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| Brian Jason / Shutterstock |
Washington - Gli Stati Uniti rilanciano la pressione su Teheran dopo la violenta repressione delle proteste interne in Iran. Il presidente Donald Trump ha annunciato l’invio di un’imponente flotta navale guidata dalla portaerei Lincoln verso il Paese, sottolineando che il tempo per raggiungere un accordo sul nucleare “stringe”. Senza un’intesa, ha avvertito, “il prossimo attacco sarà molto peggio” di quello del giugno scorso.
Teheran ha risposto duramente: “In caso di attacco reagiremo come mai prima d’ora”. Secondo fonti di stampa Usa, Washington potrebbe inoltre schierare uno o più sistemi di difesa missilistica Thaad nella regione.
Il focus delle trattative riguarda tre richieste principali avanzate dagli Stati Uniti agli iraniani: la fine definitiva dell’arricchimento dell’uranio e lo smaltimento delle scorte esistenti, limiti alla gittata e al numero dei missili balistici, e la cessazione del sostegno a Hamas, Hezbollah e agli Houthi in Yemen.
La comunità internazionale monitora con attenzione la situazione. La Cina ha messo in guardia contro qualsiasi “avventurismo militare”, mentre il cancelliere tedesco Merz ha dichiarato: “Usando il terrore, il regime ha i giorni contati”.
Intanto, l’Unione Europea prepara nuove sanzioni contro l’Iran: i ministri degli Esteri Ue dovrebbero inserire le Guardie Rivoluzionarie iraniane nella lista dei terroristi, in risposta alla repressione delle manifestazioni di massa. L’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue ha confermato la decisione, mentre il presidente del Parlamento europeo Tajani ha parlato di “grande convergenza in Ue sui pasdaran in lista terroristi”.

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