Visualizzazione post con etichetta LIBRI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta LIBRI. Mostra tutti i post

Gabriella Maldini presenta 'I narratori della modernità'


La scrittrice e studiosa forlivese Gabriella Maldini presenta “I narratori della modernità”, un saggio sulla letteratura francese dell’Ottocento, e in particolare sulle figure di Honoré de Balzac, Gustave Flaubert, Guy de Maupassant ed Emile Zola. Quattro autori straordinari - padri fondatori della letteratura e primi narratori della modernità - che hanno segnato profondamente la loro epoca, e che hanno avuto la lungimiranza e la sensibilità di anticipare nelle loro opere la crisi dell’uomo e dei valori della società borghese dei primi anni del Novecento.


TRAMA. Un saggio sull'aurora della modernità attraverso lo sguardo dei suoi padri letterari: Balzac, Flaubert, Zola e Maupassant. Un viaggio riccamente citazionista nei tanti volti di quella modernità da cui siamo nati e da cui, soprattutto oggi, siamo abitati, più fortemente che mai. Balzac, il titanico autore della Commedia Umana, il primo narratore della nuova società borghese dominata dal denaro e plasmata dalla comunicazione. Flaubert, il maestro di stile che con paziente e rigorosa lentezza ha dipinto l'immortale ritratto della piccolo borghese media, quella Madame Bovary che ancora oggi si dibatte fra le nostre mura. Zola, l'esperto d'immagine la cui opera costituisce l'affresco più spettacolare della Francia moderna. Dagli splendori delle cortigiane dell'Opera alle miserie delle miniere, dal trionfo della società dei consumi dei grandi magazzini fino al dominio degli astratti imperi finanziari. Maupassant, il geniale allievo che ha messo a nudo l'irrimediabile solitudine, l'alienazione e la follia dell'uomo moderno, anticipando la discesa agli inferi di quell'inconscio che deflagrerà nel Novecento.

Gabriella Maldini (Forlì, 1970) si è laureata in Giurisprudenza a Bologna e ha svolto un Master in Comunicazione a Roma; in seguito ha frequentato un corso di “Racconto e Romanzo” e uno di “Sceneggiatura cinematografica” alla Scuola Holden di Torino. È appassionata studiosa di letteratura e cinema (ai quali dedica conferenze e seminari) ed è tra i redattori del blog ArteVitae. Pubblica il suo primo libro per CartaCanta Editore dal titolo “I narratori della modernità”, un saggio sulla letteratura francese dell’Ottocento.

Silenzi di Luca Brunoni: ecco il romanzo dello scrittore svizzero



Lo scrittore svizzero Luca Brunoni presenta “Silenzi”, un romanzo crudo e realista, raccontato con la delicatezza di un autore che riesce a trattare il dolore e la miseria con lirismo, rivelando una struggente bellezza che non è visibile a chi guarda con superficialità. La storia di Ida rispecchia quella di tanti ragazzi invisibili, che in anni duri hanno conosciuto la sofferenza dell’abbandono, e che come inutili pacchi sono stati spediti in luoghi stranieri, affidati a gente sconosciuta, vittime innocenti di un mondo che non li meritava.

Silenzi di Luca Brunoni è un romanzo ambientato negli anni cinquanta in un villaggio svizzero di montagna, il cui tempo è scandito dalla lentezza e ripetitività dei lavori nelle fattorie, e dalle inutili e maligne chiacchiere di paese. Una storia molto dura, che racconta senza filtri di un momento storico in cui l’infanzia non era tutelata, in cui la spensieratezza era un lusso che non ci si poteva permettere. Ida Bühler è una ragazzina di tredici anni rimasta orfana di madre; il suo patrigno decide di affidarla allo Stato che la manda dagli Hauser, una povera famiglia in un villaggio lontano da ciò che lei aveva sempre chiamato casa. Ida è una ragazzina tormentata da un pesante senso di colpa, che si è raggomitolato nel suo piccolo stomaco e non la fa vivere serena. Ha voglia di piangere Ida, ma non sempre ci riesce: “Non oggi, mi dico. Non adesso. Hai da fare, da lavorare, non hai tempo per fare la bamboccetta. Piangerai stasera nel letto se proprio devi”. Si raccomanda di essere forte, di accettare la vita come la punizione che sente di meritare. E il lettore affronta con lei la sua misera e ingiusta esistenza, divisa tra un lavoro in fattoria sfiancante e le angherie subite dalla padrona di casa, Greta. Il romanzo è diviso in due parti nette: in una, intitolata “La fattoria” si partecipa da vicino alle vicende di Ida, ragazzina sfruttata, picchiata, lasciata sola con il suo dolore; nella seconda, “Il villaggio” si mostra la vita degli abitanti del borgo, ripercorrendo i tristi episodi che avevano visto Ida protagonista, e mostrando i punti di vista degli altri personaggi coinvolti, da Theodore a Noah, da Konstantin ad Anne. Personaggi che con Ida condividono l’indigenza e il grigiore dell’esistenza, che serbano nel cuore segreti inconfessabili, e che vivono in un mondo di bugie e omertà. Come il gattino spelacchiato Dumas, la ragazzina soffre la fame e il freddo, ma c’è sempre una piccola luce che brilla in lei, una timida speranza che forse la vita possa riservarle ancora uno spiraglio di felicità. “Se sei povero la vita è dura dappertutto”, dice Ida al suo amico Noah, ma è proprio la calma resilienza della giovane, è il suo aggrapparsi al poco che ha con dignità che ne fanno un personaggio unico, indimenticabile. Una protagonista eroica, seppur piccola, seppur vittima del dolore e dell’ingiustizia; un’anima innocente che rende poetica anche una storia sporca come il letame e cupa quanto i lividi che Ida deve portare sul suo bel viso. Silenzi è uno di quei romanzi che lasciano il segno, che sconvolgono con le loro verità, che emozionano nel profondo con la loro realtà.

TRAMA. Inizi Anni Cinquanta. Ida ha tredici anni quando deve trasferirsi dalla città in un piccolo villaggio di montagna. Porta con sé un segreto lacerante e l’impatto con la vita da contadina – complice la severità dei genitori affidatari – non aiuta a lenire la ferita. Intanto, nel villaggio l’atmosfera si è fatta cupa: misteri e bugie gravano sempre più sugli abitanti come le nuvole avvinghiate alle cime delle montagne. Ida intravede uno spiraglio di felicità grazie all’amicizia clandestina con Noah, un adolescente irrequieto che sogna una vita lontana da lì. Una mattina, però, la ragazza si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato e quello che accade cambierà tutto. Lei e Noah decidono di fuggire insieme, ma una serie di eventi improvvisi e insospettabili complica i loro piani, costringendo Ida a fare i conti non soltanto con il suo segreto ma anche con quelli dell’intero villaggio.

Luca Brunoni è nato a Lugano nel 1982. Laureato in diritto e letteratura, lavora come professore in una scuola universitaria. Esordisce nella letteratura con “Il cielo di domani” (Fontana Edizioni, 2016). “Silenzi” (Gabriele Capelli Editore, 2019) è il suo secondo romanzo.


Roberta Zanzonico presenta “Blu Stanzessere”



La scrittrice e psichiatra romana Roberta Zanzonico presenta “Blu Stanzessere”, un viaggio nella mente umana, nel suo disperato bisogno di tenere legati a sé i ricordi ma anche nella sua necessità di lasciare andare, di dimenticare. Una storia onirica ambientata in un labirinto di corridoi oscillanti, che si aprono su stanze vive e senzienti; in ognuna di esse c’è una donna che chiede di essere ascoltata, e di essere accettata per quello che rappresenta: una goccia di memoria cristallizzata nello spazio, un frammento d’esistenza incastonato nel tempo.


Blu Stanzessere di Roberta Zanzonico è un romanzo breve che parla di un amore travagliato, della nostalgia che può far ammalare anche il cuore più forte, e della potenza dei ricordi che possono spezzare anche l’animo più indomito. La storia si apre con un incipit straniante: un uomo si trova riverso a terra in un ambiente scuro e ondulante; solo dei passi ovattati lo destano dal torpore in cui è caduto. Dal momento in cui viene invitato poco gentilmente ad alzarsi, inizia per il nostro protagonista senza volto e senza nome un’avventura surreale e a tratti inquietante, che lo condurrà in un luogo della mente nascosto e intimo, che spesso non si vuole conoscere. Un luogo fatto di corridoi bui che si aprono su stanze vibranti di vita; un labirinto costruito sul mare, solido e precario allo stesso tempo, un posto di memoria fatto però per dimenticare. Sotto l’occhio vigile del Guardiano, un uomo burbero e scostante che conserva in sé un dolore lancinante, il disorientato protagonista intraprenderà un percorso di consapevolezza e di accettazione delle ombre della natura umana. In questa profonda opera si riflette infatti sulla capacità che ha l’uomo di distruggere ciò che ama, e di amare ciò che può distruggerlo. Perso in un microcosmo in cui spazio e tempo sono fatti della stessa sostanza liquida che ricalca le forme della memoria, e al seguito di un irascibile e poco collaborativo Virgilio, l’uomo deve abbandonare l’approccio logico alla vita per lasciarsi andare completamente al flusso dei ricordi e delle sensazioni che le “Stanzessere” gli offrono. Un flusso potente che cancella le sue memorie affinché accolga in sé i segreti di una donna che si è persa perché ha amato troppo, che si è spezzata in piccoli frammenti che riecheggiano nello spazio e che si riproducono nel tempo, sempre uguali a loro stessi. In ogni stanza che visiterà il protagonista troverà un momento cristallizzato nel gelo e nel pianto, nella luce più chiara e nello spazio infinito di un battito di ciglia. E lì comprenderà, stanza dopo stanza, che arriva un momento in cui si deve dire addio, in cui non si devono più addomesticare i ricordi e il dolore ma lasciarli andare, lasciarli sommergere dal mare. Per ricominciare, per riscrivere il proprio inizio e sperare in un diverso epilogo.

TRAMA. Blu Stanzessere è un romanzo sulla memoria, una memoria parcellizzata, impacchettata e rivissuta in diversi Stanzessere. Ogni Stanzessere è un posto in cui una donna si è fermata per ripetere un momento all'infinito, dargli una forma e renderlo elementare, comprensibile. Un luogo nato per aiutare a dimenticare e ricominciare, in un'architettura al tempo stesso umanissima e divina. Un racconto onirico nelle cui trame c'è un viaggio che è una storia d'amore, che è tante storie insieme e molto altro. Un viaggio dentro la mente che conduce il lettore per mano in un'esperienza sensoriale, prima ancora che letteraria.
 
Roberta Zanzonico (Velletri, 1986) si laurea in Medicina e Chirurgia al Campus Bio-Medico di Roma. Una volta abilitata alla professione in Italia, si trasferisce negli Stati Uniti. Qui comincia un periodo di ricerca in neuroscienze, e segue la specializzazione in Psichiatria a Boston. Nel 2018 si trasferisce a Los Angeles, dove attualmente lavora come psichiatra. Nel 2019 pubblica il suo primo romanzo con Edizioni Ensemble, “Blu Stanzessere”, con il quale ha vinto il Premio "Cultura sotto il vulcano", Premio Presidente delle Giuria (Etna book festival). È inoltre tra i finalisti del premio internazionale di letteratura Città di Como.

“La politica spirituale e la rivoluzione interiore”, un saggio eclettico di Domenico Campanelli


Domenico Campanelli presenta “La politica spirituale e la rivoluzione interiore”, un saggio eclettico ed estremamente attuale portavoce di un messaggio importante: in questi tempi difficili , segnati da crisi ambientali e politiche, intolleranza e violenza, c’è ancora la possibilità di lavorare su noi stessi per poi riflettere il nostro cambiamento positivo sul mondo. Attraverso la sua approfondita analisi umanistica e scientifica si pongono le basi per una concreta rivoluzione interiore e sistemica, si offrono gli strumenti per agire con più consapevolezza, come singoli e come collettività, per un presente e un futuro migliori.

“La politica spirituale e la rivoluzione interiore” di Domenico Campanelli è un saggio articolato e profondo che riporta diversi esperimenti scientifici, statistiche, teorie e riflessioni in grado di contribuire con efficacia all’attivazione di un nuovo processo psichico individuale e collettivo. Non per questo il testo è di difficile lettura: l’autore riesce infatti a condurre per mano il lettore in un viaggio chiaro e significante alla scoperta della mente umana, delle sue zone di luce e di ombra, ma soprattutto delle sue potenzialità. È indubbio che nel corso del tempo l’essere umano si sia evoluto, ma è meno certo che il progresso sia avanzato di pari passo con la coscienza, che sia stato dunque davvero compreso: non abbiamo ancora raggiunto piena consapevolezza di ciò che siamo, di cosa siamo capaci, su cosa dovremmo focalizzarci per crescere ancora. Lo sviluppo tecnologico ha permesso all’uomo di affermarsi come specie dominante nel mondo, ma tale portentoso processo è potuto avvenire solo alle spese di un equilibrio fondamentale della natura e della nostra psiche. È lo stesso Campanelli ad affermare: “si tratta di cambiare o perdersi”. A questo punto dell’evoluzione umana siamo quasi arrivati al confine, al punto di rottura che potrebbe distruggerci come specie. È il momento di operare un cambiamento radicale, di permettere alle scoperte scientifiche di favorire la nostra vita e non minacciarla, come ad esempio darci più tempo, vero aspetto positivo del progresso tecnologico, per permetterci di guardare dentro noi stessi, di analizzarci e comprenderci, di osservare ed essere consapevoli dei nostri processi consci e inconsci, per modificare in positivo la nostra attitudine mentale. L’autore insiste sull’importanza della consapevolezza individuale - perché solo la conoscenza di noi stessi ci renderà finalmente liberi -. Un nuovo uomo più consapevole e responsabile potrà poi influenzare positivamente la società, la quale è in fondo nient’altro che lo specchio di ciò che siamo, pensiamo e agiamo, è la proiezione generale delle nostre credenze. Tutto è collegato: per entanglement quantistico le nostre esperienze si legano in piccole dosi a quelle di ogni persona, ogni paese, ogni galassia dell’universo. I pensieri dell’uomo sono potenti strumenti che agiscono dall’interno verso l’esterno e si influenzano reciprocamente, nel bene e nel male, in quello che l’autore definisce “il calderone dell’inconscio collettivo”. In questo momento di crisi globale e individuale sarebbe fondamentale utilizzare la consapevolezza del disagio storico presente come stimolo, come opportunità per comprendere gli errori del passato per capire dove cominciare ad agire, per migliorare come uomini e come collettività. La nuova scienza può essere oggi finalmente rapportata ai principi morali dettati da tutte le tradizioni religiose della storia, fornendo così potenzialmente un’etica perfetta in quanto scientifica, in grado di ispirare quindi un nuovo ordine sistemico più in armonia con l’essere ed il pianeta. Tale ideologia prende il nome di politica spirituale, sinonimo di un nuovo sistema politico-economico che sappia orientare l’uomo verso il risveglio, che persegua l’uguaglianza e l’armonia generale e che diffonda l’importanza dei sentimenti di responsabilità collettiva, di consapevolezza storica e ambientale. “Siamo tutti sulla stessa barca planetaria”, dobbiamo dunque fare di tutto affinché essa non affondi. Di fronte all’emergenza globale a cui assistiamo l’umanità non avrà altra scelta che evolvere verso un nuovo cammino: ognuno di noi rappresenta in tal senso la chiave di una grande rivoluzione.


TRAMA. La realtà che ci circonda appare molto spesso immutabile e spaventosamente incontrollabile. Recenti scoperte scientifiche, così come anche grandi tradizioni spirituali del
passato, ci dimostrano invece quanto questo presente sia in fondo molto più vasto di quanto immaginiamo. Domenico Campanelli tratteggia argute e logiche linee di connessione tra fisica quantistica, storia, psicologia, filosofia politica, spiritualità e religione, con nettezza e precisione. Il suo saggio esplora le interconnessioni sottili, ma tangibili, che uniscono la realtà fisica al nostro processo interiore, erigendo un ponte tra la mente cosciente e incosciente, tra la razionalità e lo spirito, fornendo informazioni e approfondimenti determinanti per attraversare armonicamente il grande cambiamento sociale, culturale e ambientale a cui stiamo assistendo. Le sue parole, frutto di un lungo lavoro di introspezione, di ricerca e di studio, ci forniscono gli strumenti per comprendere il mondo e il suo funzionamento: solo attraverso tale comprensione potremo riprendere saldamente in mano il timone della nostra vita, imparando così ad influenzare la realtà in modo più profondo tramite il nostro operato. La chiave per una nuova conoscenza è in noi stessi: saper decifrare con precisione il presente che viviamo e le molteplici cause che lo determinano può aiutarci grandemente a percepire nuove vie, a migliorare come persone, può renderci strumenti attivi di una trasformazione positiva oggi sempre più necessaria per salvaguardare il futuro della civiltà.

Domenico Campanelli (Cosenza, 1983) è laureato in Scienze Politiche, indirizzo culture e diritti umani. La sua inesauribile voglia di conoscenza lo porta negli anni in giro per il mondo: in Turchia, Iran, Pakistan, India, Balcani, Europa, Messico, Guatemala, Cile, Bolivia. Nei suoi viaggi studia le culture e le tradizioni di diversi paesi, comunicando attraverso i linguaggi universali della musica e del teatro, e perseguendo ideali umanitari. Musicista diplomato alla scuola di arti sceniche e circensi di Madrid, ha fondato nel 2008 con un gruppo di artisti una delle compagnie di circo teatro contemporaneo più note in Italia. Dal 2010 si trasferisce in Brasile per aderire a un progetto sociale per bambini disagiati a Bahia, e in questo periodo si dedica inoltre ad un approfondito studio del sé e delle discipline interiori, dei testi sacri e della psicologia. Tornato in Italia da pochi anni, si occupa attualmente di organizzare eventi culturali e artistici nella sua regione, di promuovere tecniche rivolte all’auto-conoscenza, e di diffondere propositi sociali e culturali attraverso la musica (è fondatore della band “Dharma music tribe”). “La politica spirituale e la rivoluzione interiore” (Europa Edizioni, 2019) è il suo esordio nella saggistica.

Giliana Azzolini: 'Ritorno all'Io. Ritorno a casa' è la sua nuova opera letteraria


La scrittrice modenese Giliana Azzolini presenta “Ritorno all’Io. Ritorno a casa”, il quinto volume dell’opera “Viaggio interiore lungo i sentieri del cosmo”. Dopo aver spaziato negli universi e nei mondi alla ricerca di una consapevolezza più profonda di sé stessa, l’autrice rientra nel proprio Io e restituisce al lettore le sue riflessioni sull’uomo e sull’Assoluto. Un testo filosofico e religioso, svincolato però da qualunque dogmatismo; un’opera complessa e intensa che parla a chi ha la mente aperta di rinascita spirituale.

Ritorno all’Io. Ritorno a casa di Giliana Azzolini è un viaggio nella coscienza e nell’anima dell’autrice, un diario intimo in cui ella racconta del suo rapporto con il Tutto, regolato dalla figura di un Angelo che veglia sul suo cammino. “Un viaggio iniziato chissà quante vite fa e non ancora ultimato” in cui cercare risposte che sono già dentro di lei, e che vanno solo comprese nel profondo; un viaggio che ha una sola e importante parola d’ordine: consapevolezza. La sua è stata una ricerca intellettiva, spirituale e fisica alla scoperta cosmica dell’Assoluto, condotta attraverso proiezioni mentali e psichiche in altre dimensioni. L’autrice ritorna a sé stessa dopo tanto peregrinare, dopo aver udito le voci di entità appartenenti ad altri mondi, dopo aver sperimentato il divino, dopo aver conosciuto la potenza e la vibrazione dei colori e dei suoni. È l’autrice stessa ad ammettere di aver intrapreso questo viaggio nell’Io per superare la paura inconscia della morte; è stato infatti un percorso che l’ha preparata a liberarsi del suo corpo pesante, per innalzarsi nel Silenzio e nell’Armonia come pura energia. Dopo aver raccontato delle sue esperienze nei primi quattro volumi dell’opera Viaggio interiore lungo i sentieri del cosmo, Giliana Azzolini ritorna centrata su sé stessa, consapevole della scintilla di divino che ha acquisito lungo il suo cammino, e offre al lettore meditazioni e riflessioni sul suo essere in divenire. “Io sto come sta una goccia mentre si prepara a cadere. Sto come un fiore mentre si prepara a sbocciare”: la sua coscienza è in espansione, e tramite le meditazioni offre uno squarcio sul suo io più profondo, sul suo viaggio guidata dall’Angelo, con cui spesso si identifica. Ritorno all’Io. Ritorno a casa è un’opera complessa, che va compresa con una mente aperta e fiduciosa; un testo che presenta un denso flusso di coscienza e intense immagini oniriche che evocano pianeti lontani ed esseri straordinari, avvolti dal Respiro del cosmo. In cui tutto, attraverso la mente dell’autrice, cerca di armonizzarsi, perché “ogni mondo ha in sé il modo di purificarsi e di evolversi”.

Ritorno all'Io. Ritorno a casa è il quinto libro della serie Viaggio interiore lungo i sentieri del cosmo. Dopo aver viaggiato nel cosmo alla ricerca di saggezza e di armonia, protetta e guidata dall’angelicità, l’autrice rientra nel proprio io, consapevole del percorso intrapreso. Nei suoi viaggi mentali/spirituali riconcilia scienza e meditazione nella ricerca cosmica dell’Assoluto. In quest’ultimo volume Giliana Azzolini parla di argomenti di carattere spirituale, religioso e filosofico, trattandoli in modo innovativo e totalmente autonomo da ogni assolutismo. I concetti espressi, provenienti dal mondo angelico, sono per menti aperte. L’opera è dedicata alla memoria e alle opere del sensitivo Gustavo Rol.

Giliana Azzolini è una poetessa, scrittrice, sensitiva e medium. È stata amica e confidente del famoso sensitivo e saggista Gustavo Rol. Pubblica cinque libri di poesie, uno di haiku, due di narrativa per ragazzi (tra i quali si ricorda “La chiave magica”) e quattro di narrativa per adulti (tra i quali si menziona “I mari della luna”). È vincitrice di numerosi premi letterari nazionali e internazionali. Pubblica in cinque volumi "Viaggio interiore lungo i sentieri del Cosmo", una serie di libri che trattano di stati di coscienza e di proiezioni mentali e psichiche in altre dimensioni, in cui Giliana Azzolini rivela la sua identità medianica.


Andrea Zanetti presenta 'Il Principe di Venezia'




Andrea Zanetti presenta “Il Principe di Venezia”, un romanzo storico ambientato nella Venezia a cavallo tra il XV e il XVI secolo. Venezia è la più potente delle Repubbliche marinare, la ricchezza e lo sfarzo riempiono le sale dei palazzi di ricchi mercanti e signori, ma sulla città incombe un pericolo e una guerra sembra inevitabile. Intrighi e giochi politici condiscono questa storia dai toni avventurosi, in cui personaggi potenti e donne affascinanti lottano per custodire un segreto che, se svelato, sconvolgerebbe il destino di tutta l'Europa. "Il Principe di Venezia" inaugura la trilogia “Sulle ali del Leone” dedicata al Cinquecento veneziano.


Con “Il Principe di Venezia” Andrea Zanetti apre una trilogia, “Sulle ali del Leone”, dedicata a quella che può essere considerata la più importante delle Repubbliche Marinare, Venezia. Con questo romanzo e con l’intera trilogia, l’autore ci racconta una città ricca, potente, in cui lo sfarzo e l’eccesso sono all’ordine del giorno. Non mancano gli intrighi e i giochi di potere, come quello in cui si ritrova la protagonista di questo primo capitolo. Caterina Corner è regina di Cipro, Armenia e Gerusalemme, è figlia della Repubblica di Venezia e signora di Asolo, ma è soprattutto una donna ricchissima, famigerata e potente. Vive circondata da poeti e letterati, ma la sua frivola quotidianità viene sconvolta quando è chiamata, insieme al fratello, a ricoprire un delicato incarico diplomatico. I due si recano segretamente a Tours, sulla Loira, presso il castello del re di Francia, per sondare la disponibilità francese ad abbandonare gli interessi sulla Puglia e per lasciarla quindi a Venezia. Infatti, Carlo VIII sta preparando una spedizione militare per conquistare il Regno di Napoli, occasione che gli permette anche di impossessarsi della Puglia, che strategicamente garantisce il controllo del Mediterraneo e dei traffici con l’Oriente. L’ambasciata non sortisce gli effetti sperati, ma una opportunità estremamente interessante si profila all’orizzonte quando Caterina scopre di aspettare un figlio dal Re di Francia. Se la notizia dovesse trapelare, potrebbe sconvolgere ulteriormente l’equilibrio politico europeo e mettere in pericolo la vita stessa del piccolo Zuan, che rappresenta un ostacolo troppo grande per sovrani e pontefici. Nella seconda parte del romanzo assistiamo ai pericoli a cui il giovane Zuan è esposto, a complotti e battaglie per il perseguimento di interessi di palazzo e soddisfare la sete di potere di sovrani senza scrupoli. Con questo romanzo ripercorriamo uno spaccato della storia del nostro paese, perché solo attraverso la lettura degli avvenimenti del passato è possibile comprendere il presente. Andrea Zanetti, tra realtà e finzione, presenta una storia avvincente in cui non mancano temi importanti come la solidarietà e l’amicizia. Con questo romanzo, l’autore - oltre ad indurre il lettore alla riscoperta delle proprie radici e del proprio territorio - ha voluto raccontare delle storie epiche, con grandi battaglie e intrighi di palazzo in una formula godibile, che attira il lettore come la più avvincente trama di un film.

TRAMA. 1494. Caterina Cornaro, regina di Cipro, è una nobildonna veneziana che cerca la pace nel suo feudo di Asolo, dopo aver donato alla Repubblica di Venezia il suo regno. Il governo della Serenissima è intenzionato ad utilizzare la sua affascinante ed influente mecenate per accompagnare un’ambasciata segreta, che potrebbe consegnare la Puglia nelle mani del Serenissimo Principe, aprendo la strada per un’egemonia assoluta su tutta la penisola italiana. Ciò che scaturirà da questa ambasciata, tuttavia, andrà ben oltre i progetti di conquista di Palazzo Ducale, e Caterina si troverà a dover custodire un segreto talmente potente, che se svelato potrebbe cambiare le sorti stesse dell’intero continente. Ma non esiste un segreto che può essere occultato per sempre. Quindici anni più tardi, al formarsi della Lega di Cambrai, che vede l’intera Europa continentale schierarsi contro Venezia per distruggerla, ciò che doveva essere dimenticato, verrà invece alla luce. Chi vorrebbe che fosse distrutto, chi vorrebbe metterlo al sicuro, chi pensa di poterlo sfruttare a proprio vantaggio nel tentativo disperato di salvare lo Stato. Gli intrighi di palazzo e i giochi di potere si trasformeranno infine in una caccia all’uomo fino all’ultimo respiro.

 Andrea Zanetti è nato nel 1984 a Venezia. Diplomato all’istituto tecnico aeronautico di Padova, lavora al centro di controllo radar di Abano Terme (PD). Dal 2015 è laureato in Scienze Politiche, con un curriculum in Storia e Politica internazionale. Attualmente vive ai piedi dei Colli Euganei, con la moglie e i suoi due figli. “Il principe di Venezia” è il suo primo romanzo, e nasce dalla volontà di ridare colore ad una pagina tra le più importanti della millenaria Repubblica di Venezia.

La scrittrice croata Ksenija Stojic presenta “Lascia che le cose accadano”



La scrittrice croata Ksenija Stojic presenta “Lascia che le cose accadano”, un delicato romanzo che racconta la nascita di un rapporto speciale tra una giovane donna, Mare, e un’anziana signora, Giovanna. Un legame indissolubile che segnerà nel profondo la vita di entrambe. Una storia che parla di dolore e di solitudine, di accettazione e di rinascita attraverso il punto di vista di due donne reduci da un’esistenza complicata. Giovanna ha già imparato a navigare a vista nel burrascoso oceano della vita, e diventa per la giovane amica il faro che la orienterà verso la consapevolezza piena di sé stessa.

Lascia che le cose accadano di Ksenija Stojic è un viaggio nel cuore e nell’anima dell’essere umano, nelle sue paure e nelle sue fragilità così come nella sua tenacia e nella sua capacità di superare anche gli ostacoli più duri. Una storia di amicizia e di comprensione in cui due donne molto distanti per età e vissuto personale si trovano a condividere un pezzo di strada insieme; una strada che per l’una è quasi giunta al traguardo, mentre per l’altra è ancora tutta da percorrere. Giovanna è un’anziana donna innamorata della natura e dall’indole tenera e compassionevole, che accoglie ogni giorno come un dono e che sa ancora stupirsi delle piccole cose. Una bella signora con un cuore grande, che “fa parte di quei pochi privilegiati che vedono l’intero universo in un granello di sabbia”. Mare è invece una giovane donna con un passato doloroso che non riesce a buttarsi alle spalle; è un’anima ferita chiusa nella sua solitudine e ostinatamente attaccata alla sua sofferenza. Una condizione che la sta allontanando sempre di più dalla vita e dall’accettazione dell’amore. L’autrice descrive con sensibilità l’incontro fortunato e significativo tra le due donne, che permetterà a Giovanna di lasciarsi andare al suo destino con serenità e a Mare di perdonare il passato e di ricongiungersi con il mondo e soprattutto con sé stessa. Lascia che le cose accadano è un omaggio alla semplicità e alla bellezza della vita, è un invito a trovare il coraggio di decidere il proprio cammino, rispettandosi e rispettando ciò che ci circonda. Grazie all’anziana amica, Mare comprende che la sofferenza fa parte dell’esistenza così come la felicità, e che ogni dolore rappresenta una possibilità di rinascita, di modificare la propria prospettiva di vita. La giovane donna accetta finalmente il cambiamento, e comprende che non può esserci luce senza oscurità. È infatti emblematica una frase all’interno dell’opera che recita: “solo dopo aver riconosciuto l’esistenza di spazi di morte nella vita, oltre che di spazi di vita nella morte, aveva ritrovato di nuovo sé stessa”. Mare ritrova sé stessa mentre Giovanna si smarrisce in un luminoso giorno di primavera, ma la sua partenza non è affatto triste perché rappresenterà per la giovane donna la speranza di poter vivere una vita in equilibrio con il mondo, di provare sincera gratitudine per i doni che le saranno offerti e di essere profondamente consapevole del proprio percorso esistenziale, fino al suo ultimo respiro.

TRAMA. La motivazione che ha spinto la psicologa e psicoterapeuta Ksenija Stojic a scrivere questo romanzo è nata spontaneamente, dopo che una paziente che aveva perso la madre le chiese di consigliarle qualche testo che potesse aiutarla ad affrontare il profondo dolore. In modo del tutto naturale dal cuore e dalla mente dell’autrice presero vita i personaggi, le trame e le parole, e nacque questo romanzo dove si racconta la profonda crisi esistenziale di una giovane donna, la quale, mediante incontri e confronti affascinanti, sviluppa un ricco e complesso approccio alla vita che le permette non solo di riappropriarsi delle sue profonde risorse psicologiche ma anche dell’amore. I protagonisti si confrontano sugli aspetti fondamentali delle loro esistenze: la dialettica tra la vecchiaia e la gioventù, tra chi la vita l’ha vissuta e chi ha paura di viverla, tra chi non ha paura della morte e chi la teme da sempre, comporta uno scambio di concetti e di valori che incidono profondamente sulle personalità dei protagonisti.

Ksenija Stojic è nata a Dubrovnik (Croazia) nel 1962 ed è residente a Parma. Ha frequentato la Facoltà di Pedagogia a Sarajevo (Bosnia) e la Facoltà di Psicologia a Padova. Esercita la professione di psicologo e psicoterapeuta. Ha pubblicato il saggio “In viaggio per sempre - storie cliniche sulla sofferenza: una risorsa per conoscersi profondamente e cambiare” (Alpes Editore, 2014), la raccolta di poesie “Di Pane e d’Amore” (Aletti Editore, 2018) e il romanzo “Lascia che le cose accadano” (Europa Edizioni, 2019).



Dario Ricci presenta 'Nove C', una storia d'amore e la paura di cambiare


Lo scrittore fiorentino Dario Ricci presenta “Nove C”, una storia d’amore e di montagna, una riflessione sulla paura di cambiare e sul bisogno di rischiare. Il racconto della vita di un giovane uomo alle prese con il martellante dubbio tra rinunciare o conquistare, tra fermarsi o andare. Un romanzo scritto con uno stile agile e diretto, in cui il silenzio assordante della neve e la precarietà di un corpo sospeso su una parete di roccia ricordano quanto sia arduo eppure meraviglioso scoprire chi si è davvero, e cosa si desidera per la propria vita.

Nove C di Dario Ricci è un romanzo onesto e diretto, che sa strappare una risata ma che ha anche il potere di spezzare il cuore. Una storia che parla d’amore, verso un altro essere umano e verso la natura, in particolare la montagna. Soprattutto nell’ultima parte dell’opera si focalizza l’attenzione sulla passione ardente del protagonista Diego per l’arrampicata e lo scialpinismo, raccontati con precisione tecnica senza però mai mettere da parte la loro grande portata emotiva. È sicuramente di grande impatto la traversata sul ghiacciaio islandese del Vatnajökull che il giovane compie con la consapevolezza di stare effettuando innanzitutto un viaggio interiore nel suo dolore. Una traversata che insegnerà a Diego che spesso è giusto rinunciare, in montagna come in amore, e che “la neve fa un rumore assordante. Vuole solo essere ascoltata. Con le sue verità che si sciolgono al sole”. Verità che emergeranno dirompenti nell’apparente silenzio di un mondo candido e a volte ostile, che lo cambierà nel profondo. Diego è un’anima errante per tutto il corso della narrazione, un giovane uomo che vede nel rischio la possibilità di sentirsi vivo, che come un moderno Robert Frost esercita il proprio diritto di scegliere la strada meno battuta, rinunciando a un lavoro sicuro e ben retribuito, e a una storia d’amore con una donna in pace con sé stessa. Egli invece non è in pace, anzi, non cerca la pace, e la sua vita è un continuo tenersi in bilico in un disperato bisogno di “dipendere dal verticale”, con l’elettrizzante consapevolezza di avere duecento metri di vuoto sotto di lui. E nell’amore verso Giulia il protagonista ritrova lo stesso brivido, la stessa vertigine: lei è il suo “continuo strapiombo”, la verità ridotta all’osso, l’essenza di ogni cosa. Nove C è un romanzo scritto con uno stile lucido e incalzante, a volte quasi telegrafico, in linea con i pensieri fugaci di Diego, definiti da lui stesso “indolenziti”. Dario Ricci ci permette di fare la conoscenza di un personaggio cinico, ironico e dissacrante, protagonista di episodi tragicomici e di altri estremamente intensi, che espongono con onestà la sua anima ferita. Nel viaggio in Islanda troverà la sua salvezza nell’accettare l’imperfezione della vita, nel comprendere quando rischiare e arrampicarsi verso la cima e quando invece rimanere con i piedi ben saldi a terra. Perché da entrambe le prospettive è possibile scorgere il proprio futuro, e costruirsi la propria squilibrata pace.

TRAMA. Diego Capecchi, trentacinque anni. Responsabile marketing di un’azienda di moda. Un lavoro che odia, ma che va inspiegabilmente a gonfie vele. Anni di convivenza con Giulia finiti improvvisamente. Lei amante della montagna e alpinista; lui no, almeno fino al loro incontro. Una passione profonda per le vette esplosa come l’amore per questa ragazza trentina sensibile, imprevedibile e taciturna. Difficile da dimenticare. Poi Dafne. Un meraviglioso incastro imperfetto. Saranno le nevi perenni dell’Islanda e un incontro inatteso in un pub di Reykjavík a ricomporre il puzzle della sua vita. Intanto il climber ceco Adam Ondra sarà impegnato con il progetto più difficile mai realizzato in arrampicata, “Silence”. Difficoltà: Nove C.

Dario Ricci (Firenze, 1982) è un appassionato di vette ma è stato adottato dal mare. “Nove C” (Il seme bianco, 2019) è il suo primo romanzo.

La promessa di Zaira di Amalia Capasso



Un libro di una donna per le donne e per tutti coloro che, oltre ad amarle, ne conoscono il valore e la bellezza. La sofferenza per la mancata maternità, vissuta costantemente come un lutto permanente e doloroso, le problematiche presenti nella vita di coppia, generate dalla diversità di prospettive, la violenza nelle sue forme più cruente e impietose destinata a chi bisognerebbe proteggere e amare, la gioia, la letizia, l’amore, l’amicizia, capaci nella loro massima intensità di ridisegnare il percorso di vita destinato a riportare l’ordine lì dove prima regnava lo sconcerto, sono gli elementi di questo romanzo che arriva dritto al cuore con la forza e l’efficacia di chi sa raccontare, di chi sa manovrare la propria storia per raggiungere il proprio obiettivo: lanciare un messaggio importante.

TRAMA. Come è strana e sorprendente la vita, che disegna i destini della gente, permette che si incrocino, anche solo per soddisfare qualche sua insolita curiosità. Come è bizzarro il modo in cui sogni dimenticati e speranze disattese possano realizzarsi macchiandosi di oscura benevolenza!
Le vite di Angelica e Veronica non potrebbero essere più diverse, le accomuna solo la città dove vivono : Napoli. Angelica è una docente di scuola superiore, proviene da una famiglia agiata. Ha sposato Leonardo, un affermato libero professionista. La sua sembra essere una realtà fortunata, fatta di privilegi e serenità, ma l’apparenza inganna. Angelica soffre terribilmente perché sa che il mistero della vita potrà conoscerlo solo osservando il ventre gravido delle altre donne. Veronica, invece, lavora duramente per mandare avanti la sua modesta famiglia, si impegna con tutte le sue forze. La sua paura più grande è che le violenze, gli insulti, i soprusi a lei destinati da suo marito Sergio, possano un giorno invadere anche il mondo di sua figlia, Michela. In modo sorprendente quanto inaspettato le loro strade si incroceranno per creare un’unica ed incredibile storia di vita.

Amalia Capasso è nata a Napoli, dove vive attualmente con suo marito Roberto. Laureata in Giurisprudenza e in Scienze politiche con il massimo dei voti, già tutor universitario in materie giuridiche dal 1998 al 2007, attualmente è docente di ruolo nella scuola secondaria di secondo grado. Insegna diritto ed economia politica. La promessa di Zaira è il suo primo romanzo.


Libri: F. Vanessa Arcadipane presenta l’opera in tre volumi “Inferorum Gemmae Saga”

MILANO - La scrittrice siciliana F. Vanessa Arcadipane presenta l’opera in tre volumi “Inferorum Gemmae Saga”, un fantasy dalle tinte dark in cui si ripropongono figure e simboli derivanti dai racconti biblici e rielaborati dalla fervida fantasia dell’autrice. Una saga appassionante che fa riferimento al folklore giapponese, e in cui si ritrovano echi danteschi e miltoniani per raccontare di creature demoniache e angeliche in perenne lotta tra loro per l’anima dell’essere umano. La protagonista di questa storia, Lilith, diventerà il precario punto di equilibrio che permetterà alle due fazioni di convivere, e di non distruggersi.

Diamante nero. Lilith è una diciassettenne che studia e vive in un illustre collegio, Rovoscuro, protetta dal direttore nonché padre adottivo. La sua vita rispecchia in pieno quella di qualsiasi altra ragazza della sua età fino all'arrivo di Lucio, un nuovo compagno di classe, che cattura immediatamente la sua attenzione non solo per l'aspetto fuori dal comune ma soprattutto per la strana sensazione di angoscia che le provoca fin da subito. La notte del suo diciottesimo compleanno Lilith scopre una terribile verità legata alle sue origini: ella infatti è il “Diamante nero”, un angelo offerto in sacrificio ogni cento anni al popolo dei demoni, a cui proprio Lucio appartiene. Rapita da quest'ultimo e portata negli Inferi, la ragazza fa la conoscenza del perfido e meschino re Lucifero, padre di Lucio, che con un antico rituale scopre le angeliche origini nobili di Lilith. La guerra è però alle porte e anche gli angeli dichiarano il loro diritto sulla ragazza, rapendola a loro volta per portarla in Paradiso. Qui Lilith incontra Michele, re degli angeli, e il giovane figlio Mihael, rivale fin dalla nascita di Lucio e con il quale la giovane instaura un ottimo rapporto. Durante lo scontro tra le due fazioni Lilith si trova costretta a scegliere di schierarsi con uno dei due giovani, destinati inevitabilmente a un combattimento mortale. Lilith dovrà quindi decidere una volta per tutte il proprio destino. 

Rubino rosso. La fuggiasca e il ribelle. Lilith La Mora, Diamante nero e seconda regina degli Inferi, si trova ad affrontare la nuova difficoltosa vita da regnante tra i continui sbalzi di umore di Lucio, dovuti alla difficoltà nel gestire il Bastone della Conoscenza del padre. Durante una delle cerimonie formali che obbligano angeli e demoni a ritrovarsi in un luogo neutrale senza armi, Lilith La Rossa, prima regina degli Inferi e madre di Lucio, viene colpita quasi mortalmente da qualcuno; nonostante le continue domande di Lucifero la donna non rivela il nome dell'assalitore ma comincia a vagare per gli Inferi in cerca di alcune misteriose mappe con l'aiuto del Diamante nero. Il rapporto tra le due si consolida sempre più, tanto da spingere la più giovane a fare domande sul misterioso passato dell'altra e sul suo rapporto con Lucifero, adesso gelido e quasi inesistente. La Rossa le svela che è una Viandante del Tempo e che può mostrarle il suo passato così da poter insegnare questa tecnica anche a lei. La trama si alterna tra passato e presente svelando le similitudini tra le storie delle due Lilith, e raccontando il viaggio che intraprendono insieme al demone Fiammetta per indagare sull’identità dell’assalitore di Lilith la Rossa.

Rubino rosso. La condanna del caduto. Dopo un lungo viaggio, Fiammetta, Lilith La Rossa e il Diamante nero si ritrovano in un villaggio abitato sia da angeli che da demoni; esso fu creato tempo prima proprio dalla Rossa per permettere a gente come lei, esiliati, fuggiaschi o chiunque avesse bisogno di un riparo lontano sia dagli Inferi che dal Paradiso, di vivere in pace in un luogo che potesse accoglierli. Il Diamante nero apprende tramite uno dei suoi viaggi nel passato il motivo per cui Lucifero continua a mantenere le distanze dalla Rossa. Ritornati negli Inferi, Lilith La Mora cerca di convincere Lucifero a riavvicinarsi alla Rossa e a non bandirla dal regno ancora una volta, ma viene a sapere dal demone stesso di un antico e distruttivo patto che glielo impedisce. Riusciranno gli sfortunati amanti a stare finalmente insieme e a dare speranza anche a Lilith la Mora e Lucio?

Flavio Trotti presenta il nuovo libro 'Mattoni rosso scuro'

MILANO - Lo scrittore veronese Flavio Trotti presenta “Mattoni rosso scuro”, un’intima raccolta di racconti, una riflessione sul tempo che passa, e sulle esperienze che accomunano tutti gli esseri umani. Un viaggio nella vita dello scrittore, che ci permette di entrare nei suoi pensieri e nei suoi ricordi per ritrovare una comunanza di intenti e di desideri, e per affermare ancora una volta quanto sia un privilegio poter esistere su questa Terra, in questo tempo.

TRAMA. Mattoni rosso scuro è una breve raccolta di racconti basati su vicende e suggestioni occorse in un vasto arco temporale (dagli anni settanta ai giorni nostri) e in luoghi diversi. Gli episodi narrati, nella semplicità dei loro tratti esteriori, sono volti a suscitare emozioni discrete, a creare intime risonanze. Le esperienze rappresentate hanno carattere individuale, ma, nel contempo, appaiono esemplari di vissuti comuni, così da permettere al lettore di parteciparvi direttamente. Lo stupore di un adolescente che si reca per la prima volta in Inghilterra, il microcosmo fluido di incontri e sentimenti di una Casa dello Studente all’Università di Padova, i contesti urbani e naturali interiorizzati nelle passeggiate solitarie per Verona e Garda, il profilo della storia recente che si disvela alla coscienza nel transito attraverso i luoghi dell’ex Germania dell’Est e del Sudafrica. Attimi e storie, a evocare il nostro bisogno di vivere.

Flavio Trotti (Roma, 1962) è laureato in Fisica nucleare a Padova. Lavora da diversi anni a Verona presso una struttura pubblica che si occupa di tutela ambientale e di protezione dell’uomo dalle radiazioni presenti nell’ambiente. Da sempre amante della buona narrativa, in essa l’autore ha riconosciuto una forma d’arte capace di coniugare le tensioni estetiche dell’individuo con la rappresentazione degli strati più profondi dell’esistenza umana; un punto di osservazione della realtà secondo prospettive diverse e sorprendenti. La raccolta di racconti “Mattoni rosso scuro” (Edizioni 03, 2019) è il suo esordio letterario.

Libri: 'Latte e Sangue' la nuova opera letteraria di Carlo Silini


Lo scrittore svizzero Carlo Silini presenta “Latte e sangue”, un romanzo storico dalle tinte fosche carico di tensione e angoscia, ambientato tra il Ceresio e il lago di Como in un Seicento violento e sensuale. Un’opera che riesce a condensare la storia di un secolo pieno di contraddizioni nella disperata vicenda di Maddalena de Buziis, una donna bellissima e fiera, condannata a espiare le colpe di una società malata. Finalmente l’atteso sequel del romanzo d’esordio di Carlo Silini “Il ladro di ragazze”, entrambi pubblicati da Gabriele Capelli Editore. 

TRAMA. Secolo brumoso e sanguinario, il Seicento, nelle terre tra il Ducato di Milano e i baliaggi svizzeri a sud delle Alpi. Maddalena de Buziis è l’ultima sopravvissuta di un’atroce vicenda di rapimenti, stupri e uccisioni, commessi da un oscuro personaggio dedito alle arti negromantiche fuggito da Vimercate verso le terre elvetiche: il Mago di Cantone. La vicenda è narrata nel precedente romanzo di Carlo Silini, Il ladro di ragazze. Maddalena vive ora in un villaggio discosto della Brianza e si occupa dei nonni acquisiti, molto malati. Li cura con “erbe e sguardi” perché conosce i segreti delle piante: ella è una “strega buona”. Inquieta, cerca amore e, soprattutto, la verità su sé stessa. A volte si apparta nei boschi e danza da sola, al bramito dei cervi, perché “qualsiasi cosa succeda, l’importante è ballare”. Mentre ancora cerca di riprendersi dalla sconvolgente disavventura vissuta nelle terre svizzere, qualcuno si mette sulle sue tracce per scovarla a tutti i costi. È un sicario della più feroce banda criminale del confine italo-svizzero. Il mandante è un enigmatico religioso che elabora trame inquietanti in uno spartano riparo sul Monte Generoso: l’Uomo dei Trii Böcc. Invece di scappare per sottrarsi alla cattura, Maddalena parte al contrattacco e si mette sulle tracce dei suoi persecutori. Una trama incentrata soprattutto nel territorio di Como, che si estende dai ruvidi baliaggi svizzeri a ridosso del Ducato di Milano fino a Roma, capitale degli intrighi e della cristianità.


Nato a Mendrisio nel 1965, Carlo Silini è caporedattore al “Corriere del Ticino”. Ha vinto nel 2015 lo Swiss Press Award, il più importante premio svizzero di giornalismo, per la categoria carta stampata e nel 2017 per la categoria local. Nel 2015 pubblica per Gabriele Capelli Editore il suo romanzo d’esordio “Il ladro di ragazze”, rimasto per mesi ai primi posti delle classifiche dei libri più venduti della Svizzera italiana. “Latte e sangue” (Gabriele Capelli Editore, 2019) è il suo secondo romanzo.

Libri: Edoardo Francesco Taurino presenta “Sinfonia, di Rose, di Cera”


MILANO - Edoardo Francesco Taurino presenta “Sinfonia, di Rose, di Cera”, il suo libro d’esordio in cui racconta la storia d’amore tra un uomo e una donna, i genitori del protagonista, e lo fa quando ormai colui che parla è adulto e ha deciso di affrontare il passato. Con questo romanzo, il narratore protagonista prova a “guardare negli occhi” la madre e il padre, ormai scomparsi. Con questo racconto l’autore racconta la bellezza dell’universo, un vero e proprio trionfo della vita. Inoltre, vuole denunciare ciò che è successo e succede tuttora in Tibet, facendosi in qualche modo portavoce delle 137 persone che si sono date fuoco in segno di protesta a partire dal 2009.

Il libro narra la storia d'amore tra un uomo e una donna raccontata dal figlio che molti anni dopo decide di riaffrontare il suo passato. Sceglie di farlo provando a guardare negli "occhi" la madre e il padre che non ci sono più. Lo scritto è uno stendardo alla bellezza dell'universo, un vero e proprio trionfo della vita. Esso vuole denunciare ciò che è successo e succede tuttora in Tibet, facendosi portavoce delle 137 persone che si sono date fuoco in segno di protesta. Il libro raffigura la solitudine che si può trovare all'interno di ognuno di noi in questo universo. Vuole far vedere che all'interno di ogni animo vi è qualcosa di veramente vivo oltre alla pura materia carnale. Nel suo interno si trovano le idee sviluppatesi nel corso della storia dai più grandi uomini passati su questa terra (Cristo, Buddha, Dalai lama, Platone, Shakespeare, Seneca e via dicendo). Il tutto è tenuto insieme da poesia e molto amore, ciò a cui ambisce ognuno e ciò in cui si trova immerso ognuno di noi senza rendersene conto. Denuncia lo spreco di vita e affronta la paura che si trova in ogni uomo. Un vero e proprio elogio alla vita e alla bellezza.

Edoardo Francesco Taurino viene al mondo sotto le stelle del 18 aprile 1997. Nato da madre francese e padre italiano, è uno tra i più giovani scrittori del nostro tempo. Custodisce nell’animo il romanticismo della cultura francese e il coraggio della cultura italiana. Di scuola Shakespeariana studia sin da piccolo i classici della letteratura greca e latina ed i maggiori esponenti della letteratura inglese, francese ed italiana. Amante della scultura e della pittura, innamorato dei grandi e della verità, aspira all’infinito e la sua bellezza.

Luciana Pietraccini: 'Cristiano e così sia' è il nuovo libro


La scrittrice milanese Luciana Pietraccini presenta “Cristiano e così sia”, il racconto amaro della vita di un uomo che si è sempre creduto invincibile, ma che invece era di natura fragile e arrendevole. Una condizione che l’ha spinto a perdere tante possibilità di amare e di essere felice. Una storia di accettazione dei propri limiti, di riscatto e di risalita; un romanzo famigliare che invita alla riflessione sulla tossicità di certe dinamiche amorose, e sulla dannosità dei rapporti morbosi tra genitori e figli.

TRAMA. Cristiano e così sia racconta l’infanzia, la giovinezza e la maturità di un uomo, Cristiano, dal carattere forte e ambi­zioso; sin da piccolo rivela una determinazione fuori dal comune, una caparbietà che lo porta a scalare i gradini della società che conta, per affermarsi come medico sulle orme paterne. Professionista stimato, sotto l’apparente sicurezza nasconde una fragilità profonda che turba la serenità familiare; inesorabilmente allontana da sé gli affetti più cari e subisce il fascino di una vita libera e dissoluta, fino al fatale incontro con Vanessa. Giovane, bella, intelligente, da subito instaura con Cristiano un’intesa perfetta. Sarà l’inizio di un amore cieco, totalizzante, vertiginoso. Una storia che colpisce dritto allo stomaco e che indaga il devastante potere dei sentimenti; non possiamo per questo non sentirci profondamente vicini a Cristiano, nonostante i suoi eccessi, la sua vanità, la sua miseria. Una storia che coinvolge e fa riflettere, che oltre alla rassegnazione del “così sia”, invita a guardare avanti con speranza.

Luciana Pietraccini, madre fiamminga e padre italiano, nasce in Italia dove vive e lavora. Inizia a lavorare nell’editoria occupandosi di moda e giornali femminili. Diventa presto giornalista pubblicista e direttrice di alcune riviste specializzate. Successivamente si dedica all’editing per alcune case editrici, realizzando riviste di cucina, maglia, ricamo e scrivendo racconti per i giornali interessati. Nel 2019 pubblica per il Gruppo Albatros Il Filo “Cristiano e così sia”.



La stagionalità degli alimenti: nutrirsi con i cibi di stagione è la migliore medicina preventiva

MILANO - Sergio Maria Francardo e Enrico Mariano presentano “La stagionalità degli alimenti – nutrirsi con i cibi di stagione è la migliore medicina preventiva”. Ritornare a trovare la connessione tra alimenti e cicli stagionali è il monito per stare in salute. Capire il ritmo della natura diventa la chiave per trovare il ritmo psico-fisico, percorrendo la sana strada della prevenzione. Tradizione e scienza trovano una nuova connessione.

TRAMA. Un saggio che è più di una guida. Un’analisi approfondita in chiave scientifica di tutti i prodotti – frutta e verdura – che la natura ci offre mese per mese, a sostegno della tesi che seguire un’alimentazione stagionale ci aiuta a prevenire e a combattere le malattie. La ricerca, condotta con perizia, si snoda attraverso i contributi dei due autori, entrambi medici, che spiegano dapprima l’importanza della sincronia tra ritmo psico-fisico e ritmo della natura nelle singole stagioni, quindi illustrano in un vero e proprio calendario – mese per mese – tutto ciò che la natura genera da sé e il corretto utilizzo per l’alimentazione umana che, se organizzata, trova un’armonia tra stile di vita e abitudini alimentari. Un saggio che parla ai sensi, anche attraverso spezie e aromi, alla riscoperta dei sapori autentici e dei giusti "stimolatori" dei processi di digestione e assimilazione.

Sergio Maria Francardo, esercita come medico a Milano dal 1980. È membro fondatore del Comitato tecnico-scientifico per la Medicina complementare della Regione Lombardia. Ha tenuto seminari e corsi di alimentazione nell’ambito delle attività legate all’agricoltura biodinamica. Con Edilibri ha pubblicato I semi del futuro - Riflessioni di un medico sui cibi transgenici (2001) e Medicina antroposofica familiare (2004).

Enrico Mariani, medico dal 1978, specializzato in scienza dell'alimentazione e in medicina dello sport. Primario ospedaliero di medicina generale a Milano (1992-2010) e medico sociale di squadre si calcio professionistiche (1994-2009), è autore di circa 30 pubblicazioni scientifiche inerenti a temi di alimentazione, salutogenesi e fisiologia sportiva su riviste di settore. Attualmente esercita la libera professione a Milano.

Gianni Verdoliva pubblica il libro 'Come anime scelte che si ritrovano'

DI REDAZIONE - Lo scrittore torinese Gianni Verdoliva presenta “Come anime scelte che si ritrovano”, una raccolta di venti racconti avvolti nel mistero e nella magia, in cui si narra l’amore nelle sue tante e meravigliose sfumature. Storie evocative e struggenti che raccontano di uomini e donne speciali che diventano l’anello di congiunzione tra il passato e il presente, e che con la purezza delle loro anime sapranno cancellare torti e dolore, e riportare pace a fantasmi perduti nel tempo e nello spazio. Un’opera originale e significativa, a metà strada tra il paranormal romance e il realismo magico.

“Come anime scelte che si ritrovano” di Gianni Verdoliva è una raccolta di racconti molto suggestiva in cui si mette a nudo l’anima di uomini e donne che sanno vedere oltre le apparenze, che sanno squarciare il velo del reale e osservare ciò che non c’è più, ma che sempre riecheggia nel tempo. In brevi e intensi racconti l’autore riesce a creare un’atmosfera ricca di suspence e mistero, descrivendo manieri pieni di segreti, abbazie perse in isole disabitate, ma anche luoghi all’apparenza “normali” che d’improvviso sembrano attrarre energie sinistre e anime erranti. Ognuno dei protagonisti di queste storie sembra essere giunto a un bivio; sono esseri umani che vogliono tornare all’essenziale, e per questo motivo ricercano la solitudine e il silenzio. Ma il silenzio in queste storie è spesso rotto da brusii, mormorii, e musiche che con le loro note accarezzano le orecchie dei protagonisti, e arrivano fino al lettore. La musica è elemento ricorrente nei racconti: che provenga da un’arpa, da un pianoforte o da un liuto, essa diventa spesso un ponte tra il passato e il presente, tra chi riemerge da un tempo dimenticato e chi sta cercando di riappropriarsi del proprio tempo presente. Ma ci sono anche altri temi importanti che attraversano l’opera, come potenti e significativi fils rouges: la magia, il senso del mistero, l’amore, e soprattutto la collisione tra passato e presente che genera nuova vita, che porta trasformazione. “A Michela sembra di trovarsi in un’altra dimensione, dove il presente e il passato si toccano”: è proprio ciò che succede in queste storie, a Michela come agli altri personaggi, di riuscire a sfiorare l’ineffabile e a instaurare una comunicazione con entità atemporali. Sono storie oniriche ma anche profondamente reali, che narrano di incontri fugaci e viaggi interiori intrapresi in un’atmosfera da racconto d’altri tempi, in cui c’è un tocco di gotico e di mistery, e soprattutto tanto romanticismo. Le storie d’amore raccontate hanno un occhio di riguardo per l’inclusività, tema tanto attuale ai nostri tempi che merita sempre più attenzione, e sono descritte nella loro semplicità, nella loro forza, nella loro quotidiana magia. Amori che superano ogni ostacolo, anche quello definitivo della morte, amori tra fantasmi che inquietano ma che non fanno paura, e che chiedono aiuto ai protagonisti per conquistare l’agognata pace, e per riunirsi alle loro anime gemelle. Fantasmi da liberare, da ascoltare, e da cui imparare a comprendersi nel profondo.

TRAMA. Quando il passato e il presente si toccano, accade qualcosa di magico. Specie in certi luoghi dove il silenzio e la tranquillità conducono i sensi oltre ciò che è apparente. In una cornice da racconto gotico, tra vecchi monasteri, paesi abbandonati, ville di campagna e antiche dimore, circondati da un’atmosfera suggestiva, l’elemento sovrannaturale rappresenta lo snodo, misterioso quanto affascinante, di queste vicende a metà tra i racconti di fantasmi e le storie d’amore. Tra reincarnazioni, presagi, incantesimi e dejà vu, i misteri si possono svelare e le maledizioni potranno essere interrotte. Venti storie cariche di emozioni e di sentimento, nelle quali i protagonisti sono donne e uomini lontani da stereotipi e cliché, pronti a sorprendere e a sorprenderci, capaci di vivere appieno le loro vicende. Personaggi, ma soprattutto anime, particolari e profonde, che si ritrovano.

Gianni Verdoliva vive e lavora a Torino. È un giornalista pubblicista e uno scrittore che ama i racconti di fantasmi e il paranormale. Dopo aver ultimato la scuola triennale di counselling ad indirizzo Analitico-Transazionale, è attualmente S.F.E.R.A. Coach. “Come anime scelte che si ritrovano” è la sua opera di esordio, una raccolta di racconti pubblicata da Robin Edizioni nella collana Robin&sons, finalista al Premio “Il Convivio” nella categoria opera inedita.

La scrittrice Giannotte pubblica il libro 'La resilienza'

MILANO - La scrittrice e avvocatessa cagliaritana R. P. Giannotte presenta “La resilienza”, secondo volume del Ciclo del Parma Caffè, inaugurato con il suo romanzo d’esordio “La finestra al sole”. Nella sua ultima opera l’autrice racconta di vite spezzate in attesa di ricomporsi, sullo sfondo di una storia intrigante incentrata sulla finanza al femminile. Un romanzo che ha cuore e cervello nel parlare della capacità umana di accettare il proprio destino e di rialzarsi con coraggio, e nel proporre uno scenario originale, quello del mondo spietato e calcolatore del trading finanziario.

Nel secondo romanzo della scrittrice R. P. Giannotte La resilienza si fa la conoscenza di due personaggi molto lontani per esperienze di vita passata e presente, ma che nel corso dell’opera avranno modo di veder concordare le proprie identità. Pia Ludovica Bartoli è una trader milanese che lavora per una importante società di investimento, la Dolby’s; una donna realizzata, che ama scommettere e rischiare nel suo lavoro, molto meno invece nella sua vita privata. Diego Vascelli, nome d’arte Diego Vas, è un cantante molto famoso di Pop-Trap, proprietario di un locale e di una società di produzione musicale; un giovane spesso rabbioso, tormentato da un ingiusto passato. La vicenda è ambientata a Cagliari, città ben descritta dall’autrice, che tiene particolarmente a dipingere un ritratto veritiero della Sardegna contemporanea. È un romanzo narrato in terza persona, che accoglie però al suo interno delle parti in prima persona, in cui i due protagonisti raccontano il proprio passato, mostrando al lettore quanto ciò che accade nell’infanzia possa influenzare l’intero corso della vita. In quest’opera si parla di realizzazione personale, di amicizia vera, della famiglia che ci tocca e di quella che si sceglie, di compromessi e di ritorni al passato, spesso necessari per chiudere il cerchio della propria esistenza. Pia è una donna che sembra totalmente proiettata in avanti: un matrimonio imminente, il desiderio di un figlio, la lotta per una promozione meritata; Diego ha invece gli occhi rivolti sempre verso il passato, un passato che ha condizionato la sua vita e con il quale ha deciso di chiudere i conti. Tra Pia e Diego vi è l’anello di congiunzione di un personaggio che con la sua presenza/assenza ha influito sulle loro esistenze e sul loro destino; una figura che non appare direttamente nel romanzo se non nei ricordi dei protagonisti, ma non per questo ha meno peso sullo svolgimento della trama. Una trama interessante, che svela poco alla volta l’anima e i tormenti dei personaggi, e che non rinuncia a proporre anche una storia spietata legata al mondo della finanza, tecnicamente molto curata, che svela una realtà poco frequentata in narrativa, soprattutto trattando della figura della donna in questo ambiente ritenuto prettamente maschile. È di intrighi aziendali che si parla, di una serpe in seno che va scovata e neutralizzata, e di una missione in cui Pia dovrà imparare a seguire l’istinto per riconquistare un grosso cliente e smascherare la spia. Ma ancora più importante sarà la scoperta della donna di essere diversa e migliore dell’immagine erroneamente perfetta che si era creata nella testa, e in parallelo si assisterà alla presa di consapevolezza di Diego di essere andato avanti testardamente nonostante il suo cuore spezzato, di avercela fatta nonostante le sue mancanze. Perché è di questo che parla con profondità il romanzo, di resilienza, di coraggio di rialzarsi, di reagire ai traumi e di riprendersi la propria vita più forti di prima.

TRAMA. È una linea sottile quella che unisce Pia Ludovica Bartoli, trader in carriera di una multinazionale finanziaria con sede a Milano, e Diego Vascelli, in arte Diego Vas, cagliaritano, cantante Pop-Trap del momento. Le loro vite sono scivolate su strade che si sono sfiorate senza mai incrociarsi. Fino al giorno in cui Diego decide di affidare il proprio capitale alla società di Pia per un investimento che si rivelerà disastroso. Non solo per colpa di Pia, responsabile dell’operazione, ma anche perché all’interno della società qualcuno ha remato contro. Questo costringerà Pia a recarsi a Cagliari – dove Diego Vas ha programmato le riprese per il suo prossimo videoclip – per non perdere il cliente e scoprire chi tra i suoi colleghi ha tradito. Pia e Diego si incontreranno, si conosceranno e si metteranno a nudo. Scopriranno, insieme, che cosa voglia dire resilienza, l’adattamento necessario alle circostanze che la vita presenta.

Laureata col massimo dei voti in Giurisprudenza, attualmente lavora come avvocato amministrativista. “La finestra al sole” è il suo romanzo d’esordio, con cui inaugura il Ciclo del Parma Caffè, per il quale vince il Premio Nazionale Bonifacio VIII 2018 dell'Accademia Bonifaciana di Anagni, e il secondo posto nel Concorso Artistico Internazionale Amico Rom 2018 e nel Premio Letterario Catone2018. Con “La resilienza” riceve il 1° posto al Premio Internazionale Genesis - sezione aforismi per la frase nel retro di copertina: «Non nasciamo mica con le istruzioni per l'uso».

Libri: Vendere con Passione di Georgi Hristulev

MILANO - Georgi Hristulev è il nuovo guru del commercio pronto a svelare i segreti per diventare un venditore efficace, di successo e - persino - virtuoso. “Vivi quello che vendi” è il messaggio chiave del suo manuale, una frase iconica da ricordare quando si tratta di vendere ghiaccio agli eschimesi. Non ci sono ricette miracolose o piani difficili da realizzare, solo un metodo di addestramento pragmatico, “Il virtuoso della vendita”, attraverso il quale l’autore chiarisce le caratteristiche che dovrebbero avere tutti coloro intenti a vendere auto, immobili, aspirapolveri, caffè o qualsivoglia prodotto.

Senza particolari formule magiche, Hristulev propone un percorso di studio teorico abbinato a esercizi pratici da seguire scrupolosamente. “Venditori non si nasce, si impara a esserlo”, ragion per cui il saggio diventa un’occasione di crescita personale e di sviluppo delle proprie capacità. Oggi, accade spesso che si prendano le distanze dagli agenti di vendita, rei di non svolgere (forse) un mestiere dietro una scrivania, dunque, “comodo” e senza troppi colpi di scena. Si tratta di un pregiudizio radicato nel tessuto lavorativo che andrebbe sdoganato e messo a tacere. La vendita regge l’economia intera, i posti di lavoro esistono perché ci sono aziende che vendono beni e servizi, lo stesso prodotto interno lordo (PIL) è legato al concetto di consumo, nonché alla vendita. Ma anche nella vita privata siamo tutti negozianti. In ogni ambito non vendiamo le nostre competenze, abilità, le nostre migliori risorse?

La vendita è una metafora della vita per realizzare se stessi, tant’è che il saggista se ne assume le responsabilità sottoponendo a chi legge, prima di addentrarsi nella lettura del testo, un contratto da firmare, corredato da alcune raccomandazioni per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Un approccio originale quello dello scrittore, complici gli studi di cinematografia alle spalle che gli hanno consentito di trovare l’equilibrio tra business e creatività. Georgi Hristulev spiega agli uomini d’affari e non solo, come ottenere di più. In altre parole, l’arte della compravendita consiste nell’imparare a proporre al cliente le cose per acquisire la risposta che si vuole e offrire la soluzione di cui l’altro ha bisogno, senza dimenticare 2 prerequisiti fondamentali: voglia di lavorare e perseveranza. Il libro è suddiviso in quindici capitoli che affrontano le diverse sfaccettature delle relazioni con i potenziali clienti. Si va così da un’analisi del linguaggio del corpo quando si comunica, alla descrizione delle varie fasi commerciali. Traguardo finale: costruire un rapporto nel tempo con un compratore. In che modo? Ad esempio, attraverso regali e bonus con cui lusingarlo. Attenzione e cura sono, quindi, marchi di fabbrica che consentiranno alle persone che acquistano di decidere se farlo o no, ancora una volta, nella stessa azienda.

TRAMA. La vendita è un processo semplice, in cui il venditore ottiene l’affare e prende i soldi. Lo scopo della guida è insegnare agli addetti del settore come farlo in modo rapido, efficiente e senza perdere di vista i propri principi. Il sistema è suddiviso in 4 stadi: il primo è la pianificazione, il secondo è il marketing, il terzo è l’incontro con il consumatore, il quarta riguarda la gestione dei soldi. Il compendio si occupa solo del terzo step ossia del momento in cui avviare la conversazione con l’acquirente fino al risultato finale. L’esito - ça va sans dire - può essere qualsiasi, ma è meglio ricevere denaro per il prodotto o servizio offerto. A tal proposito, Georgi Hristulev fornisce al lettore gli strumenti per gestire e affrontare eventuali imprevisti che possono verificarsi durante una vendita. Come attirare l’attenzione del cliente? Come concludere un affare? Tutti interrogativi che trovano una risposta grazie agli esempi e agli esercizi proposti, utili affinché i cosiddetti account memorizzino le informazioni teoriche e imparino ad applicare le nozioni impartitegli nel lavoro quotidiano.

Laureato in Regia Cinematografica e con una profonda passione per le vendite, Georgi Hristulev unisce le abilità acquisite in queste 2 attività per raggiungere standard elevati di eccellenza come venditore e professionista del settore. Master Practitioner in PNL, mediatore professionale, esperto in negoziazione, in strategia di marketing, ha ideato, progettato e applicato con successo il metodo formativo per essere “virtuoso della vendita”.

Alessandro Monti pubblica 'Vedi sopra (...l'estate della mia vita)'


MILANO - Alessandro Monti presenta “Vedi sopra (…l’estate della mia vita…)”, la storia di una profonda amicizia e di un grande amore che avranno la forza di superare il tempo e lo spazio. Un’appassionante vicenda raccontata dal punto di vista di sei amici legati da un rapporto trentennale, e ambientata in due epoche storiche differenti, il 1985 e il 2016. Un romanzo citazionista, nostalgico, in cui la musica dei meravigliosi anni ottanta diventa colonna sonora della surreale storia dei sei ragazzi, oltre che presenza imprescindibile, concreta e significante.

Nel romanzo d’esordio di Alessandro Monti, Vedi sopra (…l’estate della mia vita…), viene narrata un’intensa storia d’amicizia e d’amore dal punto di vista del protagonista Jerry, con piccole incursioni degli altri cinque personaggi dell’opera, voci narranti nei capitoli a loro intitolati. Una vicenda raccontata tra presente e passato (e oltre) ambientata a Pesaro nel 2016, e in seguito nel 1985. Un viaggio nel tempo non solo attraverso la memoria; un vero e proprio ritorno al passato voluto dal destino che, a volte, decide di dare una seconda occasione. La storia di Jerry, Max, Alex, Barbie, Vale e Marco ha il sapore dell’estate e di quel momento dell’adolescenza in cui tutto sembra possibile. I ragazzi si incontrano per caso - o forse no - in un caldo agosto che cambierà per sempre le loro vite. Tra i sei amici nascerà un’amicizia che né il tempo né il dolore potranno mai scalfire. Un’amicizia tanto forte che li spingerà a ricomporre in un diverso puzzle i pezzi della loro esistenza. Vedi sopra (…l’estate della mia vita…) è un romanzo malinconico ma anche pieno di speranza nel raccontare della bellezza ineguagliabile dell’amicizia e dell’amore. Con delicatezza e semplicità si narra del legame unico tra sei ragazzi che diventano una cosa sola, stretti in un eterno cerchio magico formato dal loro abbraccio, che permetterà loro di rimediare a una tragedia del passato, con la complicità del Fato. Alessandro Monti presenta un romanzo citazionista che riprende i miti e i simboli degli anni ottanta, e che ripropone i valori che si potevano trovare nei film e nei romanzi per ragazzi di quel periodo. Un’opera nostalgica, che riecheggia il profondo rapporto tra i protagonisti del romanzo di Stephen King It, o quello dei protagonisti del film di Rob Reiner Stand by me. E soprattutto ripropone la musica che si ascoltava a quei tempi nei mitici walkman, come quella dei Roxette, dei Bad English, degli Spandau Ballet, dei Poison, dei Mötley Crüe. Musica che si sente quasi in dovere di mettere in sottofondo mentre si legge il romanzo, per far sì che chi ha vissuto quegli anni possa rievocarne l’atmosfera, e chi non ha avuto questa fortuna possa cogliere un frammento di quel periodo magico.

TRAMA. A chi non piacerebbe rilanciare i dadi della vita e rivivere il passato cambiando il destino? Agosto 1985, Pesaro: Jerry, Vale, Marco, Barbie, Max e Alex si incontrano un giorno per caso, o forse no. Tra loro è subito intesa, ma non sanno ancora che stanno per vivere l’estate della loro vita, quella che li cambierà per sempre. Quando è il momento di chiudere gli ombrelloni del “Bagno Lello” e di tornare a casa, tra amori nati e amicizie rinforzate, i sei promettono di non lasciarsi più. E così sarà, ma il destino ha in serbo altri programmi… Chi poteva sapere cosa c’era scritto nel libro della loro vita, cosa fosse giusto e cosa no? Ma a volte anche quello che è scritto può essere cambiato. A volte la vita offre una seconda occasione, starà a loro coglierla e rimettere le cose a posto. Vedi sopra (…l’estate della mia vita…) è la storia di un’amicizia nata tra sei ragazzi nell’estate del 1985, e destinata a durare per sempre. Un romanzo diviso in tre parti, che dal presente ci proietta nel passato. Una storia che parla di una splendida amicizia e di un amore, quello tra Alex e Jerry, che supererà il tempo e lo spazio.

Alessandro Monti (Modena, 1968) ha collaborato come articolista per la Gazzetta di Modena ed è un grande appassionato di musica. Vedi sopra, (…l’estate della mia vita…) è il suo primo romanzo. 

Pedro Lenz pubblica 'La bella Fanny', un viaggio nella mente del protagonista Jackpot

DI REDAZIONE - Pedro Lenz presenta “La bella Fanny”, un’opera introspettiva e ironica, in cui si intraprende un viaggio nell’anima e nella mente del protagonista Jackpot, un’aspirante scrittore. Ambientato nel comune svizzero di Olten, una terra di mezzo malinconica e monotona, il romanzo si focalizza sulla vita interiore di Jackpot, e sul suo bisogno di trovare un senso alla natura sfuggente dell’amore e dell’arte. Una nuova e affascinante opera per il pluripremiato scrittore svizzero Pedro Lenz, tradotta da Amalia Urbano e pubblicata in Italia da Gabriele Capelli Editore.

Nel nuovo romanzo di Pedro Lenz, La bella Fanny, si fa la conoscenza di un personaggio autentico e complesso, Frank, che in realtà odia il suo nome e vuole farsi chiamare Jackpot. Un aspirante scrittore che si muove nel sobborgo svizzero di Olten quasi in punta di piedi, come se non volesse turbare la quiete e la monotonia del luogo. Per mezzo di un flusso di coscienza ben gestito dall’autore si entra nella mente di Jackpot, nella sua inquietudine, nella sua banale quotidianità che, trasportata sulla pagina, acquista straordinarietà. È affascinante osservare la vita di un giovane uomo che non sa ancora qual è il suo posto nel mondo ma che è comunque a suo agio nell’indeterminatezza dell’esistenza, che è “felice di non essere potente e potentemente felice” ma allo stesso tempo è malinconico e disincantato.

Jackpot è ossessionato dalla bellissima Fanny, una ragazza misteriosa, portatrice di una maledizione; una presenza tanto forte all’inizio dell’opera quanto evanescente nell’ultima parte del libro. L’incontro con Fanny apre il romanzo e stravolge l’esistenza del protagonista: l’amore passionale, devoto e angoscioso che prova per lei lo porta in alto per poi scaraventarlo prepotentemente a terra. Neanche le sagge parole dei suoi cari amici, gli anziani pittori Louis e Grunz, possono spegnere il fuoco che lo sta divorando, che brucia la sua lucidità, che intossica la sua mente. I due pittori sono la coscienza di Jackpot, sono l’esperienza che vuole domare l’irrequietezza giovanile, sono gli oracoli che profetizzano la dolorosa verità che l’amore, così come l’arte e l’ispirazione, è fugace. La bella Fanny è un romanzo semplice e diretto, che però svela pagina dopo pagina un’anima complessa e profonda; un’opera che contiene una riflessione a volte amara sull’arte e sulla figura dell’artista, e su come l’arte debba necessariamente trascendere il vissuto dell’artista, su come essa debba essere libera di trasformare la realtà. E infine un testo sull’amore e sulla sua mancanza, che parla di un personaggio in disperata attesa che inizi la sua storia con una donna stupenda, così come tarda a palesarsi l’incipit del suo romanzo. Perché senza un buon inizio non ci potrà mai essere una degna conclusione.

Jackpot è uno scrittore esordiente che è alla ricerca disperata del filo conduttore del suo romanzo. Louis e Grunz sono due pittori che amano la vita e le sue bellezze. Tutti e tre si dedicano all’arte e il destino sembra non essergli sfavorevole... fino al giorno in cui entra nelle loro vite la bella Fanny. Al comparire della femme fatale vacillano gli equilibri che tenevano insieme l’amicizia dei tre uomini. Per i tre artisti bohemiens il passato ritorna spesso attraverso vecchie melodie e si unisce allo scotto di aver vissuto il ’68 in maniera spudorata. Grande inno all’amicizia, che non sembra conoscere limiti di tempo e spazio. Bella e intrigante la lingua di Lenz: saltella dal discorso diretto al flusso interiore con incredibile leggerezza. Unisce il colloquiale e il quotidiano a profonde riflessioni sull’esistenza, senza mai annoiare. L’autore riesce con grande abilità a rendere uno spaccato del suo mondo bernese, con tutta la monotonia della vita di provincia mista di ricordi.

Pedro Lenz (Langenthal, 1965) ha intrapreso la sua carriera letteraria nel 2001. Scrive su diversi giornali e riviste, per vari gruppi di teatro e per la Radio Svizzera. Vive a Olten. Per la Gabriele Capelli Editore ha pubblicato nel 2011 Der Goalie bin ig (In porta c’ero io!). Nel 2014 la regista Sabine Boss cura la trasposizione cinematografica del romanzo. L’autore ha conseguito diversi premi, tra i quali: il Premio alla cultura “Goldener Biberfladen Appenzell” nel 2005, il Premio letterario del Canton Berna per In porta c’ero io! nel 2010, il Premio alla cultura dell’Ufficio Federale della Cultura nel 2010 e il Premio Schiller per la letteratura per In porta c’ero io! nel 2011.