Washington – Gregory Bovino, capo della Border Patrol, non è stato rimosso dal suo incarico, come confermato oggi dalla portavoce del Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS), Tricia McLaughlin, dopo le notizie circolate nella notte riguardo una presunta destituzione a seguito dei fatti di Minneapolis.
Secondo McLaughlin, Bovino mantiene il ruolo di comando e continua a far parte della leadership della Border Patrol. La notizia di un suo possibile allontanamento aveva generato confusione e allarme tra i media internazionali, ma è stata subito smentita dalle autorità federali.
Ritiro degli agenti federali da Minneapolis
Intanto, secondo quanto riferito dal sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, gli agenti federali, compreso Bovino, inizieranno a lasciare la città nelle prossime ore. La decisione segue le tensioni esplose dopo la sparatoria che ha coinvolto la comunità locale e le operazioni federali di sicurezza.
Reazioni italiane
Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha commentato la vicenda affermando:
«Tra arrestare una persona e ucciderla c’è una bella differenza», sottolineando la necessità di un uso proporzionato della forza.
Sul fronte italiano, resta aperto il dibattito sulla possibile presenza dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) durante eventi internazionali come le Olimpiadi di Milano–Cortina. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha escluso la partecipazione diretta degli agenti, ma secondo l’ambasciata statunitense alcuni funzionari potrebbero essere presenti “di supporto per monitorare eventuali rischi”.
In sintesi
Bovino confermato nel ruolo di capo della Border Patrol dal DHS.
Agenti federali lasceranno Minneapolis, secondo il sindaco Frey.
Tajani e Piantedosi commentano sulla legittimità dell’uso della forza e sulla gestione della sicurezza internazionale.
La vicenda resta sotto osservazione sia negli Stati Uniti che in Italia, tra chiarimenti ufficiali e interrogativi sulla gestione di eventi di sicurezza internazionale.

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