PESARO, 22 SETTEMBRE 2026 – Avrebbero fabbricato alcune bottiglie incendiarie per poi testarne la potenzialità offensiva all’interno di un capannone industriale abbandonato. È quanto emerge da un’indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Pesaro e Urbino, che hanno eseguito un decreto di perquisizione e sequestro nei confronti di quattro giovanissimi residenti nelle province di Pesaro e Urbino, Rimini e Bologna.
Il provvedimento, emesso dalla Procura, è stato eseguito dai militari con l’ausilio dei Comandi competenti per territorio. Le indagini sono nate da un’attività di monitoraggio del territorio, dei siti dell’area e dei profili social collegati.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, intorno allo scorso febbraio il gruppo avrebbe realizzato diverse bottiglie incendiarie. La loro potenzialità offensiva sarebbe stata successivamente testata a Pesaro, all’interno di un capannone industriale in stato di abbandono, dove si sarebbero verificati diversi episodi di combustione e deflagrazione.
Nel corso delle perquisizioni i carabinieri hanno sequestrato tablet, computer e smartphone ritenuti utilizzati dagli indagati, che saranno ora sottoposti ad analisi. È stato inoltre trovato materiale cartaceo contenente, tra l’altro, riferimenti relativi alla realizzazione e all’utilizzo di manufatti incendiari.
«Dagli accertamenti sin qui condotti – rilevano i carabinieri – è emerso che gli indagati, per i quali vige comunque la presunzione di innocenza, sarebbero vicini a collettivi locali composti da studenti e da soggetti riconducibili ad ambienti antagonisti».
Gli investigatori stanno svolgendo ulteriori approfondimenti per stabilire la finalità della condotta contestata e verificare se, secondo l’ipotesi investigativa, possa essersi trattato di un atto preparatorio finalizzato ad accreditarsi all’interno degli ambienti antagonisti oppure della preparazione di eventuali azioni dimostrative nell’ambito di una strategia più ampia.
