Castelli Romani, il 2026 è un’ottima annata per la raccolta dei funghi

Le condizioni climatiche di settembre e ottobre hanno favorito la crescita dei funghi nei boschi dei Castelli Romani. Le specie più ricercate e i consigli per una raccolta sicura

di ALESSANDRO MAZZARINI - Un’ottima annata il 2026 per la raccolta dei funghi in zona Castelli Romani.

I Castelli Romani rientrano nel Parco Regionale dei Castelli Romani e fanno parte della Regione Lazio. Zona vulcanica ricca di storia, si coltiva la vite e l’olivo e i boschi sono costituiti da castagneti che sostituirono il bosco misto originario (Tiglio, Acero, Quercia) per finalità economiche: legna da ardere, costruzione di strumenti agricoli e materiale per l’edilizia, le castagne per la farina. Inoltre, quando è periodo, crescono i funghi.

Il periodo per la raccolta dei funghi epigei spontanei per l’anno 2026, nel mese di settembre-ottobre, si è mostrato ottimale per il microclima idoneo alla nascita del carpoforo fungino. Infatti, il fungo, in generale, è il micelio che è interrato e costituito da un reticolato di filamenti detti ife a loro volta costituite dalle spore che fuoriescono dall’organo riproduttivo del fungo che è il carpoforo ossia ciò che viene raccolto dal cercatore di funghi.

Per chi volesse recarsi a funghi, è importante andare nel bosco in sicurezza: dotarsi di abbigliamento idoneo (es. scarpe da trekking e giacche idonee ad essere avvistati), un bastone da passeggio, uno strumento per chiamate d’emergenza, un eventuale libricino identificativo delle varie specie fungine e un coltellino da funghi (in riferimento alle armi da taglio, la legge n.110 del 1975 implica il giustificato motivo per la detenzione fuori casa di “strumenti dotati di lama affilata o appuntita” pena sanzioni severe come la reclusione) e naturalmente adeguarsi alla normativa che ne stabilisce i presupposti e la modalità di raccolta (es. attestato del corso micologico e pagamento della tassa regionale in riferimento alla normativa della Regione Lazio).

Le specie fungine più ricercate? Sono gli ovoli, il porcino e il fungo galletto. Gli ovoli (Amanita caesarea) presentano la cuticola (“pelle” che riveste il cappello) del cappello che vira dal giallo-arancio al rosso con lamelle (imenoforo che è posto sotto il cappello) gialle come il gambo e la volva bianca; il porcino che ricomprende quattro specie (Boletus aestivalis, edulis, aereus e pinophilus), dove la cuticola del cappello vira dal giallino al nerastro passando per il color marrone in base alla specie e i tubuli che virano dal bianco al verde scuro e il gambo si presenta sbianco-brunastro, mentre i galletti (Cantharellus) non presentano lamelle ma verruche e sono tutti di colore giallo-arancio.

Si raccolgono quindi i funghi di cui si ha certezza, altrimenti lasciamoli dove si trovano o facciamoli identificare dalle strutture predisposte (ispettori micologici ASL).

Foto: Amanita caesarea zona Castelli Romani.

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