Teheran – Diverse esplosioni sono state segnalate nelle ultime ore in varie città dell’Iran, alimentando un clima di forte tensione regionale. Secondo quanto riportato dai media iraniani e da testimonianze oculari, almeno una deflagrazione sarebbe stata avvertita anche nei pressi della capitale Teheran. Un’esplosione avvenuta nel porto di Bandar Abbas, nel sud del Paese, ha invece una causa accertata: una fuga di gas che ha provocato un morto e 14 feriti.
Fonti statunitensi hanno escluso un coinvolgimento diretto di Washington negli episodi. Un funzionario Usa ha dichiarato alla Cnn che le esplosioni registrate in Iran non sono riconducibili ad azioni militari statunitensi.
Tuttavia, lo scenario geopolitico resta estremamente teso. Secondo quanto riferisce il sito indipendente Drop Site News, citando diverse fonti, alti funzionari militari statunitensi avrebbero informato la leadership di un alleato chiave in Medio Oriente che il presidente Donald Trump potrebbe autorizzare un attacco contro l’Iran già nel fine settimana. Le operazioni, qualora approvate, potrebbero iniziare già domenica.
L’Iran ha reagito duramente, mettendo in guardia Stati Uniti e Israele da qualsiasi azione militare. Le Forze armate iraniane, secondo fonti ufficiali, sono in “massima allerta”, anche alla luce del recente dispiegamento di consistenti assetti militari statunitensi nel Golfo.
Il livello dello scontro verbale si è ulteriormente alzato con le dichiarazioni del segretario del Supremo Consiglio per la Sicurezza Nazionale iraniano, che ha rivolto minacce anche all’Unione europea. Secondo l’esponente del regime degli Ayatollah, gli eserciti europei verrebbero considerati “terroristi”, al pari dei Pasdaran, in caso di coinvolgimento in azioni ostili contro Teheran.
In un contesto già segnato da conflitti e instabilità , le esplosioni e le indiscrezioni su possibili attacchi militari contribuiscono ad aumentare l’incertezza, mentre la comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione l’evolversi della crisi.

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