Il ministro degli Esteri: «Bisogna intervenire in anticipo». Sul caso Vannacci e l’analisi del Financial Times: «Mi auguro che sia assolutamente falso»
Non è escluso che la Russia possa tentare di interferire nelle prossime elezioni italiane. A dirlo è il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, arrivando alla riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Unione europea in corso a Wicklow, in Irlanda.
Secondo il titolare della Farnesina, il rischio riguarda l’intera Unione europea e richiede un’azione preventiva. «È una questione generale, che riguarda tutta l’Unione europea, ma non è da escludere che possano esserci tentativi di condizionare le elezioni nei Paesi dove si vota», ha spiegato Tajani. «Per questo bisogna intervenire in anticipo».
«Interferenze nella vita democratica»
Tajani ha quindi messo in guardia dalla possibilità che Mosca possa utilizzare strumenti di influenza per condizionare il voto nei Paesi membri.
«Non escludo che possano esserci tentativi da parte della Federazione Russa di interferire nella vita democratica dei Paesi dell’Unione Europea, interferendo sulle libere elezioni democratiche che si svolgono nei nostri Paesi, cercando di condizionare con queste attività la volontà popolare. Questo sarebbe veramente inaccettabile», ha dichiarato.
Il ministro ha invitato a «vigilare» e a «impedire» eventuali azioni di questo tipo, precisando al tempo stesso che «non siamo in guerra con la Federazione Russa». Secondo Tajani, tuttavia, Mosca sta conducendo attacchi politici contro l’Europa «soltanto perché l’Europa difende il diritto internazionale e difende il diritto dell’Ucraina a non essere occupata dalle forze armate della Federazione Russa».
Il precedente della Catalogna
A sostegno delle sue preoccupazioni, Tajani ha ricordato anche il referendum sull’indipendenza della Catalogna. «C’è stata sempre un’azione russa per cercare, attraverso fake news e immagini non rispondenti alla verità, di condizionare la volontà dei cittadini», ha affermato.
Uno schema che, secondo il ministro, potrebbe riproporsi in altri Paesi europei. «Non è escluso che usino tutti gli strumenti per indebolire la posizione dell’Unione europea», ha aggiunto.
Vannacci «cavallo di Troia» di Mosca
Nel corso dell’incontro con i giornalisti, Tajani ha commentato anche l’analisi del Financial Times che ha definito il generale ed eurodeputato Roberto Vannacci un «cavallo di Troia» della Russia.
Il ministro ha scelto la cautela: «Il Financial Times può scrivere quello che vuole, bisogna sempre poi provare quello che si dice. Mi auguro che questo sia assolutamente falso».
L’articolo del quotidiano britannico richiama le posizioni espresse negli ultimi anni da Vannacci sulla guerra in Ucraina e sui rapporti con Mosca, oltre al suo passato come addetto militare in Russia. Il tema torna così al centro del dibattito politico italiano proprio mentre cresce l'attenzione europea sul rischio di interferenze straniere nei processi elettorali.