Niscemi – La frana che da giorni minaccia il territorio di Niscemi ha provocato il crollo di una palazzina di tre piani nel quartiere Sante Croci. L’edificio, situato sul ciglio dello smottamento e giĂ dichiarato inagibile, era da tempo in bilico all’interno della zona rossa. Il cedimento è avvenuto mentre sul territorio insiste, dalla mattinata di oggi 31 gennaio, una pioggia battente e continua che ha ulteriormente aggravato la situazione.
Nei giorni scorsi, sul fronte franoso, si erano giĂ registrati nuovi cedimenti accompagnati da forti boati, segnali evidenti di un dissesto in progressiva evoluzione. L’area resta presidiata dalle forze dell’ordine e dalla Protezione civile, mentre prosegue il monitoraggio costante della collina per scongiurare ulteriori crolli che potrebbero coinvolgere altre abitazioni, alcune delle quali sospese su un precipizio di circa 50 metri.
L’inchiesta della Procura di Gela
La Procura di Gela ha aperto un’inchiesta per disastro colposo. Le indagini partiranno dall’acquisizione di una vasta documentazione relativa agli interventi effettuati nell’area a partire dal 1997, anno di un precedente e rilevante smottamento. La prossima settimana i pm conferiranno incarico formale a tre consulenti, tutti professori universitari, chiamati a ricostruire la storia degli interventi di messa in sicurezza e a verificare se il crollo del costone potesse essere evitato.
Nel mirino degli inquirenti finiranno le numerose ordinanze di Protezione civile che negli anni hanno dichiarato lo stato di emergenza nella zona – nove solo tra il 1997 e il 2002 – e gli ingenti stanziamenti di fondi, pari a decine di milioni di euro, che tuttavia avrebbero prodotto interventi ritenuti minimi o insufficienti.
Ipotesi di interventi abusivi
Un ulteriore filone dell’indagine riguarda la possibile incidenza di interventi abusivi dell’uomo sull’innesco della frana, come scarichi o pozzi non autorizzati. I magistrati vogliono anche chiarire se l’assenza o il rinvio delle opere di consolidamento e della sistemazione idraulica del torrente Benefizio, procrastinate fino al 2023, abbiano contribuito al dissesto. Dall’inchiesta emergerebbe inoltre che la strumentazione installata in passato per il monitoraggio dei movimenti del terreno sarebbe stata abbandonata.
L’intervento della Protezione civile
Nel frattempo, un’ordinanza firmata dal capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, prevede la realizzazione di un’analisi approfondita del rischio idrogeologico sull’intero territorio comunale di Niscemi. Il provvedimento dispone anche un programma di indagini geognostiche e geotecniche, l’attivazione di un nuovo sistema di monitoraggio strumentale e la predisposizione di un sistema di sorveglianza permanente, con l’obiettivo di individuare le cause del dissesto e prevenire ulteriori emergenze.
La situazione resta critica e sotto osservazione, mentre la comunitĂ di Niscemi attende risposte chiare sulle responsabilitĂ e sugli interventi necessari per mettere definitivamente in sicurezza il territorio.

0 Commenti