa la loro democrazia» e «Gente, gente, non stare a guardare. Il carovita e l’aumento della benzina sono anche fatti vostri».

Sui trattori sono comparsi anche messaggi dedicati alle difficoltà dei giovani agricoltori e alla richiesta di maggiori tutele per le produzioni locali, con riferimenti allo stop alle importazioni considerate sleali.

I manifestanti chiedono alle istituzioni interventi concreti per fronteggiare il rincaro dei carburanti, l’aumento dei costi di produzione e le difficoltà che stanno mettendo sotto pressione le imprese. La protesta, iniziata alle 7, proseguirà per l’intera giornata e si concluderà con un presidio davanti al Comune di Bitonto.

Salvini incontra le associazioni di categoria

Il confronto con il governo rappresenta un passaggio decisivo per le organizzazioni degli autotrasportatori, che chiedono misure immediate per garantire la sostenibilità economica delle imprese.

Al tavolo convocato a Milano partecipano diverse sigle nazionali del settore, tra cui Fai, Anita, Assotir, Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Fedit, Fiap, Trasporto Unito Fiap, Confcooperative, Legacoop Produzione e Servizi e Sna-Casartigiani.

Salvini ha assicurato che il governo sta lavorando per fornire risposte già nella giornata e ha confermato l’intenzione di affiancare all’erogazione dei 430 milioni già previsti ulteriori interventi economici.

L’esito del confronto sarà determinante per capire se le promesse dell’esecutivo saranno sufficienti a sbloccare la situazione e favorire la fine delle proteste, che stanno provocando disagi alla circolazione e ripercussioni sulle attività economiche e sui servizi in diverse aree del Mezzogiorno.

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