Chiesa gremita e maxischermo sul sagrato per l’ultimo saluto alla 45enne uccisa sull’A1. Il parroco: «Se una persona dice no, quel no va rispettato»
Squinzano si è fermata per l’ultimo saluto a Lorena Isceri, la 45enne originaria del comune salentino e uccisa dal suo ex compagno Federico Vella, che secondo l’accusa l’avrebbe rapita sotto casa a Firenze, rinchiusa nel bagagliaio dell’auto e poi gettata da un viadotto dell’Autostrada del Sole.
I funerali sono iniziati alle 17 nella chiesa Maria Regina, la stessa in cui Lorena era stata battezzata da bambina. Le navate sono gremite di familiari, amici e cittadini. Piena anche l’area esterna, dove è stato installato un maxischermo per consentire alla folla di seguire la celebrazione. Lungo le strade di Squinzano sono comparsi palloncini e fiocchi rossi.
Alla cerimonia hanno partecipato anche numerosi rappresentanti delle istituzioni, tra cui il presidente della Provincia di Lecce e circa quaranta sindaci salentini con la fascia tricolore.
Il parroco: «L’amore non è possesso»
Particolarmente forte l’omelia di don Vanni Bisconti, che ha affrontato il tema della violenza nelle relazioni e della cultura del possesso.
«C'è una differenza abissale tra l'amore e il possesso, tra l'amore e il controllo, tra l'amore e la gelosia, tra l'amore e la pretesa, tra l'amore e il diritto di decidere della vita di un altro», ha detto il parroco.
Poi un messaggio rivolto soprattutto ai più giovani: «Se una persona ti dice no, quel no va rispettato. Se una persona decide di non continuare una relazione non ti sta togliendo qualcosa che ti appartiene. Perché l'altro non ci appartiene».
Don Bisconti ha quindi invitato la comunità a interrogarsi sulle responsabilità educative e culturali che precedono episodi di violenza.
«Quello che è accaduto non possiamo liquidarlo semplicemente come il gesto di un folle», ha sottolineato, aggiungendo che società, adulti, genitori, scuola, comunicazione e Chiesa devono chiedersi «quale idea dell'amore stiamo infondendo nei nostri ragazzi e nelle nostre ragazze».
L’autopsia: Lorena era ancora viva quando fu gettata dal viadotto
Intanto, sul fronte delle indagini, ieri è stata conclusa l’autopsia sul corpo della 45enne. Secondo i primi risultati, Lorena era ancora viva quando è stata gettata dal viadotto dell’A1 a Barberino di Mugello e sarebbe quindi morta in seguito alla caduta.
Proseguono inoltre gli accertamenti tossicologici su Vella, che dopo aver fatto precipitare Lorena dal cavalcavia si sarebbe lanciato dallo stesso viadotto. Gli esiti degli esami saranno depositati entro 90 giorni.
Vella era seguito da uno psichiatra da 15 anni
Nelle ultime ore sono emersi anche nuovi elementi sul percorso sanitario di Vella. L’uomo, secondo quanto riferito dal suo psichiatra, era in cura da circa 15 anni e sarebbe stato visto dal medico per l’ultima volta la settimana precedente al delitto.
Lo specialista lo avrebbe descritto come «relativamente tranquillo» e, nonostante la riduzione della frequenza delle visite, non lo avrebbe ritenuto «potenzialmente pericoloso o violento».
«Sono rimasto assolutamente sconvolto – ha dichiarato il medico – non me lo aspettavo minimamente».
Squinzano in lutto
Per la giornata dei funerali il Comune di Squinzano ha proclamato il lutto cittadino. La comunità salentina ha accompagnato Lorena anche nei giorni scorsi con momenti di preghiera e iniziative pubbliche.
Venerdì è prevista una fiaccolata, organizzata dall’amministrazione comunale e dal comitato spontaneo Per Lorena, con partenza dalla casa della famiglia Isceri e arrivo alla panchina rossa di piazza Vittoria, simbolo della lotta contro la violenza di genere.
Accogliendo l’appello del padre della 45enne, il sindaco Mario Pede ha inoltre invitato le scuole a promuovere momenti di riflessione e sensibilizzazione sulla violenza contro le donne. Fino alla fine di settembre, alcune facciate dei monumenti cittadini saranno illuminate di rosso.
Anche a Firenze, città dove Lorena viveva e lavorava da tempo, la sua morte è stata ricordata con un minuto di silenzio all’apertura dei lavori del Consiglio regionale della Toscana.