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Confindustria: "Prosegue la crescita industriale in Italia, ma è lenta"

ROMA - "Il recupero dell'ultimo triennio ha ridotto parzialmente la mancata caduta registrata nelle due recessioni susseguitesi dal 2008. Nel secondo trimestre del 2017 il livello del Pil è risultato inferiore dell'1,8% rispetto al secondo del 2011, picco precedente, e del 6,4% rispetto al primo trimestre 2008, massimo pre-crisi. Proseguendo la crescita al passo attuale, in Italia il recupero dei livelli persi nel corso della crisi si concluderebbe nel 2021" si legge in una nota dei dati dal Centro Studi Confindustria nel rapporto sugli scenari industriali.

"Nonostante il buon andamento registrato negli ultimi anni, la produzione industriale rimane ben lontana dal picco pre-crisi del 2008 (-18,4%) e in alcuni settori manifatturieri ha continuato a diminuire fino ad un terzo del trimestre 2017 nonostante il contesto più favorevole. La distanza rispetto al massimo precedente risulta pari a -3,7%. La variazione media trimestrale dall'inizio del recupero è stata dello 0,7%, ma nell'ultimo anno ha raggiunto l'1,1%. Se il recupero dell'attività preseguisse a questa velocità tornerebbe al picco del primo  trimestre del 2008 nel 2022".

Impresa innovativa, accordo con l'Università


“Favorire azioni di trasferimento tecnologico e creazione di impresa innovativa”. Questa la finalità della convenzione sottoscritta ieri fra Università degli Studi di Bari, Confindustria Taranto e Finindustria in occasione del convegno sul benessere equo sostenibile (Bes), nuovo paradigma che si traduce anche in una diversa, più evoluta e innovativa forma di impresa.

Lo ha dichiarato, non a caso, proprio il presidente di Confindustria Taranto, Vincenzo Cesareo, quando ha parlato, nel corso dell’incontro - alla presenza del prof. Giovannini, già Ministro del Lavoro – della necessità che le imprese rompano gli schemi legati alle logiche del Pil e, in netta discontinuità col passato, ricalchino schemi più affini al Bes. Un paradigma che non solo disegna un nuovo modello di impresa sostenibile ma funge anche da “valutatore economico sociale” per le stesse aziende.

Per far questo, occorre sicuramente favorire quelle azioni di trasferimento tecnologico che possano incentivare la spinta delle imprese verso l’innovazione e la trasformazione, sia essa di processo o di prodotto: azioni che peraltro viaggiano contestualmente alla profonda trasformazione già in atto nel comparto industriale e che risponde al Piano Industria 4.0.

Da queste premesse è nata l’esigenza di mettere a fattor comune, attraverso un’apposita convenzione, gli strumenti, le opportunità e le potenzialità dell’Università, di Confindustria Taranto e di Finindustria finalizzandole ad una proficua interazione per la crescita innovativa delle imprese.

Ad illustrare tali finalità è stato, ieri, proprio il Magnifico Rettore Antonio Uricchio, presentando i contenuti della convenzione.

La favorevole condizione di avvio dell’intesa è data dai finanziamenti ottenuti dall’Università e dal Politecnico di Bari, (nell’ambito del Pon Ricerca e Competitività 2007-2013) sul progetto relativo al potenziamento delle strutture e delle dotazioni scientifiche e tecnologiche del Polo Scientifico Tecnologico "Magna Grecia”; attualmente, l’Università dispone infatti di laboratori di chimica ambientale; misure per l’ambiente; scienze del mare; osservazione della terra; modellistica ambientale o Open Innovation.

La convenzione appena stipulata, dando seguito peraltro a precedenti accordi di collaborazione fra le parti, (ancora oggi operativi e sempre finalizzati al trasferimento tecnologico ed alla creazione di nuove imprese), intende valorizzare le interazioni già in atto attraverso l’utilizzo delle infrastrutture tecnologiche e laboratori di ricerca dell’Università, mettendole a disposizione delle imprese impegnate in progetti di innovazione tecnologica che ne faranno richiesta.

Confindustria, dal canto suo, avrà il compito di identificare i fabbisogni di innovazione delle imprese, favorire la realizzazione di progetti innovativi e offrire, anche in coordinamento con Finindustria, l’assistenza nella richiesta di utilizzo dei laboratori tecnologici. La holding finanziaria –come ha dichiarato il presidente, Piero Chirulli - offrirà prevalentemente l’auditing tecnologico volto all’individuazione delle opportunità innovative di sviluppo aziendale; la consulenza finanziaria e progettuale e la promozione e il sostegno alla nascita di nuove imprese start up e spin off industriali e/o accademici, ad elevato contenuto tecnologico.

L’accordo, come dicevamo, si incardina perfettamente nell’impianto di Industria 4.0, che risponde ad una nuova centralità della politica industriale, tornata fra le priorità dell’agenda di Governo in virtù della nuova fase di globalizzazione e di cambiamenti tecnologici del mercato.

Una grande occasione –Industria 4.0 - per tutte le aziende che vorranno cogliere le opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale, attraverso l’adozione di un insieme di misure in grado di favorirne la crescita attraverso gli investimenti per l’innovazione e per la competitività.

Confindustria Lecce: Lettera aperta presidente Negro su San Francesco della Scarpa

Nel dicembre del 2016 Confindustria Lecce ha compiuto 90 anni di vita associativa. Una lunga storia di imprese, di imprenditori e lavoratori che hanno, con orgoglio, sacrificio, coraggio e capacità, permesso a questo territorio di garantire sviluppo economico e sociale sia pur in un contesto quasi sempre difficile da affrontare.

Confindustria Lecce sta provando, attraverso un costante dialogo con tutte le istituzioni e gli altri attori sociali ed economici del territorio, a dare forza e sostegno alle imprese e a tutto il tessuto sociale fortemente in difficoltà.

Ho la convinzione che per portare avanti la nostra sfida, la sfida di questo territorio, è fondamentale avere chiari quali sono i pilastri su cui costruire il nostro futuro. E non ho dubbi che due tra i principali pilastri siano lo sviluppo delle competenze e la cultura con la storia di questa terra, in cui crediamo e nella quale investiamo le nostre energie.

In occasione delle celebrazioni del 90ennale di Confindustria Lecce, abbiamo messo al centro della nostra visione sul futuro proprio la cultura, l’identità del territorio, la formazione e i giovani, risorse preziose da cui ripartire.

E’ venuto naturale pensare a due luoghi quali simboli del nostro Progetto: l’Università e la Chiesa sconsacrata di San Francesco della Scarpa. Il primo per ospitare l’assemblea, con la presentazione programmatica al cospetto delle istituzioni, degli imprenditori e del mondo della formazione e il secondo, per fare da cornice ad un momento conviviale in cui confrontarsi e progettare le future opportunità di sviluppo.

La Chiesa di San Francesco della Scarpa è senza dubbio un luogo magnifico, espressione suprema della nostra storia e della nostra cultura. Un luogo inserito nel complesso del Convitto Palmieri, oggetto di un dispendioso ma quanto mai opportuno recupero. Un luogo quasi sempre chiuso ai più, ai turisti sicuramente ma anche a tanti leccesi.

Ho avuto il personale piacere ed onore di essere invitato alla cena organizzata dal Tar di Lecce qualche mese fa e sono rimasto affascinato dal luogo per la suggestione che trasmette.

Il precedente della cena del Tar e la bellezza della Chiesa, mi hanno indotto a chiedere alla Provincia la sua disponibilità, certo di poter dare l’occasione alle istituzioni e agli imprenditori invitati di apprezzare tale patrimonio.

La Provincia, come da prassi, ci ha dato le opportune prescrizioni per l’utilizzo del luogo, che, ovviamente, abbiamo rigorosamente rispettato nella nostra istanza e ha chiesto il parere alla Soprintendenza. Parere che abbiamo atteso per diversi giorni senza comprendere il motivo di una risposta così tardiva. O è sì o e no. Non ci sembra un’istruttoria estremamente complicata.

Ieri, finalmente, è arrivato il parere tramite pec, con cui la spettabile Soprintendenza non accoglie la nostra istanza. Motivo? “Non si ritiene che la finalità conviviale con somministrazione di cibi e bevande,……, sia consona al decoro dello stesso” (edificio monumentale).

Nulla questio se questa fosse una regola valida per tutti. Ma troppo suggestivo e troppo recente il ricordo della serata magnifica organizzata dal Tar con le medesime finalità.

E allora cos’è? E’ per caso il decoro di chi presenta l’istanza? Gli imprenditori del Salento potrebbero danneggiare quel magnifico luogo a differenza di altre categorie di richiedenti?

Non ci sto e non voglio arrendermi davanti a questa gestione personalistica del bene pubblico. Ci devono essere regole chiare e una applicazione trasparente delle stesse.

Penso sia anche superfluo sottolineare come si sia persa un’altra occasione per rendere visibile un patrimonio eccezionale della nostra cultura. In questi giorni in cui stiamo inaugurando la riapertura del teatro Apollo ritengo sia utile una riflessione sull’importanza di cogliere ogni opportunità per aprire al più ampio pubblico i nostri patrimoni culturali. Se esistono iniziative che possano valorizzare direttamente o indirettamente un bene storico bisogna coglierle, ovviamente nel rispetto della tutela dello stesso. Spero non ci sia mai una gestione della Cultura per classi sociali. Non ritengo che sia questo il modo per far crescere questo territorio.

La chiarezza delle regole, la trasparente applicazione delle stesse e i tempi di un’assurda burocrazia sono concetti da cui non possiamo più prescindere. E questi principi devono valere in ogni campo, ma specialmente in quei settori che riteniamo strategici per il nostro territorio come il Turismo e la Cultura.

Mi preme ringraziare la Provincia, in particolare il presidente Gabellone, che, comprendendo il valore dell’iniziativa e il nostro disagio di un’attesa così lunga per avere una risposta, si è adoperato affinché la stessa arrivasse il prima possibile.

Sicuramente non perderemo l’entusiasmo nel portare avanti il nostro progetto e troveremo un'alternativa adeguata. Quello che mortifica è non avere in alcuni dirigenti di importanti istituzioni dei partner con cui condividere, nel rispetto delle regole, la valorizzazione e la difesa del nostro territorio, che amiamo e rispettiamo più di quello che qualcuno possa pensare.





Giancarlo Negro

Presidente Confindustria Lecce

Confindustria Taranto incontra le imprese a Massafra e Grottaglie


In previsione dell’avvio dell’iter per la sottoscrizione dell’Accordo di Programma per Taranto, Confindustria Taranto ha avviato un’azione di sensibilizzazione volta a portare a conoscenza delle imprese le opportunità rivenienti dal riconoscimento di Taranto quale area di crisi industriale complessa ricadente nei comuni di Taranto, Statte, Massafra, Crispiano e Montemesola.

Due le iniziative- rivolte essenzialmente alle aziende interessate- in programma: la prima, giovedì 19 gennaio prossimo, alle ore 16, nella sede della delegazione di Massafra di Confindustria Taranto (Via Giovanni Falcone, 37, a Massafra), con la presenza del consigliere delegato di zona Antonio Lenoci. Alla riunione parteciperà anche l’assessore alle attività produttive di Massafra Raffaello Di Bello.

Venerdì, 20 gennaio alle 17, nell’Auditorium della sede di Grottaglie della Banca di Credito Cooperativo di San Marzano di San Giuseppe, (via Messapia angolo via Emilia, a Grottaglie), il secondo incontro, cui parteciperà il Direttore Generale, nonché vicepresidente di Confindustria Taranto, Emanuele Di Palma .

Nel corso dei due appuntamenti – presieduti dal Presidente di Confindustria Taranto Vincenzo Cesareo - saranno illustrati i primi contenuti del Progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale dell’Accordo di programma e gli strumenti, (destinati a veicolare le risorse all’uopo dedicate dal Governo e dalla Regione) che saranno individuati anche in considerazione dell’esito dell’analisi dei fabbisogni imprenditoriali in atto con la call di Invitalia, che scadrà alle ore 12 del 3 febbraio prossimo.

Lunedì 16 Gennaio ore 15:30 il workshop di Confindustria Taranto : Industria 4.0 - Opportunità per le Pmi”


Si parlerà di Industria 4.0 nel workshop – organizzato dal Comitato Piccola Industria di Confindustria Taranto - in programma lunedì 16 gennaio prossimo nella sede dell’associazione, in via Dario Lupo 65.

Industria 4.0 si ricollega, come è noto, alla cosiddetta "quarta rivoluzione industriale". Resa possibile dalla disponibilità di sensori e di connessioni wireless a basso costo, si associa ad un impiego sempre più pervasivo di dati e informazioni, di tecnologie computazionali e di analisi dei dati, di nuovi materiali, componenti e sistemi totalmente digitalizzati e connessi.

Industria 4.0, in particolare, richiede soluzioni tecnologiche per ottimizzare i processi produttivi; supportare i processi di automazione industriale; favorire la collaborazione produttiva tra imprese attraverso tecniche avanzate di pianificazione distribuita, gestione integrata della logistica in rete e interoperabilità dei sistemi informativi.

Il workshop prevede, in apertura, i saluti di Luigi De Filippis, Presidente Piccola Industria di Confindustria Taranto. A seguire, gli interventi di Alberto Baban, Presidente Piccola Industria Confindustria, e di Domenico Laforgia, Direttore del Dipartimento Sviluppo Economico, Innovazione, Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Puglia.

Le linee programmatiche dell'Associazione saranno tracciate dal Presidente di Confindustria Taranto Vincenzo Cesareo, il quale illustrerà le prospettive progettuali di possibile realizzazione sul nostro territorio sulla base delle logiche dettate da Industria 4.0.

Per Confindustria la recessione è finita: migliora il Pil

ROMA. Recessione finita nel terzo trimestre. E' quanto sostiene il Centro studi di Confindustria (Csc), che nelle previsioni colloca l'interruzione della caduta del Pil nel terzo trimestre di quest'anno e il ritorno a variazioni positive nel quarto (+0,3%). L'economia italiana è arrivata "al punto di svolta", anche se la ripresa sarà "lenta".
L'uscita dell'Italia dalla recessione "sarà lenta". Lo scrive il Centro studi di Confindustria nell'ultimo rapporto sugli scenari economici, sottolineando che "sulla strada della ripresa persistono infatti rischi, interni e internazionali, e ostacoli. Cruciale - aggiunge - è la stabilità politica".
Migliora stime Pil, -1,6% nel 2013 - Migliorano le previsioni del Centro studi di Confindustria (Csc) sul Pil italiano. Le stime diffuse oggi indicano una contrazione dell'1,6% per il 2013 (contro il -1,9% delle previsioni di giugno) ed una crescita dello 0,7% per il 2014 (dal precedente +0,5%).
-1,8 mln posti lavoro in 5 anni - Ancora in calo l'occupazione che nel quarto trimestre del 2013 toccherà "un nuovo punto di minimo" dall'inizio della crisi, con un milione e 805 mila posti di lavoro (indicati come Ula, Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno) in meno rispetto a fine 2007 (-7,2%). Lo indica il Csc. La domanda di lavoro ritornerà a crescere "da primavera 2014".