Torino – Si aggravano nuovamente la posizione giudiziaria del 42enne di origini bengalesi accusato di aver molestato una ragazzina di 13 anni nel quartiere Borgo Vittoria. Accogliendo il ricorso presentato dalla Procura, il Tribunale del Riesame di Torino ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere, revocando il precedente provvedimento che aveva imposto soltanto l'obbligo di firma quotidiana.
La vicenda e i fatti di Borgo Vittoria
L'episodio risale alla fine di agosto. La vittima, una giovanissima di 13 anni, si era recata in un minimarket della periferia nord di Torino per comprare la merenda per sé e per i fratelli. All'interno dell'esercizio commerciale, dove l'indagato lavora come commesso, si sarebbero consumate le molestie denunciate dalla ragazzina.
Immediatamente dopo la denuncia, le forze dell'ordine avevano fatto scattare l'arresto. Tuttavia, nelle ore successive, il giudice per le indagini preliminari (GIP) aveva scelto di non convalidare il fermo, sostituendolo con la misura cautelare dell'obbligo di firma giornaliero alla polizia giudiziaria.
Il caso politico e le polemiche istituzionali
La decisione iniziale di scarcerazione aveva innescato un vero e proprio caso politico e mediatico a livello nazionale, culminato negli interventi pubblici della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Il GIP aveva motivato la scelta escludendo il pericolo di fuga: l'uomo, incensurato, era apparso collaborativo durante l'interrogatorio di garanzia e aveva dichiarato di essere "dispiaciuto" per l'accaduto. Una valutazione ritenuta però insufficiente dalla Procura, che aveva immediatamente impugnato il provvedimento, evidenziando il concreto pericolo di fuga e il rischio di reiterazione del reato.
I prossimi passi giudiziari
Con la decisione del Riesame, il quadro cautelare cambia radicalmente e per il 42enne si aprono le porte del carcere. Nel frattempo, l'iter giudiziario non si ferma: per il prossimo 17 settembre è infatti fissata una nuova udienza davanti al Tribunale del Riesame, chiamata a valutare il ricorso presentato dalla difesa dell'indagato in merito alla precedente ordinanza.