Alitalia, Gros Pietro: "Escluso altro impegno delle banche"

Nell'ipotesi che le Poste non entrino nella partita Alitalia ''è escluso assolutamente'' un ulteriore impegno degli istituti di credito''. Così il presidente del cdg di Intesa, Gian Maria Gros Pietro a margine dell'inaugurazione della Brebemi. ''Le banche hanno fatto quello che dovevano fare'' aggiunge.

Gros Pietro sottolinea quindi che ''è importante che gli altri facciano quello che spetta loro fare in modo che ci sia un avvenire industriale che quello sì, è attraente. Con l'alleanza con Etihad, Alitalia diventa un vettore importante per il turismo e viaggi d'affari''. Il presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo rileva poi: ''noi speriamo che tutti gli elementi che servono a questo accordo industriale vadano al loro posto e che il piano industriale funzioni così come è stato concepito. La nostra parte - ribadisce - l'abbiamo fatta''.

 Il referendum tra i lavoratori di Alitaliaper l'accordo sui tagli al costo del lavoro si terrà dalle ore 16 di oggi fino alle ore 8 di venerdì 25 luglio. "A questo punto è indispensabile fare chiarezza e l'unico modo per farlo, prima dell'assemblea dei soci del 25 luglio, è fare esprimere attraverso un referendum tutti i lavoratori del gruppo Alitalia". Lo affermano Filt Cgil, Fit Cisl e Ugl sul referendum, sottolineando che "gli accordi sottoposti a referendum, sofferti e impegnativi per il lavoro, sono uno degli elementi indispensabili per scongiurare il fallimento di Alitalia e conseguentemente il fallimento dell'operazione di ingresso di Etihad". 

Il referendum che scatta oggi è sull'accordo su integrativo aziendale che contiene l'accordo sul contributo del lavoro. "Nonostante la validità degli accordi su integrativo aziendale e contratto collettivo del trasporto aereo sezione vettori, in quanto sottoscritti da un insieme di sindacati che rappresentano molto più del 50% dei lavoratori di Alitalia, la Uiltrasporti che non ha firmato gli accordi ha chiesto il referendum in azienda sulla base del testo unico del 10 gennaio del 2014. Inoltre - proseguono le tre sigle sindacali - l'amministratore delegato Del Torchio, in risposta alla richiesta Uil, ha confermato la drammaticità della situazione dell'azienda che il 25 deve affrontare l'ultima prova decisiva per evitare il fallimento e per poter avviare a buon fine l'accordo con Etihad e nessuna delle due condizioni si potrà realizzare in mancanza dell'accordo sindacale". "L'accordo sul costo del lavoro - spiegano - dura sei mesi e si concluderà, quando sarà già costituita la nuova azienda, a seguito dell'accordo con Etihad ed il rinnovo del ccnl del Trasporto Aereo, che sarà applicato dalla nuova Alitalia, garantisce gli aumenti contrattuali e stabilità nei trattamenti economici e normativi dopo il passaggio di azienda". "A questo punto - concludono - solo l'espressione democratica e responsabile del voto dei lavoratori può mettere la parola fine a questa fase drammatica dell'azienda con il SI al referendum, prima dell'assemblea dei soci del 25".

Piloti contestano comunicazione Del Torchio - Le associazioni che rappresentano il personale navigante di Alitalia "contestano i contenuti della comunicazione ai dipendenti Alitalia Cai" inviata ieri dall'amministratore delegato Gabriele del Torchio e dal Presidente Roberto Colaninno. Lo affermano in una nota Anpac, Anpav e Avia, respingendo anche "la comunicazione sulla disdetta ai vigenti accordi sulle agibilità sindacali in virtù del perfezionamento in data 17 luglio 2014 della parte specifica Vettori del Ccnl del Trasporto Aereo".

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