ROMA. "La priorità del Paese è la scuola". Il premier Renzi torna in tv per ribadire ancora una volta la sua ricetta per il rilancio dell'Italia e risponde alle critiche per le canzoncine che gli studenti gli hanno dedicato. "A Palazzo Chigi ci sono dei sindaci", assicura il premier agli italiani spiegando che al governo che ci sono dei politici che vogliono uscire dal palazzo e andare sul campo per spendere dei soldi per la collettività, a partire dalla sistemazione degli edifici scolastici ("2,5 miliardi sono già pronti"). "Il governo deve tornare a parlare come parlano gli italiani tutti i giorni. E gli italiani parlano di cose concrete come le scuole", afferma Renzi che aggiunge: "Ho chiesto aiuto a Renzo Piano".
"Siamo a un passo dalla conclusione, si chiuderà martedì", promette il premier a proposito della votazione sull'Italicum. "Trovare una soluzione che vada bene a tutti", aggiunge sulla questione della parità di genere precisando comunque che "la parità vera non si possa ottenere per legge". Sull'abolizione del Senato dice: "Sarà privo di senatori pagati ed eletti". Poi rilancia: "Il 25 maggio non ci saranno più le Province". Renzi è determinato: "Piaccia o non piaccia si è capito che siamo veramente messi all'ultima chance e che la politica o cambia se stessa o l'antipolitica ci porta via tutti. Io rischio l'osso del collo perché o cambio il Paese o cambio mestiere"
"Mercoledì diamo avvio al percorso delle riforme che durerà tre mesi", ricorda il presidente del Consiglio che il 12 marzo presenterà il suo "Jobs Act". Renzi non entra nel merito del provvedimento, su cui si è registrata la levata di scudi della Cgil. Ma promette in merito al taglio di Irap e Irpef: "Ci impegnamo ad abbassare per la prima volta le tasse di 10 miliardi". Al principale sindacato confederale e a Confidustria il premier chiede: "Cosa avete fatto negli ultimi 20 anni?". E rivendica: "Noi ascoltiamo tutti, ma cosa dobbiamo fare lo sappiamo: lo faremo non pensando alle associazioni di categoria ma alle famiglie e alle imprese".
Renzi accenna all'assegno di disoccupazione, un nuovo ammortizzatore sociale che superi la cassa integrazione. "Avremo i sindacati contro, ma ce ne faremo una ragione", dichiara il premier che sostiene la proposta del ministro del Lavoro Giuliano Poletti di coinvolgere chi è senza un posto in mansioni socialmente utili. Spiega Renzi: "Al disoccupato do il contributo, ma lui non sta a casa o al bar, ma mi dà una mano per le cose che servono". E svela: il magistrato Raffaele Cantone sarà il presidente dell'autorità contro corruzione.
