Jobs act, Renzi: "Veti non ci bloccano". Cgil boccia riforma, Cisl e Uil aprono

Mattinata cruciale per Renzi che a Palazzo Chigi ha incontrato sindacati, imprese, sindacati di polizia e Cocer. "Siamo assolutamente disponibili alle opinioni di chiunque, l'importante è che si vada avanti". Così il premier al termine dell'incontro con i sindacati. "Miglioriamo se c'è da migliorare ma il Paese deve cambiare e non ci faremo bloccare da veti o opinioni negative".
"Si voterà domani la fiducia" sul Jobs act. Lo annuncia il premier Matteo Renzi. "Sono convinto che sia naturale che tutti" nel Pd "votino come sempre accaduto. Non temo agguati. Ove ci fossero li affronteremo".
La decisione di mettere la fiducia su un provvedimento ''attiene ai lavori parlamentari'', ha detto Renzi sottolineando di ''non aver visto rabbia'' nelle parti sociali su questa ipotesi. ''Abbiamo promesso di fare le riforme. Le stiamo facendo'''', ha detto in conferenza stampa a Palazzo Chigi a proposito del Jobs act.
Sui licenziamenti disciplinari "c'è una norma molto chiara della direzione Pd", per "chiarire le fattispecie" del reintegro, bisogna "avere la pazienza di attendere il decreto legislativo". Sul tema, ha aggiunto, il ministro del Lavoro farà una dichiarazione in Aula.
"Il posizionamento con cui arriviamo al vertice europeo è straordinario per riforme messe in campo". "Ci presentiamo alla discussione con i partner europei con il programma di riforma strutturale più ambizioso che l'Italia abbia mai avuto e" senza pari "anche a livello europeo, per complessità e velocità".
Nel frattempo arriva la notizia che l'Aula del Senato, che ha all'esame il Jobs act, riprenderà i lavori alle ore 16. I lavori dell'Assemblea di Palazzo Madama sono statisospesi a causa della mancanza per la quarta volta consecutiva del numero legale. Numero mancato "perché Fi non ha votato. Ncd e il Pd hanno votato". Lo dice il senatore del M5S Alberto Airola. Una conferma arriva anche dalla senatrice di Fi Cinzia Bonfrisco: a chi le chiede se in effetti Forza Italia non abbia votato in Aula per garantire il numero legale replica infatti: "Sì".
"Il governo vuole porre la fiducia al Jobs Act per non discutere nel merito del provvedimento. Riteniamo che una riforma del lavoro così importante non possa essere approvata senza un adeguato esame in Aula". E 'quanto sottolineano i senatori del M5S. "Il Movimento 5 Stelle è disposto a ritirare la maggior parte dei suoi emendamenti - nonostante siano tutti nel merito - per permettere la discussione di quelli che ritiene imprescindibili. Il governo non ha più alibi: accetti la discussione o ammetta che il problema è la debolezza della maggioranza", concludono i pentastellati.
"Alcuni senatori per propria iniziativa non parteciperanno al voto". Lo afferma, in merito al voto sulla fiducia sul Jobs Act, il deputato Pd Pippo Civati ai microfoni di Radio 24. "Non so quanti saranno perché non è un complotto il nostro. Abbiamo chiesto mille volte che ci fosse un'occasione per discutere", spiega l'esponente Democrat.

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