Banca d'Italia: "Non basta la Vigilanza se ci sono crisi economiche e comportamenti fraudolenti"

ROMA - "Sul fronte del rischio di credito, attraverso un’azione continua di controllo, stimolo e intervento, anche sanzionatorio, la Vigilanza può contenere i fenomeni di cattiva erogazione del credito, ma non evitarli, soprattutto in presenza di crisi economiche e di comportamenti fraudolenti del management" ha dichiarato il responsabile della vigilanza di Banca d'Italia, Carmelo Barbagallo, in audizione alla Commissione d'inchiesta.

"Le criticità emerse per le due banche venete sono riconducibili all'inadeguatezza del loro governo societario e, in tale ambito, all'autoreferenzialità del management. Quanto alla vicenda delle cosiddette 'porte girevoli', i fatti sono stati resi pubblici dalla Banca d’Italia con riferimento ai tre nominativi emersi nei giorni passati. La tematica è oggi ben presidiata dalla legge, cui si aggiunge il codice etico dell’Istituto. Vorrei anche aggiungere che la Banca d’Italia non incoraggia né auspica che propri dipendenti siano assunti dai soggetti vigilati; in ogni caso anche quando questo accade, ciò non influisce – né per quanto a mia conoscenza ha mai influito – sul corretto espletamento delle funzioni di vigilanza".

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