Meloni a Verona: «Gli attacchi hacker devono preoccupare, dobbiamo mettere in sicurezza la quotidianità»


La premier in visita a Fieracavalli commenta le minacce informatiche alle infrastrutture europee: «Sotto attacco ospedali, beni alimentari e mezzi di trasporto».

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha visitato nel pomeriggio la rassegna Fieracavalli a Verona, dove, a margine dell’evento, ha risposto alle domande dei giornalisti affrontando diversi temi di attualità, dagli attacchi hacker che stanno interessando l’Europa alla guerra in Ucraina, passando per la politica economica e le elezioni di Midterm negli Stati Uniti.

Sulle recenti minacce informatiche e sugli allarmi bomba che hanno coinvolto diversi Paesi europei, la premier ha dichiarato: «Devono preoccupare. Dobbiamo mettere in sicurezza la quotidianità».

Meloni ha precisato che, al momento, non è possibile stabilire se i diversi episodi siano collegati tra loro. «Oggi non siamo in grado di dire se l'attacco al plasma in Francia, piuttosto che i finti allarmi bomba sugli aerei, piuttosto che l'aggressione nei confronti dei generi alimentari siano tutti collegati. Però ci dicono sicuramente tutti la stessa cosa: che oggi a essere sotto attacco sono le infrastrutture civili, sono i beni alimentari, sono gli ospedali, può essere la sanità, sono i mezzi di trasporto».

La presidente del Consiglio ha quindi collegato il tema della sicurezza alle risorse destinate alla difesa, sottolineando come non si tratti soltanto di investimenti in armamenti, ma anche di protezione dei servizi essenziali e della vita quotidiana dei cittadini.

«Quando noi parliamo di spese di difesa e sicurezza in un tempo come questo, non stiamo parlando semplicemente di armi, stiamo parlando di mettere in sicurezza la quotidianità dei cittadini», ha spiegato, ricordando il tentativo di manomissione informatica dei frigoriferi utilizzati per conservare il sangue destinato alle trasfusioni.

«Quando degli hacker hanno tentato di modificare la temperatura dei frigoriferi che mantengono il sangue che serve per le trasfusioni, quel sangue è stato messo in sicurezza da un sistema che costa», ha aggiunto Meloni. Da qui la domanda sulle risorse necessarie: «Quando si paga per comprare quel sistema, è spesa di difesa o è spesa sanitaria?».

La premier ha poi criticato l'idea che gli investimenti in difesa e sicurezza sottraggano necessariamente risorse alla sanità: «Quando ci dicono che le risorse sulla difesa e sulla sicurezza sono soldi che vengono tolti alla sanità o agli ospedali, si sta dicendo una stupidaggine, perché noi in questo tempo abbiamo bisogno di entrambi per mettere in sicurezza la salute, e non solo, dei cittadini».

«Questo governo ha cominciato a lavorare su questo tema da tempi non sospetti. Sono fiera di averlo fatto perché non sono così cinica da fare campagna elettorale sulla sicurezza e sulla vita delle persone», ha concluso da Verona.

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