Isola di Flores - Indonesia colpita da una violenta sequenza sismica. Una prima scossa di magnitudo 7.7 ha interessato l’isola di Flores, provocando almeno 48 morti e decine di feriti secondo un primo bilancio, destinato a poter aumentare. Numerose persone risultano ancora disperse e sono in corso le operazioni di soccorso e ricerca.
Nel corso della giornata, l’area è stata interessata da numerose scosse di assestamento. A poche ore dal primo terremoto, un’altra forte scossa, di magnitudo 6.9, è stata registrata sull’isola di Sumatra. L’epicentro è stato localizzato a circa 126 chilometri a sud-est di Medan, capoluogo della provincia di Sumatra Settentrionale.
La Farnesina ha fatto sapere che sono circa 5mila gli italiani attualmente presenti in Indonesia, dei quali circa 500 si trovano proprio sull’isola di Flores. Al momento non risultano vittime né feriti tra i cittadini italiani. Intanto sono arrivati i primi aiuti destinati alle migliaia di persone rimaste sfollate.
Italiani bloccati a Flores: «Le scosse continuano»
Tra gli italiani presenti sull’isola ci sono anche 13 turisti bolognesi, che al momento si trovano a Labuan Bajo, nella parte occidentale di Flores. Un imprenditore che viaggia con il gruppo ha raccontato le ore concitate vissute dopo il terremoto.
«In questo momento l’attività sismica sta continuando a nord, ma noi siamo spostati più a Ovest. Fortunatamente qua la situazione è più protetta. Adesso siamo in albergo, a Labuan Bajo, ce lo ha consigliato l’ambasciata italiana. Le scosse continuano ma il rischio tsunami pare che sia passato».
L’albergo in cui alloggiano i turisti ha riportato alcune crepe, ma, secondo il racconto dell’imprenditore, «nulla di grave» e la struttura sarebbe «abbastanza sicura».
Il gruppo è inoltre riuscito a organizzare la partenza dall’isola. «Abbiamo trovato un aereo domani, alle 18, che ci porta a Bali. Prima dovremmo arrivare a Java e da lì poi andiamo a Bali, dove la situazione sembra molto più tranquilla», ha spiegato.
Il terremoto mentre erano in barca nell’arcipelago di Komodo
I turisti bolognesi si trovavano in barca nell’arcipelago di Komodo quando è stata registrata la prima, violentissima scossa.
«Eravamo in barca e alle 4 c’è stato questo terremoto. Alle 5.30 le guide che erano con noi ci hanno avvertito dell’allerta tsunami, che era stata appena diramata».
A quel punto il gruppo ha raggiunto la terraferma nel villaggio più vicino. «Da lì abbiamo preso un mezzo che ci ha portato poi più in alto e subito dopo in aeroporto», ha raccontato l’imprenditore.
I 13 bolognesi sono rimasti in costante contatto con l’ambasciata italiana a Jakarta, che sta monitorando la situazione e fornendo indicazioni ai connazionali presenti nelle zone interessate dal sisma.
Intanto, mentre proseguono le verifiche sui danni provocati dal terremoto e le ricerche dei dispersi, sull’isola di Flores continuano ad arrivare aiuti per assistere la popolazione colpita e le migliaia di persone costrette a lasciare le proprie abitazioni.
Nel corso della giornata, l’area è stata interessata da numerose scosse di assestamento. A poche ore dal primo terremoto, un’altra forte scossa, di magnitudo 6.9, è stata registrata sull’isola di Sumatra. L’epicentro è stato localizzato a circa 126 chilometri a sud-est di Medan, capoluogo della provincia di Sumatra Settentrionale.
La Farnesina ha fatto sapere che sono circa 5mila gli italiani attualmente presenti in Indonesia, dei quali circa 500 si trovano proprio sull’isola di Flores. Al momento non risultano vittime né feriti tra i cittadini italiani. Intanto sono arrivati i primi aiuti destinati alle migliaia di persone rimaste sfollate.
Italiani bloccati a Flores: «Le scosse continuano»
Tra gli italiani presenti sull’isola ci sono anche 13 turisti bolognesi, che al momento si trovano a Labuan Bajo, nella parte occidentale di Flores. Un imprenditore che viaggia con il gruppo ha raccontato le ore concitate vissute dopo il terremoto.
«In questo momento l’attività sismica sta continuando a nord, ma noi siamo spostati più a Ovest. Fortunatamente qua la situazione è più protetta. Adesso siamo in albergo, a Labuan Bajo, ce lo ha consigliato l’ambasciata italiana. Le scosse continuano ma il rischio tsunami pare che sia passato».
L’albergo in cui alloggiano i turisti ha riportato alcune crepe, ma, secondo il racconto dell’imprenditore, «nulla di grave» e la struttura sarebbe «abbastanza sicura».
Il gruppo è inoltre riuscito a organizzare la partenza dall’isola. «Abbiamo trovato un aereo domani, alle 18, che ci porta a Bali. Prima dovremmo arrivare a Java e da lì poi andiamo a Bali, dove la situazione sembra molto più tranquilla», ha spiegato.
Il terremoto mentre erano in barca nell’arcipelago di Komodo
I turisti bolognesi si trovavano in barca nell’arcipelago di Komodo quando è stata registrata la prima, violentissima scossa.
«Eravamo in barca e alle 4 c’è stato questo terremoto. Alle 5.30 le guide che erano con noi ci hanno avvertito dell’allerta tsunami, che era stata appena diramata».
A quel punto il gruppo ha raggiunto la terraferma nel villaggio più vicino. «Da lì abbiamo preso un mezzo che ci ha portato poi più in alto e subito dopo in aeroporto», ha raccontato l’imprenditore.
I 13 bolognesi sono rimasti in costante contatto con l’ambasciata italiana a Jakarta, che sta monitorando la situazione e fornendo indicazioni ai connazionali presenti nelle zone interessate dal sisma.
Intanto, mentre proseguono le verifiche sui danni provocati dal terremoto e le ricerche dei dispersi, sull’isola di Flores continuano ad arrivare aiuti per assistere la popolazione colpita e le migliaia di persone costrette a lasciare le proprie abitazioni.
Tags
ESTERI
