Teatro: addio al grande Paolo Ferrari


ROMA - Il teatro italiano piange la scomparsa di Paolo Ferrari, avvenuta a Roma ad 89 anni. Ferrari è uno degli ultimi grandi maestri teatrali che è riuscito a fondere esperienze e stili molto diversi.

Memorabile la sua presenza nell'"Opera da tre soldi" di Brecht sul palcoscenico del Piccolo Teatro di Milano con Giorgio Strehler e poi nella sua collaborazione con Luca Ronconi. Per il grande pubblico però diventò il "Signor Ferrari" grazie alla pubblicità in tv di una nota marca di detersivi e poi per gli sceneggiati che connotava spesso da splendido co-protagonista come nel "Nero Wolfe" in coppia con Tino Buazzelli.

In tv fece coppia con Vittorio Gassman nel "Mattatore", conduce "Giallo Club", duetta con Ave Ninchi e Paolo Stoppa, finisce perfino sul palcoscenico del Festival di Sanremo che conduce nel 1960 insieme a Enza Sampò. Sono tutti segni di un talento multiforme che incarna una nuova Italia, fiduciosa del futuro, garbata e gentile nei rapporti umani, desiderosa di specchiarsi nell'eleganza innata di quell'attore che sa sempre replicare con un sorriso e una battuta sdrammatizzante. Il cinema piace a Paolo Ferrari che alla fine interpreterà oltre 40 lungometraggi, ma è la televisione a dargli la notorietà, il doppiaggio a garantirgli una carriera costante e senza scosse, mentre il teatro resta il suo grande amore coronato dal Premio Gassman alla carriera nel 2006. Negli ultimi anni, dopo felici apparizioni in miniserie come "Oltraggio", "Incantesimo", "Notte prima degli esami", si era ritirato in campagna, vicino a Roma dove era stato colpito da una lunga e dolorosa malattia che lo ha portato alla morte. 
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Sposato due volte con compagne di lavoro (prima Marina Bonfigli e poi Laura Tavanti che gli è stata vicina fino agli ultimi giorni) ha avuto tre figli, il maggiore dei quali Fabio ha seguito le sue orme come attore recitando con lui in "Notte prima degli esami - la serie".

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