La Camera approva la riforma della legge elettorale, ora il testo passa al Senato. Proteste delle opposizioni in Aula

Roma - La Camera dei deputati ha approvato la riforma della nuova legge elettorale con 217 voti favorevoli, 152 contrari e due astenuti. Il voto si è svolto a scrutinio segreto e il provvedimento passa ora all’esame del Senato.

La seduta è stata caratterizzata da momenti di forte tensione. Poco prima della votazione finale, i deputati delle opposizioni hanno inscenato una protesta esponendo cartelli con le scritte “Meloni ha fallito”, “Legge elettorale = legge truffa” e “La maggioranza non esiste più: a casa”, contestando duramente il testo e la gestione dell’iter parlamentare da parte della maggioranza.

L’approvazione arriva all’indomani di un passaggio delicato per la coalizione di governo. Nella giornata precedente, infatti, era stato bocciato l’emendamento che puntava a reintrodurre le preferenze. La proposta, sostenuta da Fratelli d’Italia con il voto favorevole anche dei cosiddetti “vannacciani”, non aveva però trovato l’appoggio di Lega e Forza Italia, determinandone la bocciatura.

Nel corso delle dichiarazioni di voto non sono mancati gli attacchi delle opposizioni. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha definito il provvedimento «una legge truffa per passare dalla stabilità all’inamovibilità», accusando il governo di voler consolidare il proprio potere attraverso la riforma elettorale.

Sulla stessa linea la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che ha parlato di una maggioranza «colabrodo», sostenendo che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni «insegue Vannacci» e sottolineando le divisioni emerse durante l’esame degli emendamenti.

Con il via libera di Montecitorio, il disegno di legge approda ora al Senato, dove proseguirà l’iter parlamentare.

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