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Ex Ilva, Arcelor offre 1 mld per lasciare ma il Mise smentisce. Uilm: "Urge chiarimento da parte di Conte e Patuanelli"

ROMA - ArcelorMittal avrebbe proposto al governo la risoluzione definitiva di ogni rapporto sulla vicenda ex Ilva mettendo sul piatto il pagamento di un miliardo di euro per lasciare gli impianti a Ilva entro aprile. Lo scrivono alcuni quotidiani che parlano di una lettera che sarebbe stata inviata dalla multinazionale al Mise.

Il Mise avrebbe poi nel corso della giornata smentito le indiscrezioni della presunta offerta del colosso indiano.

Palombella (Uilm): "Urge chiarimento da parte di Conte e Patuanelli su ipotetica lettera di rescissione di Arcelormittal" - "Chiediamo urgentemente che il Presidente del consiglio Conte e il Ministro Patuanelli chiariscano e spieghino se sia realmente arrivata la lettera da parte di ArcelorMittal di cui parlano da alcuni giorni diversi organi di stampa. Secondo diverse fonti ArcelorMittal avrebbe comunicato la rescissione dal contratto e la disponibilità a pagare la penale prevista dall'accordo per un importo totale di un miliardo di euro". Lo dichiara Rocco Palombella, Segretario Generale Uilm.

"Questa ulteriore notizia da parte di alcune autorevoli fonti di stampa - continua il leader Uilm - si inserisce in un clima già fortemente teso e pesante che si respira all'interno degli stabilimenti italiani del gruppo".

"Vogliamo sapere da Conte e Patuanelli  -conclude- se realmente abbiano ricevuto questa lettera e vogliamo sia fatta urgentemente chiarezza su quanto sta accadendo. Non si può giocare sulla pelle di 20mila lavoratori".

Ex Ilva, Patuanelli: "ArcelorMittal non ha diritto a recesso"

ROMA - Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, in Aula alla Camera per riferire sulle crisi aziendali: "E' evidente che ci sono delle interlocuzioni e un percorso giudiziario, che riteniamo immotivato perché riteniamo non ci sia un diritto di recesso dell'azienda. Stiamo chiedendo all'azienda di retrocedere da questo diritto, che secondo noi non ha, per creare le condizioni per sedersi attorno a un tavolo". (Fonte: Agenzia Vista)

Ilva, Salvini: "Governo di pazzi incoscienti, fa scappare le aziende"

ROMA - Il leader della Lega, Matteo Salvini, in diretta Facebook attacca il Governo: "Pd e 5 Stelle hanno sulla coscienza il presente e il futuro di una delle piu' grandi fabbriche italiane, l'Ilva. Sono dei pazzi incoscienti coloro che al governo stanno rischiando di far scappare le imprese che hanno investito in Italia. Pazzi incoscienti. Prima di stracciare i contratti, dovrebbero avere un'idea su cosa fare per mandare avanti un Paese industriale come l'Italia. E bene: non ci hanno pensato".

Di Maio: "AcerlorMittal rispetti impegni presi"


ROMA - "Sono certo che tutto il governo, con unità e compattezza, saprà lavorare da squadra per trovare una soluzione concreta per l'Ilva. Una cosa è certa, nessuno può permettersi di ricattare delle persone su una scelta: vivere o lavorare. Non possiamo rimanere in ostaggio di un'azienda, Mittal deve rispettare gli impegni presi. E vi garantisco che lo Stato si farà rispettare. Da parte M5s c'è tutto il sostegno all'azione collegiale del governo. In questi casi serve lucidità e grande senso di responsabilità". Così il leader del M5S Luigi Di Maio.

Taranto, precipitano da piattaforma: muoiono padre e figlio

TARANTO - Ancora morti bianche a Taranto: due operai edili hanno perso la vita dopo essere precipitati da una piattaforma di elevazione crollata mentre erano impegnati in un lavoro di ristrutturazione di uno stabile. Le condizioni dei due erano subito apparse gravissime sin dall'inizio e nulla hanno potuto i sanitari del 118, intervenuti sul posto.

Secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stata fatale la rottura del braccio che solleva la piattaforma per consentire di intervenire all'altezza del piano di lavoro. Le vittime sono padre e figlio. In corso alcuni accertamenti per capire la situazione della ditta e se i due all'opera sulla piattaforma fossero o meno imbragati con la cintura di sicurezza.

Ilva, Di Maio promette: porterò investitori a Taranto

BARI - "Molto presto ci sarà non solo un confronto, ma noi dobbiamo lavorare a Taranto più che come in ogni altre città, perché a Taranto bisogna recuperare il tempo perso, sono anni che è stata espropriata di tutto". A dichiararlo a Bari il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio, in occasione della visita alla 82° Fiera del Levante.

"Taranto, per la sua dipendenza da una sola azienda - ha aggiunto Di Maio - è diventata un deserto. Il nostro obiettivo è non farla più dipendere da una sola azienda. La vertenza Ilva si è conclusa con zero esuberi e con migliorie dal punto di vista ambientale, avremo almeno il 20% in meno di emissioni rospetto al piano precedente, e la copertura dei parchi entro il 2019, ma non basta, perché Taranto ha bisogno di investimenti nella cultura, nel turismo, nelle aziende, io voglio portare investitori a Taranto che aprano altre attività produttive pulite, che diano lavoro ai giovani e meno giovani tarantini, e lo voglio fare da ministro dello Sviluppo Economico, del Lavoro e da vicepresidente del consiglio dei ministri, perchè tutto il governo deve essere impegnato su quella città".

MARTINA: "CHIEDI SCUSA A TARANTO" - "Caro Di Maio, se hai una faccia sola chiedi scusa a Taranto a all'Italia per le bugie e le falsità che hai venduto sulla pelle della città". Lo ha detto il segretario del Partito democratico, Maurizio Martina alla Festa nazionale de L'Unità di Ravenna. Il segretario dem ha attaccato anche salvini: Salvini: sia fedele alla Costituzione o vada a casa.

Ilva: indetto sciopero in tutti gli stabilimenti


TARANTO - Una mobilitazione dei lavoratori è stata proclamata in tutti gli stabilimenti dell'Ilva e un presidio sotto il Mise l'11 settembre. Ad annunciarlo i sindacati in una lettera inviata al premier Conte e al ministro dello Sviluppo economico Di Maio. "Dal 6 agosto attendiamo notizie per la ripresa del negoziato e la valutazione di legittimità da parte del ministero della gara per l'aggiudicazione del gruppo Ilva", secondo Marco Bentivogli (Fim Cisl), Francesca Re David (Fiom Cgil), Rocco Palombella (Uilm Uil) e Sergio Bellavita (Usb). "Lunedì 27 agosto abbiamo sollecitato unitariamente il governo a convocare tutte le parti e a oggi non abbiamo ancora avuto risposta", considerando che il 15 settembre scade l'amministrazione straordinaria e le risorse finanziarie "sono quasi esaurite".

Previsto invece per il 5 settembre al ministero dello Sviluppo economico il tavolo sulla situazione dell'azienda. A partecipare all'incontro saranno oltre ai sindacati, la società AmInvestco, il ministro Luigi Di Maio e i commissari straordinari di Ilva. Poco prima i sindacati, in una lettera a Conte e Di Maio, avevano minacciato lo sciopero in tutti gli stabilimenti dell'Ilva e un presidio sotto il Mise l'11 settembre.

Dramma a Leporano, un bambino di due anni soffocato da acino d'uva


Un'inutile, disperata corsa in ambulanza verso il Poliambulatorio di Leporano, per cercare di salvare la vita ad un bimbo di soli due anni, che mangiando dell'uva, era rimasto soffocato da un chicco. Il drammatico episodio è avvenuto a Leporano, nel tarantino, dove il piccolo era con i genitori. I sanitari del 118, dopo aver praticato in maniera vana le manovre di rianimazione, hanno portato il bambino di corsa all'ospedale, senza riuscire però a salvarlo.

Ilva, Di Maio: "gara illegittima, ma non si può annullare"


TARANTO - "La gara è illegittima, ma non si può annullare. Per questo é un delitto perfetto" perpetrato con "eccesso di potere". Con queste parole si è espresso Luigi Di Maio durante una conferenza stampa al Mise, convocata proprio riguardo il parere dell'Avvocatura di Stato relativo alla gara di aggiudicazione ad ArcelorMittal dell'Ilva di Taranto. "Mittal - ha aggiunto - è sempre stata in buona fede. Il delitto perfetto lo ha fatto lo Stato creando una procedura piena di vizi e illegittimità".

Il ministro dello Sviluppo Economico ha anche aggiunto che "se un'azienda ci chiedesse di partecipare alla gara, ci sarebbero le ragioni di opportunità, noi potremmo revocarla", sottolineando che "saremo al tavolo con le parti sociali: un accordo che porta lavoro a Taranto rappresenta l'interesse pubblico attuale e concreto da tutelare, che eviterebbe la revoca della gara".

Di Maio ha poi concluso rimarcando che non ci saranno proroghe all'amministrazione straordinaria dell'Ilva, prossima alla scadenza del 15 settembre.

Confindustria Taranto organizza il workshop: "Decommissioning aero-navale. Nuove opportunità per il territorio ionico"


TARANTO - Confindustria Taranto, da sempre impegnata nella realizzazione di azioni per lo sviluppo del tessuto imprenditoriale locale, ha recentemente avviato una serie di interlocuzioni con importanti investitori italiani in ambito di decommissioning navale ed aeronautico.

A fronte della presenza di infrastrutture quali arsenale, porto ed aeroporto, di una posizione baricentrica rispetto al mercato e di imprese altamente specializzate operanti nella filiera della metalmeccanica, delle bonifiche e dei settori connessi, il nostro territorio presenta tutte le caratteristiche necessarie a candidarsi ad accogliere questo importante investimento: lo smantellamento di velivoli e imbarcazioni in campo civile e militare, può pertanto rappresentare un’importante occasione di riposizionamento competitivo industriale e di rilancio della nostra economia in linea con i principi ispiratori della “Green Economy”.

Poste tali premesse, Confindustria Taranto – in collaborazione con investitori italiani interessati a sviluppare questo business – ha organizzato per mercoledì, 14 giugno prossimo, nella Sala Resta della Camera di Commercio di Taranto, un workshop sul tema “Decommissioning aero- navale- Nuove opportunità per il territorio jonico”.

Il workshop prevede, alle 15, la registrazione dei partecipanti. Ad aprire i lavori, alle 15,30, sarà Vincenzo Cesareo, Presidente di Confindustria Taranto; quindi, sono previsti gli interventi di Silvio Rossignoli, Presidente Arescosmo Spa; Eduardo Serra, Ammiraglio Comandante del Comando Marittimo Sud della Marina Militare; Giuseppe Acierno, Presidente DTA - Distretto Tecnologico Aerospaziale Scarl ; Giancarlo Anselmino, Direttore Generale Agenzia Industrie Difesa; Alessandro Maria Perillo, General Manager Sekur Service International Srl; Antonio Felice Uricchio, Rettore Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”; Angelo Tursi, Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” ; Pierpaolo Pontrandolfo, del Politecnico di Bari. Modererà i lavori Domenico Palmiotti, Capo della Redazione di Taranto della Gazzetta del Mezzogiorno.

Taranto: Martedì 16 maggio,con inizio alle 15:30 si terrà il convegno “Innovare nell’ambiente, nella ricerca, nelle tecnologie”.


La Commissione europea ha lanciato un Piano di investimenti per l’Europa per favorire l’occupazione e la crescita: il Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università di Bari è partner della CE per la realizzazione della campagna di informazione (Innov-art) sul territorio regionale che coinvolgerà molte realtà pugliesi.

Ad aprire la serie di incontri che si terranno in Puglia, al fine di illustrare i diversi strumenti finanziari e le misure previste dal Piano, sarà Taranto, con il convegno che si terrà martedì 16 maggio prossimo, nella sede di Confindustria.

Il convegno, sul tema “Innovare nell’ambiente, nella ricerca, nelle tecnologie”, è organizzato dal Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Bari, dalla Commissione Europea, dalla Regione Puglia e da Puglia Sviluppo, e si terrà martedì 16 maggio p.v., con inizio alle 15,30, nella sala conferenze di Confindustria Taranto.

Il programma prevede, in apertura, i saluti di Vincenzo Cesareo, Presidente di Confindustria Taranto, e di Bruno Notarnicola, dell’Università degli Studi di Bari; seguiranno gli interventi di Barbara Valenzano, (Dipartimento qualità urbana Regione Puglia –Politiche Pubbliche per lo sviluppo sostenibile); Angelo Tursi (Università degli Studi Aldo Moro); Antonia Carparelli (in rappresentanza di Roma della Commissione Europea); Martina Colombo (Cassa Depositi e Prestiti); Paolo Ferraiolo (Puglia Sviluppo); Pietro Vito Chirulli (Finindustria Srl); Stefano Picchi (Università di Bologna), e Nicola Cardellicchio (CNR- istituto per l’Ambiente Marino Costiero).

Modererà i lavori Michele Capriati, dell’Università degli Studi di Bari.

A patrocinare l’iniziativa sono la Camera di Commercio di Taranto, Finindustria e Dipar.

A latere del convegno si terranno gli incontri programmati con gli esperti di Puglia Sviluppo e del Programma Europeo Life.

Taranto: il 28 Marzo seminario di approfondimento sul tema “Building information modeling"


TARANTO - L’ANCE Taranto ed il Formedil CPT Taranto organizzano con il patrocinio di Ordine degli Architetti, Ordine degli Ingegneri, Collegio dei Geometri ed in collaborazione con STR - Gruppo TeamSystem, primaria società di consulenza operante nel settore dell’edilizia, un seminario gratuito di approfondimento sul tema “BUILDING INFORMATION MODELING: BIM COME OPPORTUNITÀ STRATEGICA PER IL SETTORE DELLE COSTRUZIONI” che si terrà a Taranto il prossimo 28 marzo, a partire dalle ore 15,00 presso la Sala Resta della Camera di Commercio di Taranto in Viale Virgilio 152.

L'evento è valido per il rilascio di crediti formativi ai fini dell'aggiornamento professionale.

Il seminario affronterà un tema assai importante per tutti coloro che operano nella filiera delle costruzioni, interessando in maniera trasversale professionisti ed imprese che saranno chiamati nei prossimi anni a progettare e costruire in maniera assai diversa rispetto al passato.

L’iniziativa si propone, in particolare, di illustrare i vantaggi di operare con strumenti di tipo BIM, ancora poco noti, e di offrire ai partecipanti importanti indicazioni operative in ordine al diverso rapporto di collaborazione richiesto ai progettisti ed alle imprese per operare con il BIM, oltre all’analisi delle principali novità connesse ai processi di pianificazione e di controllo di commessa nella realizzazione dell’opera.

La partecipazione è libera e gratuita per imprese e professionisti previa registrazione.

Per info e contatti:
ANCE TARANTO - edili@confindustria.ta.it
Tel. 099.7345307/17 - Fax 099.377902

Confindustria e Confapi, soddisfazione per l’impegno del Governo a favore di Taranto


L’ultima visita del ministro De Vincenti a Taranto è servita sicuramente a fare il “punto” sull’effettivo utilizzo delle risorse messe a disposizione dal Cis per il territorio e sullo stato di avanzamento delle relative opere. Una sorta di verifica che lo stesso Ministro ha definito positiva in quanto più della metà delle risorse (460 milioni su 882) sono state impiegate per lavori in corso e talvolta già ultimati.

Tuttavia, al di là dei riscontri di carattere meramente tecnico, la presenza del Ministro per il Mezzogiorno riveste un’importanza ed una valenza che vanno ben oltre la mera “presa d’atto” dello stato dell’arte.

Particolare soddisfazione viene espressa, a questo proposito, dai Presidenti di Confindustria e di Confapi Taranto, Vincenzo Cesareo e Carlo Maria Martino, rispetto all’attenzione che il Governo sta riservando al territorio jonico nella sua interezza e che conferma il suo immutato impegno nella risoluzione delle molteplici problematiche che interessano la città proprio attraverso la presenza attiva del Ministro – già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio – Claudio De Vincenti.

Un impegno, quello del ministro, che peraltro, così come accaduto ieri per il convegno sul Porto, si fa sentire non solo in funzione della convocazione del tavolo istituzionale ma anche in altre occasioni in cui protagonista è lo sviluppo sociale, economico e infrastrutturale del territorio.

L’esortazione del Ministro è stata chiara: i risultati cominciano a vedersi ma la strada è ancora in salita: su Taranto, paradigma di un Mezzogiorno dalle grandi potenzialità, si concentrano grandi attenzioni perché crocevia di tutte le criticità che attengono la crisi dell’industria nei paesi avanzati, ed allo stesso tempo terreno di esecuzione di tutti gli interventi che potranno servire a bypassare questa crisi.

“L’aver constatato che l’attenzione sul complesso piano delle bonifiche, così come sulle opere infrastrutturali, dal Porto al nuovo ospedale al Ponte Girevole, godano tutte assieme di una stessa corsia privilegiata – affermano i Presidenti Confindustria e Confapi – fa ben sperare su quanto affermato dal Ministro rispetto ad un “affiancamento” del Governo alla città che potrà ritenersi compiuto solo alla luce di una effettiva risalita del territorio.

Noi auspichiamo che possa essere davvero così e ci impegneremo, per quanto di nostra competenza, affinché l’impegno per realizzare il cambiamento sia comune, fattivo e condiviso”.

Taranto, concertone 1° maggio non si farà


TARANTO - Non si terrà almeno per quest'anno #unomaggiotaranto, l'ormai celebre concertone organizzato dal Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti (di cui fanno parte diversi operai dell'Ilva e la cui direzione artistica è affidata all'attore Michele Riondino). "È quindi un arrivederci, non un addio" hanno spiegato gli attivisti del Comitato nel corso di una conferenza stampa a Taranto.

"Abbiamo ragionato a lungo - hanno continuato - sull'opportunità di organizzare anche nel 2017 il più grande evento musicale e di lotta dal basso del Sud Italia, maturando infine una decisione sofferta ma necessaria visto il particolare momento storico che sta vivendo Taranto. Coerentemente con gli ideali che portiamo avanti da sempre, riteniamo di dover dare un segnale forte soprattutto alla politica perché non faccia di questa manifestazione uno strumento per l'imminente campagna elettorale pro o contro qualcuno".

Comunicato Stampa: Martedì 7 marzo Convegno con Gaspare Sturzo a Taranto


A Taranto il 7 marzo si torna a parlare di legalità e non solo. Il merito va al giudice di pace Nicola Russo che anche quest’anno ritorna sull’argomento, coinvolgendo i giovani, questa volta del liceo Archita, che introdurrà il convegno “Costituzione, Legalità e Sussidiarietà, dopo i saluti del dirigente scolastico Pasquale Castellaneta.

“L’obiettivo di questo convegno annuale è quello di dare fiducia ai ragazzi. Solo dando voce ai loro pensieri, ascoltandoli, le istituzioni e le autorità giudiziarie possono trarne un contributo importante per questa nostra società, sempre più colpita dalla corruzione - ha riferito Nicola Russo - solo la gran fiducia che ripongo in questi giovani mi fa pensare che si possano superare questi anni difficilissimi, vogliamo divulgare tra i giovani l’importanza della legalità non solo per dovere ma anche per convinzione, inoltre Taranto può ripartire solo dai suoi giovani per un risanamento morale e quindi anche economico della città”.

“La Costituzione è il fondamento della Repubblica democratica. Se cade dal cuore del popolo, se non è rispettata dalle autorità politiche, se non è difesa dal governo e dal parlamento, se è manomessa dai partiti, se non entra nella coscienza nazionale, anche attraverso l’insegnamento e l’educazione scolastica e post-scolastica, verrà a mancare il terreno sul quale sono fabbricate le nostre istituzioni e ancorate le nostre libertà” aveva detto don Luigi Sturzo, dando importanza all’insegnamento e all’educazione scolastica. E Nicola Russo è sulla stessa linea, avendo riproposto i temi di questo convegno per ben dieci anni coinvolgendo più istituti scolastici.

Il convegno quest’anno avrà luogo a partire dalle ore 9 e 30 nel Salone della Provincia del Palazzo del Governo in via Anfiteatro a Taranto ed è organizzato dal Liceo Archita e dalla Giustizia di Pace, nell’ambito dell’alternanza Scuola/Lavoro.

Parteciperà al convegno Gaspare Sturzo, pronipote di don Luigi Sturzo, magistrato del tribunale penale di Roma e presidente del Centro Internazionale Studi Sturzo (C.I.S.S. http://www.centrosturzo.it/), già componente della Direzione Antimafia della Procura della Repubblica di Palermo.

Gaspare Sturzo che ha coordinato numerose indagini in tema di corruzione, riciclaggio e contrasto alla gestione mafiosa degli appalti, facendo parte del "pool antimafia", è nella cronaca degli ultimi giorni in merito all’arresto per corruzione di Alfredo Romeo.

Nel convegno esporranno le loro relazioni, Simone Borsci, Marta Catucci, Giorgia De Tommasi, Giorgia Martucci, Esterin Kojtari e Rosy Vecchio, studenti del Liceo Archita e Gaspare Sturzo trarrà le conclusioni.

Ilva Taranto. Labriola (Misto): scenario di grande incertezza. La citta’ disegni un domani diverso


“La cessione dell’Ilva, dopo quattro anni fallimentari di commissariamento, non cambierà sostanzialmente le sorti di un’azienda che ha perso progressivamente quote di mercato, che è divenuta anno dopo anno sempre meno competitiva sulla piazza mondiale dell’acciaio. Ilva, il disastro ambientale e l’emergenza sanitaria che si porta dietro, rimarrà il principale problema di tutto il tarantino. Non sarà la cessione a garantire continuità lavorativa alle migliaia di persone che oggi vivono con angoscia la cassa integrazione, non saranno i nuovi piani industriali (per altro non ancora conosciuti) a regalare alla città prospettive di crescita. La nuova proprietà, qualunque essa sia, potrà al massimo posticipare di qualche anno la fine di un percorso ormai incontrovertibile. Il raggiunto accordo sugli ammortizzatori sociali è solo un palliativo temporaneo”, così l’onorevole Vincenza Labriola, capogruppo in commissione Lavoro per il Gruppo Misto alla Camera dei Deputati.

“Per Taranto serve una rifondazione economica, che segua il modello della tedesca Ruhr, che preveda una trasformazione progressiva delle attività, attraverso una programmazione mirata, da industriale altamente inquinante ad ambientalmente sostenibile – prosegue la deputata –. Si dia ossigeno all’agricoltura, alla pesca, all’artigianato. Si faccia del turismo, anche culturale, il punto di forza dell’economia. Serve un’inversione totale di marcia in tempi stretti. Lo Stato ha il dovere di valutare una exit strategy subito”.

Contrasto all'economia illegale e rilancio degli appalti - L'analisi del Presidente di Ance Taranto Paolo Campagna


Le possibili infiltrazioni dell’economia illegale nel nostro mercato degli appalti destano preoccupazione e va fatta adeguata prevenzione, ma sono comunque l’effetto di una problematica più ampia a monte. Il settore dell’edilizia sconta ancora una incapacità di selezionare le imprese sane, strutturate e con una storia imprenditoriale alle spalle a favore di una competizione che lascia ancora spazio a chi ignora regole e calpesta il territorio. Alle amministrazioni spetta il compito, con le regole a disposizione, di liberare il mercato dalle scatole vuote e dall’economia illegale, ripristinando condizioni di concorrenzialità alle imprese sane e strutturate.

L’ANCE di Taranto dopo gli interventi di Cassa Edile e delle organizzazioni sindacali, lancia il suo monito rispetto alle infiltrazioni mafiose che la DIA avrebbe segnalato come pericolo imminente sui grandi appalti che riguardano la città e la sua provincia.

Paolo Campagna, presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili di Confindustria Taranto, parla di qualificare il lavoro, e non si tratta solo della capacità delle imprese di innovarsi, ma anche della necessità per le stazioni appaltanti di essere più efficaci e qualificate, come previsto nel nuovo impianto normativo sul codice degli appalti che introduce, cosa fondamentale, anche i criteri reputazionali delle imprese.

La storia, la credibilità, il rispetto delle norme ma anche del lavoro diventano dunque la carta d’identità dell’economia sana e su questo l’ANCE Taranto sfida anche le stazioni appaltanti.

Le aziende devono crescere ma le pubbliche amministrazioni diano segnali di efficienza e attenzione al tema – dice Campagna – perché il contrasto all’economia illegale ed irregolare si fa con fatti concreti, azioni amministrative adeguate e controlli efficaci lungo tutta la filiera dell’esecuzione dei lavori, soprattutto in appalti complessi, in cui nella catena dei sub-affidamenti si rischia di perdere molto in tema di diritti, condizioni di lavoro adeguate, regole e qualità.

Argomento che l’ANCE ha già posto all’attenzione degli enti locali e del Prefetto di Taranto che nei prossimi giorni sarà nuovamente sollecitato sul delicato tema.

La trasversalità della discussione innescata è la prova di una traccia che merita il giusto approfondimento – dice Campagna – specie alla vigilia di una stagione, quella tarantina, che potrebbe idealmente far ripartire il mercato dell’edilizia. Mercato che al momento invece soffre proprio del vuoto di progettazione e di attivazione delle risorse finanziarie che la pubblica amministrazione dovrebbe mettere in moto.

Sulle opere di infrastrutturazione e messa in sicurezza del territorio, malgrado le risorse disponibili – continua il presidente di ANCE Taranto – scontiamo ancora ritardi e debolezze croniche con bandi di gara al minimo storico (calo dei bandi di gara nel 2016, del 36,2% in numero e del 60,5% come importi, in tutta la Puglia– fonte Ance su dati Infoplus). Mentre la messa in sicurezza del nostro Paese dovrebbe essere gestita con analisi e programmazione anche per evitare le emergenze, i lutti, e con essi le inevitabili scorciatoie senza controlli.

Vendita Ilva, "Si rischia il flop totale"


di MARCO MONGELLI - “L’asta per la cessione dell’Ilva potrebbe saltare per mancata presentazione di offerte vincolanti o potrebbe addirittura essere invalidata per motivi giuridici. Uno scenario, quello paventato nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore, tutt’altro che remoto. A mettere a rischio l’operazione, stando a quanto riferito dal quotidiano di Confindustria, sarebbe il nodo relativo alla difformità del decreto del ministero dell’Ambiente rispetto alla legge sull’Ilva, in relazione alle tempistiche dei lavori per l’ambientalizzazione e alla portata della produzione. Se è vero che un decreto ministeriale non può porsi al di sopra di una legge nazionale, il rischio di un ‘tutto da rifare’ è dietro l’angolo. Ci troviamo di fronte ad una situazione che rischia di essere paradossale. Che la cessione dell’Ilva non sia un gioco da ragazzi è risaputo, ma le difficoltà, che hanno portato anche allo slittamento della scadenza della presentazione delle offerte, avvenuto su richiesta di proroga da parte delle cordate in gara, potrebbero essere insormontabili. Di fronte a tutto questo, il governo irresponsabilmente tace”, lo dichiara l’onorevole Vincenza Labriola, capogruppo per il Gruppo Misto in commissione Lavoro alla Camera dei Deputati.

Taranto - Leporano, colpi di pistola contro l'abitazione del sindaco


di PIERO CHIMENTI - Ancora un'azione intimidatoria nei confronti degli amministratori comunali a Leporano, piccolo comune nel tarantino. Dopo l'atto incendiario dell'auto del vice sindaco avvenuto il 18 gennaio scorso, ad essere colpita questa volta è la casa del primo cittadino. Sono stati esplosi tre colpi di pistola, forse ad aria compressa, verso il portoncino d'ingresso dell'abitazione. Sul caso indagano i carabinieri.

Ilva di Taranto, "Inaccettabili i 5mila esuberi annunciati dei lavoratori"


TARANTO - “È assurdo. Nessuno aveva accennato a questa ipotesi”. Commenta così il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano la comunicazione di Ilva ai sindacati di categoria di ricorrere alla cassa integrazione straordinaria, a partire da marzo, per circa cinquemila lavoratori.

“Pochi giorni fa – continua Emiliano – ho accompagnato la Commissione Industria del Senato, guidata dal suo Presidente, senatore Mucchetti, in visita all’Ilva e nessuno, in primo luogo, ci aveva accennato a questa ipotesi drammatica. In secondo luogo, stanno raccontando a tutti, almeno il Governo e l’azienda che oggi sono la stessa cosa giacché l’Ilva è guidata da commissari nominati dal Consiglio dei Ministri, che il destino della fabbrica non può che essere legato al carbone, poiché qualsiasi proposta di decarbonizzazione potrebbe far perdere posti di lavoro. Ora, però,ci troviamo in una condizione nella quale i posti di lavoro si perdono ugualmente”.

“Mi auguro – prosegue Emiliano – che il tutto non rientri in una strategia dei Commissari, che pur di vendere a qualcuno l’azienda, sempre che si trovi un acquirente, stiano facendo il lavoro sporco di far fuori gli operai, in modo tale da appioppare la fabbrica con meno carico del costo di lavoro. Anche perché tra i requisiti previsti nel bando c’è il mantenimento dei livelli occupazionali. Non vorrei che qualcuno stia pensando di abbassarli prima che l’offerta arrivi. Sarebbe intollerabile”.

“Sarebbe stato forse corretto dire le cose come stanno e smetterla di prendere in giro un’intera comunità che per sopportare quella fabbrica ha dovuto accettare danni enormi alla salute, che sono sempre più assurdi e inaccettabili”.

“Ovviamente la Regione Puglia è stata esclusa da ogni tipo di decisione che riguarda l’Ilva, e tuttavia, è nostra intenzione supportare in tutti i modi le forze sindacali che dovranno affrontare in prima battuta questo dramma, e se lo riterranno, vorremmo partecipare con loro finalmente ad un tavolo nel quale sia esaminata l’intera vicenda Ilva. Mi auguro che in quella sede ci consentano anche di comprendere che cosa stanno combinando, a chi vogliono vendere la fabbrica, con quali piani e con quali progetti futuri, perché è evidente che mantenere il segreto su questi passaggi ha consentito oggi di confezionare questa drammatica sorpresa a noi tutti, che toglie legittimazione ad ogni discorso che si è fatto sull’Ilva. È assurdo continuare ad avere una fabbrica che inquina e che non dà nemmeno lavoro”.

“Gentiloni - evidenzia Emiliano – deve andare avanti perché, per quel che mi riguarda e per quel che riguarda l’Ilva, è stato l’unico Presidente del Consiglio che ha ascoltato con attenzione e con intelligenza le proposte che la Regione Puglia ha avanzato senza pretendere di imporle. È una persona esperta e competente e poi in soli quattro giorni mi ha ricevuto dandomi un appuntamento quasi immediato. Un altro stile rispetto al passato. Avrei quindi desiderio di continuare questo lavoro con una persona seria e con un Governo che finalmente segua questa vicenda mediando gli interessi drammatici che sono in campo. Questo è quello che vuole fare la Regione. Noi vogliamo nel Governo un interlocutore ragionevole.

Secondo Emiliano “la Regione Puglia, la Commissione Industria e una parte importante del sindacato, ragionano allo stesso modo, parlano la stessa lingua, conoscono bene la vicenda e possono dare un contributo importantissimo al Governo per trovare quel punto di equilibrio che consenta alla fabbrica di proseguire la sua attività e il suo ruolo strategico, e alla città di non morire di Ilva. Quindi c’è un lavoro politico importante già fatto, che è pronto per essere utilizzato nella sede propria che è quella delle decisioni di Governo e delle procedure di acquisto della fabbrica”.

"Inaccettabili i 5mila esuberi annunciati dei lavoratori" - Una nota del consigliere Cosimo Borraccino, presidente della II Commissione. "Riteniamo inaccettabile - dichiara Borraccino - la messa in “esubero temporaneo” di 4.984 lavoratori dello stabilimento Ilva di Taranto.

Dopo quasi cinque anni di gestione commissariale da parte dello Stato, i governi nazionali non sono stati capaci di produrre un piano industriale attraverso il quale si potesse comprendere il destino dell'Azienda e dei lavoratori.

Non è stato presentato stato nessun progetto tangibile attraverso il quale definire livelli di emissioni sostenibili per la salute dei cittadini, come richiedeva ARPA Puglia, attraverso la voce autorevole del suo ex Direttore Prof. Giorgio Assennato.

Non è stata elaborata nessuna proposta progettuale per individuare nuove tecnologie idonee a rendere praticabile la strada della compatibilità della produzione dell’industria con la sostenibilità ambientale. Niente di niente, se non Decreti con i quali esentare da qualunque responsabilità i commissari, prorogare i limiti di applicazione delle BAT e quindi dell'AIA.

La decisione di mettere in “esubero” quasi 5000 lavoratori, - spiega - a prescindere da quale tipo di ammortizzatore sociale si vorrà utilizzare per loro, è un fatto gravissimo e rischioso per il futuro di quelle famiglie e della intera azienda. Il sospetto è che questa sia una manovra per consentire ai nuovi acquirenti privati, con i quali il Governo si accinge a trattare, di partire immediatamente da una bella sforbiciata alla pianta organica.

Ancora una volta registriamo il fallimento delle politiche liberiste e di svendita del patrimonio pubblico ai privati, portate avanti ostinatamente dai governi nazionali targati PD e larghe intese.

Dopo i fallimenti, sul piano occupazionale, economico e sociale che la lunga stagione delle privatizzazioni ha prodotto, è il momento di fare delle scelte radicalmente alternative e proiettate verso la tutela del bene comune.

Il Governo fermi questa scellerata corsa al ribasso che è stata messa in atto in favore di appetiti privati e a discapito dei lavoratori, dell’ ambiente e della produzione.

L'ILVA deve essere nazionalizzata e il Governo deve assumere su di se le responsabilità che la nostra Costituzione gli impone.

Se il futuro dell'Ilva sarà il gas o un'altra tecnologia è un quesito che giustamente oggi il Presidente della Regione Puglia, pone al Governo. Tuttavia, questa ennesima partita che, per il momento, si sta giocando sulla pelle di 5000 lavoratori, dimostra, a mio avviso, come sia oramai inevitabile nazionalizzare la più grande fabbrica d'Italia per decidere, e mettere in atto, tutto quello che serve a garantire occupazione, economia e salute ad una comunità, come quella tarantina, che da troppi anni subisce i danni di una industrializzazione oramai antiquata", conclude Borraccino.