Bergamo - L’anticiclone africano continuerà a dominare l’Italia anche nei prossimi giorni, con temperature elevate, afa e notti tropicali. Secondo Edoardo Ferrara, meteorologo di 3B Meteo, la quarta ondata di calore dell’estate 2026 potrebbe proseguire per almeno altri 10-12 giorni, con una possibile svolta soltanto nella terza decade di agosto.
«L’anticiclone africano non mollerà la presa neppure nella settimana di Ferragosto – spiega Ferrara –. Dopo una modesta attenuazione nel prossimo weekend, con qualche temporale in più soprattutto al Nord, l’alta pressione subtropicale tornerà a espandersi sul Mediterraneo e sull’Europa centrale».
Temperature fino a 40 gradi
Nel fine settimana è prevista una lieve diminuzione delle temperature, soprattutto al Nord, ma i valori resteranno comunque elevati, con massime fino a 33-34°C.
La prossima settimana il caldo tornerà protagonista con temperature diffuse fino a 36-38°C nelle zone interne, con possibili punte di 40°C, mentre lungo le coste il clima sarà leggermente più mitigato dalle brezze marine.
A rendere la situazione più pesante sarà l’afa, soprattutto sulle aree costiere e sulla Pianura Padana, con notti tropicali caratterizzate da temperature minime difficilmente inferiori ai 24-25°C.
Il caldo interesserà anche le zone montane: sono previste punte superiori ai 30°C fino a 1000 metri di quota e lo zero termico resterà spesso oltre i 4000 metri.
Temporali isolati, ma nessuna vera svolta
Nei prossimi giorni potranno verificarsi alcuni temporali di calore sulle Alpi e sugli Appennini, con possibili sconfinamenti anche nelle pianure e nelle zone interne.
Si tratterà però di fenomeni locali e temporanei, che non porteranno una vera rinfrescata generale. «Briciole insomma – sottolinea Ferrara – con il rischio che possano risultare anche violenti, con grandinate e raffiche di vento intense».
Possibile cambiamento nella terza decade di agosto
Secondo il meteorologo, la fase più calda dovrebbe proseguire almeno fino al 18-20 agosto, anche se con alcune oscillazioni.
Una possibile svolta potrebbe arrivare nella terza decade di agosto, quando aria più fresca in discesa dal Nord Europa potrebbe favorire un ricambio della massa d’aria, anche se accompagnato dal rischio di temporali intensi.
Nord Italia in crisi idrica
Nel frattempo il Nord sta vivendo una fase particolarmente critica dal punto di vista idrico, con condizioni simili a quelle dell’estate 2022.
In Piemonte è stato dichiarato lo stato di emergenza regionale, con un deficit idrico che in alcune aree settentrionali raggiunge il 60-80% e oltre cento comuni costretti a ricorrere alle autobotti.
Situazione complessa anche in Lombardia, dove il deficit supera in alcune zone il 40%, con razionamenti dell’acqua in diverse province tra cui Varese, Bergamo, Brescia e Pavia.
Criticità anche in Veneto, Friuli ed Emilia-Romagna, mentre il fiume Po continua a registrare livelli estremamente bassi, favorendo anche la risalita del cuneo salino nel Delta con conseguenze sull’agricoltura.
“I temporali estivi non risolvono la siccità”
Ferrara invita a non considerare i temporali di calore come una soluzione al deficit idrico.
«Sono fenomeni localizzati e non capillari – spiega –. Possono scaricare grandi quantità d’acqua in tempi molto brevi, senza consentire un adeguato assorbimento del terreno, soprattutto sui pendii».
Inoltre, l’acqua delle precipitazioni estive difficilmente contribuisce alla ricarica delle falde o degli accumuli in quota, soprattutto in un contesto anomalo in cui può piovere anche a quote molto elevate.
La situazione resta dunque caratterizzata da caldo intenso, siccità e alta pressione, con l’Italia ancora sotto il dominio dell’anticiclone africano almeno fino alla metà di agosto.
