Il Rosatellum supera la Camera: M5 e Mdp contrari. Gentiloni: "Bisogna mettere l’Italia al primo posto"

di ANTONIO GAZZILLO - 375 si e 215 no. Questi sono i numeri con i quali il Rosatellum bis ha passato la prova della Camera, e il risultato ha provocato reazioni diverse: mentre, nell’aula, deputati Pd e Forza Italia si congratulavano, fuori il popolo Cinque Stelle inaspriva le proteste.

Lo spettro dei franchi tiratori, considerati quasi una cinquantina, troppo pochi per sovvertire la legge, è stato scongiurato e adesso la legge elettorale è pronta a passare al Senato dove i numeri non saranno più una certezza e saranno esclusi i voti segreti.

“Questa legge non vi garantisce nulla; è un marchingegno strano, una rete per prendere voti” ha tuonato l’ex Pd, ora deputato di Mdp, Pier Luigi Bersani che ha voluto far sentire la sua voce per contestare la riforma insieme al leader del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio: “ Mussolini ha posto la sua fiducia sulla legge Acerbo del 1923; De Gasperi ha approvato la legge truffa nel 1953 e Renzi ha votato l’Italicum, giudicata poi incostituzionale. Voi parlamentari siete a favore di una legge che non garantisce nulla al Paese” e ha poi proseguito: “Faremo battaglia anche al Senato”.

Intanto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, dall’assemblea dell’Anci a Vicenza, è intervenuto in merito alla faccenda dicendo che non si può più distruggere quello che è stato costruito in questi anni e che bisogna mettere al primo posto l’Italia per concludere in maniera ordinata la legislatura. 

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