Crosetto: “La crisi in Medio Oriente non finirà presto, cellule terroristiche iraniane rappresentano rischio globale”


Roma, 19 marzo 2026
– La guerra in Medio Oriente continua a destare preoccupazione anche per le implicazioni sulla sicurezza interna italiana. A sottolinearlo è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto in un’intervista rilasciata questa mattina a Rtl 102.5.

Attacchi diretti all’Italia da parte dell’Iran non sono al momento presi in considerazione – ha detto Crosetto –, ma il tema è il terrorismo. Le cellule dormienti iraniane sparse nel mondo sono calcolate in centinaia, attivabili in qualunque momento per atti terroristici. Sono dormienti da anni e distribuite un po’ in tutto il mondo. Questo rappresenta un problema molto serio”.

Il ministro ha poi aggiunto: “Ho l’impressione che questa crisi non finirà nelle prossime settimane. Il rischio è che non si risolva e peggiori ulteriormente. Gli Stati Uniti pensavano che decapitare il regime di Teheran avrebbe portato a un cambio di leadership, ma la reazione preordinata iraniana è scatenare il caos”.

Missione ONU nello Stretto di Hormuz

Riguardo alla delicata situazione dello Stretto di Hormuz, Crosetto, intervistato ad Agorà su Rai Tre, ha escluso un intervento militare diretto europeo, che sarebbe percepito come un coinvolgimento della NATO accanto a Stati Uniti e Israele. Secondo il ministro, la soluzione migliore sarebbe una missione internazionale sotto egida ONU, con una flotta guidata dalla bandiera Onu e la partecipazione di Europa, Cina, India e altri Paesi.

Nuovi interventi sui prezzi dei carburanti

L’Italia, dopo il recente taglio delle accise, continuerà ad agire per contenere gli effetti economici ed energetici della crisi. “La premier Meloni porrà il tema di ridurre alcune tasse, almeno temporaneamente, per abbassare il prezzo dei carburanti – ha spiegato Crosetto –. La proposta ha già l’appoggio di 14 Stati europei: accantonare per qualche mese le battaglie ambientali recenti non può nuocere e permetterà ai cittadini di limitare le conseguenze della crisi”.

Posta un commento

0 Commenti