Roma - Il governo ha completato la riforma fiscale con l’ok del Consiglio dei ministri a tre decreti legislativi che intervengono su famiglia, concordato preventivo biennale e fringe benefit. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha definito il risultato “storico”, mentre il provvedimento punta a correggere alcune criticità emerse nella fase applicativa della delega fiscale.
Sul fronte della famiglia, la revisione dell’Irpef sui carichi familiari mira a riordinare le detrazioni e a tenere conto della composizione del nucleo, con particolare attenzione alle persone con disabilità. La novità più rilevante riguarda il welfare aziendale: per le disposizioni che richiamano in modo generico i familiari indicati nell’articolo 12 del Tuir viene eliminato il requisito della convivenza o della percezione di assegni alimentari, così da salvaguardare i benefici fruiti nel 2025 per i familiari non conviventi. Restano però fermi i limiti di reddito per i familiari fiscalmente a carico: 2.840,51 euro in generale e 4.000 euro per i figli fino a 24 anni.
Le modifiche toccano anche il concordato preventivo biennale. Tra le misure più importanti figurano lo stop ai controlli per il quadriennio 2020-2023, semplificazioni su compensazioni e rimborsi e la possibilità di pagare le imposte a rate per chi rinnova l’adesione al preventivo biennale. Sul piano operativo, viene inoltre introdotta una soglia di tolleranza del 5% nell’abbinamento tra registratori telematici e Pos, con effetti sull’applicazione delle sanzioni in caso di differenze tra scontrini e pagamenti elettronici.
Un’ulteriore novità riguarda i fringe benefit. Il nuovo impianto semplifica il trattamento fiscale dei veicoli assegnati in uso promiscuo ai dipendenti, confermando la tassazione forfettaria basata sulle tabelle Aci e differenziata in base all’alimentazione del mezzo. Non sarà più necessario che l’auto sia di nuova immatricolazione al momento dell’assegnazione: la norma varrà anche per i veicoli riassegnati, con un criterio legato all’anzianità del mezzo e un aggravio del 50% del valore fiscalmente rilevante a partire dal primo gennaio successivo al quinto anno di vita del veicolo.