
Milano – Proseguono le indagini sul drammatico ritrovamento del corpo di Aurora Livoli, 19enne trovata morta la mattina del 29 dicembre nel cortile di un condominio alla periferia di Milano. Sul collo della ragazza sono stati rilevati lividi che fanno ipotizzare un possibile strangolamento.
L’autopsia, inizialmente prevista per mercoledì, è stata posticipata a causa di questioni relative al DNA, dato che i genitori di Aurora sono adottivi. L’esame medico legale dovrà chiarire se i lividi siano legati al decesso o precedenti, e se la giovane abbia subito abusi prima di morire.
Intanto, c’è un indagato: si tratta di un uomo peruviano di 57 anni, fermato il giorno successivo al ritrovamento del corpo dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano e del Nucleo Operativo della Compagnia Milano Porta Monforte. L’uomo, con precedenti per violenza sessuale e irregolare sul territorio italiano, è accusato di tentata rapina aggravata ai danni di una 19enne peruviana avvenuta la sera del 28 dicembre alla stazione M2 di Cimiano, non lontano dal luogo dove è stato trovato il corpo di Aurora.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo aveva aggredito la ragazza alle spalle, cercando di sottrarle il cellulare e stringendola al collo. La giovane era riuscita a divincolarsi grazie all’intervento di alcuni viaggiatori. Ulteriori accertamenti hanno portato gli investigatori a collegare lo stesso uomo al ritrovamento del corpo di Aurora.
Chi era Aurora Livoli
Aurora, nata a Roma e residente a Fondi (Latina) con la famiglia adottiva, si era diplomata all’Itis Pacinotti di Fondi ed era iscritta all’università. La ragazza si era allontanata da casa lo scorso 4 novembre, con l’ultima telefonata ai genitori il 26 novembre. La famiglia, preoccupata, aveva denunciato la scomparsa, ma in passato Aurora era già tornata a casa dopo brevi periodi di assenza.
Accanto al corpo sono stati trovati i pantaloni di un pigiama rosso, attualmente al centro delle analisi per determinarne la provenienza. Aurora non aveva con sé documenti né il cellulare, che le autorità stanno cercando di rintracciare tramite tabulati telefonici per ricostruire gli ultimi movimenti e contatti della giovane. L’identificazione della ragazza è avvenuta grazie alla diffusione di un’immagine ripresa dalle telecamere di sicurezza, riconosciuta dai genitori.
Le indagini proseguono per chiarire le circostanze della morte e l’esatta responsabilità dell’indagato.
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