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| Brian Jason/Shutterstock |
Washington - Il presidente Usa Donald Trump non esclude un intervento militare via terra in Iran. Molto dipenderà però dagli esiti delle operazioni aeree. Durante il discorso tenuto alla Casa Bianca, il presidente Usa ha voluto sottolineare l'efficienza delle operazioni condotte dall'esercito americano: "Siamo i migliori del mondo e faremo tutto il necessario per raggiungere i nostri obiettivi".
Intanto, continua il fuoco incrociato nel terzo giorno di ostilità. Stati Uniti e Israele continuano a colpire "infrastrutture strategiche", mentre la reazione di Teheran contro lo Stato ebraico e le basi americane nella regione miete le prime vittime. "Epic Fury è stata l'operazione più complessa e più precisa della storia americana", ha commentato Pete Hegseth durante una conferenza stampa al Pentagono tenuta prima del discorso del presidente. Dall'altro lato, il capo della sicurezza iraniana, Larijani, ha affermato che l'Iran "non negozierà" con gli Stati Uniti.
Il ministro degli Esteri, Tajani, in audizione nelle commissioni di Camera e Senato, ha riferito che nell'area del Golfo sono presenti 70.000 italiani e che 200 studenti italiani rientreranno in Italia da Abu Dhabi: "Stati Uniti e Israele hanno deciso in autonomia e nella riservatezza quando intervenire".
In mattinata sono stati intercettati due droni diretti contro la base britannica della RAF a Cipro. Nel frattempo, Francia, Germania e Regno Unito hanno fatto sapere di essere "pronti" a partecipare alla difesa dei Paesi del Golfo.

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