Il Presidente Nazionale dell’Associazione Consumatori indica la strada per il dopo Giochi: valorizzare gli impianti, riqualificare le periferie e affrontare la riconversione dell’Ilva tutelando l’occupazione
I XX Giochi del Mediterraneo stanno mostrando una Taranto diversa, capace di ospitare un grande appuntamento internazionale e di presentarsi al mondo attraverso lo sport, nuove infrastrutture e impianti riqualificati. Ma per Rocco Monaco, Presidente Nazionale di Utelit Consum, la partita più importante inizierà quando si spegneranno i riflettori sulle competizioni.
Il punto, secondo Monaco, è trasformare quanto realizzato per i Giochi in una strategia di lungo periodo per Taranto, evitando che gli investimenti e la capacità amministrativa messi in campo rimangano legati esclusivamente all’evento.
Monaco: «Il metodo Ferrarese può servire anche dopo i Giochi»
Un risultato che Monaco lega anche al lavoro svolto dal Commissario Straordinario Massimo Ferrarese, chiamato a portare avanti una macchina organizzativa e infrastrutturale particolarmente complessa in tempi ridotti.
«Quanto è stato fatto dimostra che, quando vengono individuati con chiarezza obiettivi e responsabilità, anche opere importanti possono essere portate a termine», afferma Monaco. «Massimo Ferrarese ha lavorato in condizioni difficilissime e il risultato è sotto gli occhi di tutti. Questo modello amministrativo ed esecutivo non dovrebbe essere archiviato insieme ai Giochi, ma studiato e utilizzato per affrontare altre grandi questioni della città».
Per il Presidente di Utelit Consum, dunque, l’eredità della manifestazione non è costituita soltanto dalle strutture realizzate, ma anche dalla capacità di imprimere un’accelerazione agli interventi pubblici.
Oltre 300 milioni investiti: «Ora gli impianti appartengono alla città»
Il primo banco di prova sarà proprio la gestione del patrimonio lasciato dai Giochi. Monaco richiama gli oltre 300 milioni di euro investiti in impianti e infrastrutture, chiedendo che ogni opera trovi una funzione anche dopo la conclusione delle competizioni.
«Non possiamo rischiare di avere strutture bellissime durante i Giochi e poi assistere a un loro progressivo abbandono», sottolinea. «Questo patrimonio deve diventare patrimonio quotidiano di Taranto: deve essere utilizzato dai giovani, dalle associazioni, dalle realtà sportive e deve essere capace anche di attrarre nuove manifestazioni. Se abbiamo investito centinaia di milioni di euro, dobbiamo fare in modo che producano benefici per molti anni».
Una prospettiva che, secondo Monaco, può avere ricadute anche sul piano turistico, economico e occupazionale, consolidando la nuova immagine che Taranto sta mostrando durante la manifestazione.
«Lo stesso impegno adesso venga portato nelle periferie»
Ma il rilancio, avverte il Presidente di Utelit Consum, non può fermarsi agli impianti sportivi.
«Taranto è stata martoriata per decenni e ci sono quartieri e periferie che hanno bisogno di attenzione, investimenti e servizi», sostiene Monaco. «Se siamo riusciti a costruire un progetto straordinario per prepararci ai Giochi del Mediterraneo, possiamo immaginare un progetto altrettanto ambizioso per riqualificare le zone della città che ancora oggi vivono situazioni di difficoltà».
Da qui la proposta di utilizzare l’esperienza maturata con i Giochi come base per un progetto speciale dedicato alle periferie, capace di mettere insieme riqualificazione urbana, servizi, spazi pubblici e opportunità per i cittadini.
Ilva, Monaco: «La riconversione non può significare disoccupazione»
C’è poi la questione che continua inevitabilmente a intrecciarsi con il futuro di Taranto: quella dell’Ilva.
Monaco sostiene la necessità di aprire una riflessione concreta sulla riconversione industriale, ma pone una condizione precisa: nessun progetto può essere costruito sacrificando i lavoratori.
«La riconversione dell’Ilva deve avere al centro le persone», afferma. «Non possiamo immaginare migliaia di lavoratori lasciati per quindici o vent’anni in cassa integrazione. Quelle persone possiedono competenze e professionalità che devono essere utilizzate. Anche un processo di riconversione o di eventuale smantellamento richiede lavoro, tecnici e figure specializzate. Dove servono nuove competenze, si faccia formazione».
Per Utelit Consum, quindi, tutela ambientale, trasformazione economica e salvaguardia occupazionale devono procedere insieme.
«I Giochi siano l’inizio, non una parentesi»
La richiesta di Monaco è quella di sfruttare l’attuale momento di visibilità per costruire una strategia che vada ben oltre la manifestazione.
«In questi giorni il mondo sta vedendo una Taranto capace di cambiare volto. Sarebbe un errore enorme considerare tutto questo una parentesi», conclude Rocco Monaco. «Abbiamo dimostrato di poter realizzare opere importanti in tempi difficilissimi. Ora quella stessa capacità deve essere messa al servizio delle periferie, dei giovani e dei lavoratori. Il vero successo dei Giochi non si misurerà soltanto con quello che vediamo oggi, ma con la Taranto che saremo riusciti a costruire tra cinque o dieci anni».
