Corruzione, Alfano: è una barbarie

ROMA - "Oggi la barbarie illegale arriva a farmi scoprire, dalle intercettazioni tra due segretarie, che un uomo di ottant'anni, il cui fisico è da tempo fiaccato da una malattia neurodegenerativa che non lo rende pienamente autosufficiente, avrebbe fatto 'pressioni' presso le Poste per non so quale fantastiliardo di segnalazioni". Lo dice il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, aggiungendo che è "indegno" dare credito a "due signore che parlano, anche insultandomi" e "non so chi siano". "Le due signore che parlano, anche insultandomi - rileva Alfano, riferendosi all'intercettazione in cui la segretaria di Raffaele Pizza parla di 80 curriculum per Poste Italiane inviati dal padre del ministro - non so chi siano, ma quell'uomo lo conosco bene perché è mio padre ed è indegno dare credito e conto a ciò che i magistrati avevano scartato dopo avere studiato". "Nel frattempo - aggiunge - il contenuto reale dell'inchiesta giudiziaria passa in secondo ordine in spregio ai tanti uomini dello Stato che a quella inchiesta si sono applicati".

Il Tiap, ossia il sistema di informatizzazione nel settore penale "è sicuro, è strettamente controllato dal Ministero ed è di proprietà del Ministero non casualmente ma a garanzia delle informazioni trattate". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, interpellato sui risvolti dell'inchiesta sulla 'cricca' che tentava di mettere le mani sugli appalti dei ministeri e sull'ipotesi che stesse cercando di insinuarsi anche in quelli legati al Tiap per violarlo e accedere ai fascicoli delle procure.

Le opposizioni: Alfano si dimetta - "Ministro Alfano, faccia una cosa giusta: dimissioni. Non per l'assunzione del fratello alle Poste o per quello che avrebbe fatto il padre, ma per la sua totale incapacità di difendere i confini e la nostra sicurezza, i cittadini italiani e le stesse Forze dell'Ordine. #angelinoacasa". Così Matteo Salvini su Facebook commenta la vicenda che vedrebbe coinvolto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano.

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