Educazione: ecco com’è una scuola riformata, all’avanguardia e senza obblighi inutili


ROMA
- "In questi anni di pandemia molte famiglie hanno scoperto l’educazione parentale. Essa consiste essenzialmente nel fai-da-te educativo e nell’esame a fine anno da privatista. Molti hanno compiuto questa scelta in modo istintivo, irritati dalla DAD o insofferenti alle mascherine. Pochi hanno capito che potevano associarsi con altri genitori per costruire scuole alternative su modelli pedagogici non convenzionali" ha dichiarato Maurizio Maglioni della Onlus del Parco della Gratitudine.

"Questa scelta l’abbiamo fatta a Roma con un gruppo di genitori coraggiosi. Abbiamo creato una Onlus, trovato uno sponsor, selezionato una decina di tutor tra i migliori insegnanti romani e messo a punto un modello pedagogico tutto nostro ma ben descritto e rigoroso, per ragazzi dai 6 ai 16 anni. L'abbiamo chiamata 'Parco della Gratitudine'. Abbiamo poi deciso di buttare nel secchio un po’ di pesi inutili.
Abbiamo trasformato le aule scolastiche in luoghi accoglienti con arredi e spazi all’aperto. Abbiamo eliminato i compiti per casa, perché se stai a scuola dalle 9 alle 17, dopo devi essere libero. Abbiamo tolto le interrogazioni ed i voti sostituendoli con le esposizioni pubbliche ai compagni dei propri lavori digitali. Abbiamo eliminato i manuali ed al loro posto insegniamo a ricercare tutto sul web. Abbiamo abolito gli zaini, perché ogni bambino o ragazzo scrive e studia sul suo notebook e su qualche quaderno o libro che lascia a scuola. Abbiamo portato i ragazzi alle mostre, nei parchi, ma anche a vedere i nostri luoghi di lavoro per stimolare in loro nuovi interessi professionali. Abbiamo abolito i voti ma li aiutiamo ad autovalutare ogni giorno il lavoro che hanno prodotto. Scriviamo con loro programmi personalizzati che porteremo agli esami e li seguiamo nella scelta nel metodo di studio. Così diventano indipendenti e tirano fuori da soli una creatività inaspettata. Amiamo la recitazione, di comunicazione empatica, lo Yoga e incoraggiamo la progettualità autonoma del singolo studente su argomenti extrascolastici. Applichiamo le metodologie innovative delle migliori scuole del mondo come il flipped & cooperative learning, la comunicazione empatica, tanta natura e un digitale responsabile. Accoglienza ed incoraggiamento per tutti, compresi i ragazzi con plusdotazione o DSA. Niente etichette addosso ai bambini. Nessun obbligo inutile. Se un alunno ha un disturbo di apprendimento o è plusdotato facciamo in modo che non si senta diverso. Lo aiutiamo ad andare alla sua velocità mettendolo al lavoro per esempio con compagni più grandi o più piccoli, o assegnandogli attività più semplici o più complesse. Alla fine dell’anno li portiamo a fare l’esame in una scuola pubblica e tutti sono sempre stati promossi con voti sempre superiori a quelli ai quali erano abituati quando frequentavano la statale. Cosa impedisce alla scuola statale di fare quello che abbiamo appena descritto? Tutto! Le leggi, il Ministero e il personale che dovrebbe essere formato da zero su cose che non ha mai visto o sentito. Ci dobbiamo rassegnare ad essere una piccola isola felice? Noi no! Chiediamo ai media ed ai social media di raccontare la scuola reale nelle sue contraddizioni e di aiutarla a cambiare. Non se ne può più della scuola dei nostri nonni! Tutti pensano che la scuola debba insegnare cose diverse ma anche questa idea è sbagliata. La scuola non deve più insegnare nozioni! Il termine 'Insegnante' è obsoleto. Si dovrebbe cambiare il nome di questa professione. Chi insegna non deve più trasmettere i saperi perché ci sarà sempre un tutorial o un software che saprà farlo meglio di lui. Per creare una scuola nuova servono solo facilitatori di autonomia, di creatività e di empatia. Lasciamo fare per noi le cose noiose al computer e dedichiamoci ad allevare persone capaci di realizzare i propri desideri" ha dichiarato ancora Maurizio Maglioni della Onlus del Parco della Gratitudine.