Catalogna: un giorno al referendum sull’indipendenza, spari contro un seggio

di BEATRICE GALLUZZO - Notti concitate in quel di Barcellona, in vista di questo referendum sull’indipendenza della Catalogna. Ieri una grande festa di chiusura della campagna ha visto 80mila catalani riuniti a Montjuic, in febbricitante attesa di questa consultazione referendaria così combattuta e polemogena prevista per domani. “Votarem”, voteremo, dicono gli abitanti della regione. Il presidente catalano Carles Puidgemont durante il comizio ha infuocato gli animi, dichiarando: “Domani cambieremo la storia”. Ma il clima è tesissimo: nella notte di ieri quattro persone sono rimaste ferite dall’attacco di un uomo armato di carabina ad aria compressa, avvenuto davanti ad uno dei 6249 seggi occupati.

E mentre i membri del fronte secessionista occupano vari edifici della città, il premier Rajoy rimane irremovibile. Sono stati già schierati 10mila agenti per impedire le votazioni di domani, previste dalle 9 di mattina alle 20. Domani saranno ben tre i corpi di sicurezza coinvolti nella tutela dell’ordine pubblico: i Mossos d’Esquadra (catalani), la Guardia Civil e la polizia nazionale. Uniti da un unico centro di coordinamento e un unico principio: limitare l’uso della forza. Quindi niente manganello, il loro compito sarà quello di “accompagnare” i votanti al di fuori dei seggi occupati, difesi, tra gli altri, dai 4mila agricoltori che, accorsi con i trattori dalla campagna, intendono creare una barriera difensiva  all’esterno dei seggi.

La lotta tra la Generalitat e il governo centrale però non si limita all’occupazione e allo sgombero degli edifici. Nella guerriglia 2.0 non si combatte più solo in un luogo fisico, ma anche in uno virtuale. Il governo ha infatti disattivato due app importanti in questa campagna referendaria: quella che aiuta a individuare i seggi all’ultimo minuto, e quella per il voto elettronico. A queste si aggiunge la chiusura di altre 29 applicazioni per contare i voti. Julian Assange, il padre di Wikileaks, ha scritto su Twitter “E’iniziata in Catalogna la prima guerra mondiale su Internet, utilizzato dal popolo e dalle autorità per organizzare un referendum indipendente previsto per domenica; e utilizzato dalle forze di intelligence spagnole per attaccare e congelare le linee di comunicazione e censurare siti e protocolli”.

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