"Inizialmente Matteo Renzi mi aveva colpito per la sua intraprendenza e la voglia di prendere le distanze dai vecchi comunisti che guidavano il suo partito, quelli che mi avevano demonizzato per vent'anni. La speranza era quella di aver trovato finalmente qualcuno di sinistra con cui poter dialogare per modernizzare il Paese attraverso delle riforme condivise. Ma poi Renzi ha cambiato tutto ciò che avevamo deciso insieme". Così il leader di Fi, Silvio Berlusconi, in un'intervista al Corriere del Ticino, sottolineando che "questa non è una democrazia è il preludio di un vero e proprio regime" e "negli italiani sta crescendo l'assuefazione a vivere in una non-democrazia e questo è un atteggiamento davvero pericoloso". Sulla polemica fra il premier e l'Ue, Berlusconi dice: "Renzi lancia attacchi come se fosse una sua questione personale nei confronti dell'Europa. Col risultato di danneggiare ulteriormente l'Italia che, purtroppo, come conseguenza della politica di Renzi è diventata del tutto irrilevante in ambito internazionale". Quanto al centrodestra, il leader di Fi si dice sicuro che "con il mio ritorno sulla scena politica e mediatica riporterò certamente Forza Italia sopra al 20%. I sondaggisti prevedono che si possa arrivare anche oltre. È questo l'impegno che mi sto prendendo per senso di responsabilità nei confronti del Paese: essere l'ispiratore, il federatore e il regista del centrodestra e di tutti gli italiani di buonsenso amanti della libertà e della democrazia, che sono la maggioranza del Paese".
