I tassisti hanno rifiutato, restituendo il clima di nervosismo in cui è obbligato a muoversi il governo per riuscire a individuare una soluzione che disciplini il settore, dopo le proteste delle settimane scorse. Il malcontento deriva dal disegno di legge Milleproroghe approvato a metà febbraio in Senato, che ha provocato una reazione da parte dei tassisti appunto: la paura è che l’intervento di riordino del settore si traduca in un via libera ai servizi di Uber e una specie di sanatoria all’abusivismo.
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