Rimini, 22 agosto 2026 – «La pace è custodita e diffusa da persone che amano incontrarsi e non temono di confrontarsi». È il messaggio lanciato da Papa Leone XIV intervenendo al Meeting di Comunione e Liberazione in corso a Rimini, dove il Pontefice ha richiamato il valore dell’incontro, della fraternità e del dialogo come strumenti per costruire una società più giusta.
Nel suo intervento, Leone XIV ha ricordato l’insegnamento di Papa Francesco e dell’enciclica Fratelli tutti, sottolineando come l’amicizia sociale rappresenti «il volto pubblico, dinamico e concreto della fraternità». «Prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone. Questa consapevolezza è al cuore del cristianesimo», ha affermato.
Il Papa ha poi sottolineato il ruolo assunto negli anni dal Meeting di Cl, che non è diventato «una sorta di enclave», ma «un crocevia per la Chiesa e per la società, un incontro che moltiplica gli incontri e ispira nuovi cammini». Un’eredità, ha osservato Leone XIV, che comporta «una grande responsabilità storica», nella comunione della Chiesa e «a servizio di un’umanità che ha fame e sete di giustizia».
L’appello: «Smascheriamo i rapporti di potere ingiusti»
Nel suo discorso il Pontefice ha rivolto al Meeting un appello a contribuire alla costruzione di un nuovo modello di società. «Liberiamo la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l’educazione dall’ideologia, il lavoro dall’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte», ha detto.
Leone XIV ha quindi invitato a «smascherare i rapporti di potere ingiusti», indicandoli come una delle radici di povertà, diseguaglianze, guerre e disastri ambientali. «Disarmiamo lo sviluppo tecnologico quando si fa pervasivo e distruttivo», ha aggiunto, chiedendo il coraggio di una vera inversione di rotta.
«Occorrono pionieri coraggiosi», ha sottolineato il Papa, «che comincino dalla propria inversione di rotta a rendere convincente e credibile la conversione richiesta a tutti».
«Nell’amore non c’è mai costrizione»
Un altro passaggio del discorso è stato dedicato all’amore e alla libertà. «Non permettete a nessuno di sminuire questa parola, che è il nome stesso di Dio: “Dio è amore”», ha detto Leone XIV.
E ha chiarito: «Nell’amore non c’è mai costrizione, indottrinamento; mai seduzione, inganno, arruolamento. C’è amore solo nella libertà, nel confronto vivo, nel dono generoso di sé».
Il Pontefice ha inoltre ribadito che la testimonianza cristiana passa dall’esempio e non dal proselitismo, richiamando una frase più volte pronunciata dai suoi predecessori: «La Chiesa non fa proselitismo. Essa si sviluppa piuttosto per attrazione», parole già rilanciate da Benedetto XVI.
Il messaggio ai giovani: «Il mondo ha bisogno di voi»
Prima dell’intervento al Meeting, Leone XIV ha incontrato anche i ragazzi, ai quali ha rivolto un saluto a braccio: «Grazie per essere qui, grazie per questa accoglienza e per questo entusiasmo: è il segno dello Spirito».
Il Papa ha quindi ricordato le parole di San Giovanni Paolo II sulla necessità della comunione: «Se il mondo di oggi ha bisogno di qualcosa è la comunione». Un’esigenza che, secondo Leone XIV, deve partire proprio dai giovani.
«Se ci sarà comunione nel mondo comincia con voi giovani perché voi sapete costruire la comunione con amicizia, sapete rispettare gli uni gli altri per costruire la pace», ha detto. Poi l’appello diretto: «Il mondo ha bisogno di voi, della vostra carità, della vostra fedeltà».
La visita privata a Pennabilli
La giornata del Pontefice è stata segnata anche dalla visita a Pennabilli, nell’Alta Valmarecchia, prima dell’arrivo a Rimini. Leone XIV ha raggiunto il monastero di Sant’Antonio da Padova, incastonato nella Rupe di Pennabilli, dove ha pranzato in forma privata con le monache agostiniane.
Per la comunità locale è stata una «giornata storica» e un «momento memorabile». Numerose persone si sono radunate ai piedi della Rupe per salutare il Papa, che è salito a piedi fino al monastero e, al termine del pranzo, ha rivolto un nuovo saluto alla popolazione prima di ripartire in elicottero alla volta di Rimini.
«È stato un onore avere il Papa tra noi», ha raccontato Angela Tagliaventi, titolare di un negozio di frutta e fiori della cittadina. La visita, ha spiegato, è stata vissuta con particolare emozione anche per il rapporto di amicizia tra il Pontefice e le monache agostiniane: «È un po’ una catena» di affetto e devozione.
Dopo il Meeting, il programma di Leone XIV prosegue a Rimini con l’incontro in Duomo con le persone fragili e la celebrazione della Messa sulla spiaggia.
Nel suo intervento, Leone XIV ha ricordato l’insegnamento di Papa Francesco e dell’enciclica Fratelli tutti, sottolineando come l’amicizia sociale rappresenti «il volto pubblico, dinamico e concreto della fraternità». «Prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone. Questa consapevolezza è al cuore del cristianesimo», ha affermato.
Il Papa ha poi sottolineato il ruolo assunto negli anni dal Meeting di Cl, che non è diventato «una sorta di enclave», ma «un crocevia per la Chiesa e per la società, un incontro che moltiplica gli incontri e ispira nuovi cammini». Un’eredità, ha osservato Leone XIV, che comporta «una grande responsabilità storica», nella comunione della Chiesa e «a servizio di un’umanità che ha fame e sete di giustizia».
L’appello: «Smascheriamo i rapporti di potere ingiusti»
Nel suo discorso il Pontefice ha rivolto al Meeting un appello a contribuire alla costruzione di un nuovo modello di società. «Liberiamo la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l’educazione dall’ideologia, il lavoro dall’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte», ha detto.
Leone XIV ha quindi invitato a «smascherare i rapporti di potere ingiusti», indicandoli come una delle radici di povertà, diseguaglianze, guerre e disastri ambientali. «Disarmiamo lo sviluppo tecnologico quando si fa pervasivo e distruttivo», ha aggiunto, chiedendo il coraggio di una vera inversione di rotta.
«Occorrono pionieri coraggiosi», ha sottolineato il Papa, «che comincino dalla propria inversione di rotta a rendere convincente e credibile la conversione richiesta a tutti».
«Nell’amore non c’è mai costrizione»
Un altro passaggio del discorso è stato dedicato all’amore e alla libertà. «Non permettete a nessuno di sminuire questa parola, che è il nome stesso di Dio: “Dio è amore”», ha detto Leone XIV.
E ha chiarito: «Nell’amore non c’è mai costrizione, indottrinamento; mai seduzione, inganno, arruolamento. C’è amore solo nella libertà, nel confronto vivo, nel dono generoso di sé».
Il Pontefice ha inoltre ribadito che la testimonianza cristiana passa dall’esempio e non dal proselitismo, richiamando una frase più volte pronunciata dai suoi predecessori: «La Chiesa non fa proselitismo. Essa si sviluppa piuttosto per attrazione», parole già rilanciate da Benedetto XVI.
Il messaggio ai giovani: «Il mondo ha bisogno di voi»
Prima dell’intervento al Meeting, Leone XIV ha incontrato anche i ragazzi, ai quali ha rivolto un saluto a braccio: «Grazie per essere qui, grazie per questa accoglienza e per questo entusiasmo: è il segno dello Spirito».
Il Papa ha quindi ricordato le parole di San Giovanni Paolo II sulla necessità della comunione: «Se il mondo di oggi ha bisogno di qualcosa è la comunione». Un’esigenza che, secondo Leone XIV, deve partire proprio dai giovani.
«Se ci sarà comunione nel mondo comincia con voi giovani perché voi sapete costruire la comunione con amicizia, sapete rispettare gli uni gli altri per costruire la pace», ha detto. Poi l’appello diretto: «Il mondo ha bisogno di voi, della vostra carità, della vostra fedeltà».
La visita privata a Pennabilli
La giornata del Pontefice è stata segnata anche dalla visita a Pennabilli, nell’Alta Valmarecchia, prima dell’arrivo a Rimini. Leone XIV ha raggiunto il monastero di Sant’Antonio da Padova, incastonato nella Rupe di Pennabilli, dove ha pranzato in forma privata con le monache agostiniane.
Per la comunità locale è stata una «giornata storica» e un «momento memorabile». Numerose persone si sono radunate ai piedi della Rupe per salutare il Papa, che è salito a piedi fino al monastero e, al termine del pranzo, ha rivolto un nuovo saluto alla popolazione prima di ripartire in elicottero alla volta di Rimini.
«È stato un onore avere il Papa tra noi», ha raccontato Angela Tagliaventi, titolare di un negozio di frutta e fiori della cittadina. La visita, ha spiegato, è stata vissuta con particolare emozione anche per il rapporto di amicizia tra il Pontefice e le monache agostiniane: «È un po’ una catena» di affetto e devozione.
Dopo il Meeting, il programma di Leone XIV prosegue a Rimini con l’incontro in Duomo con le persone fragili e la celebrazione della Messa sulla spiaggia.
