Senato. Grasso: "Un mio diritto è sostenere lo ius soli"

ROMA - "Adesso il problema in Senato è quello dei numeri. Bisogna far sì che questo appello sia percepito dalle forze politiche che fanno parte della maggioranza e che apertamente dicono di non voler appoggiare il testo" ha dichiarato il presidente del Senato, Pietro Grasso, incontrando una delegazione guidata dal senatore Pd Luigi Manconi, che gli ha consegnato un appello per l'approvazione della legge sullo ius soli.

"Mi sono attirato anche qualche critica perchè, come presidente del Senato, non dovrei manifestare opinioni sulle leggi in trattazione, ma sento talmente questo tema e rivendico che una cosa è essere d'accordo con un disegno di legge da un punto di vista politico e un'altra cosa è gestire la propria funzione in modo da garantire tutte le parti. Quindi rivendico la possibilità di potere esprimere apertamente la mia opinione sull'adesione a questa legge. La politica deve fare questa scelta non guardando tanto al problema del consenso, ma della cosa giusta da fare. Inoltre noi paghiamo un difetto di comunicazione, nel senso che il termine generico ius soli ha determinato in tante persone l'idea che tutti gli immigrati che arrivano, quando avranno un bambino, questo sarà immediatamente cittadino italiano. Quindi collegando questo concetto con l'immigrazione, si crea qualcosa che è assolutamente diverso da quella che è la realtà della legge che conosciamo: un ius soli temperato, perchè devono esserci dei cittadini italiani legalmente residenti per potere i loro figli avere la cittadinanza, se poi c'è l'altra condizione di altri 5 anni di un percorso formativo con la scuola".

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