Meloni a Praga da Babiš: energia, Ets, nucleare e migranti al centro del confronto

(CC-BY-NC-SA 3.0 IT)

Praga – Energia, competitività, migrazioni e rapporti economici sono stati al centro dell’incontro tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il primo ministro della Repubblica Ceca Andrej Babiš, a Praga. La premier italiana, accompagnata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, è stata ricevuta dal capo del governo ceco per un confronto definito «ampio e approfondito».

«In questi anni Italia e Repubblica Ceca sono state più vicine che mai», ha dichiarato Meloni, sottolineando la «complementarietà dei nostri sistemi produttivi» e la «convergenza di vedute sui dossier europei». La premier ha inoltre evidenziato la «sintonia personale» con Babiš, del quale ha apprezzato «coraggio, chiarezza e pragmatismo».

Energia ed Ets, proposte comuni al Consiglio europeo

Uno dei principali temi affrontati è stato il caro energia e la revisione del sistema europeo Ets, il meccanismo per lo scambio delle quote di emissione di gas serra.

Meloni ha annunciato che Italia e Repubblica Ceca hanno elaborato alcune «proposte operative» da portare al Consiglio europeo di ottobre. L’obiettivo, secondo la premier, è correggere alcuni meccanismi dell’Ets considerati squilibrati e contenere l’impatto dei costi energetici.

Tra le proposte indicate ci sono la protezione dei settori maggiormente esposti alla concorrenza internazionale attraverso un intervento sui meccanismi di distribuzione delle quote, la limitazione della trasmissione dei costi del carbonio sui prezzi dell’elettricità, un rafforzamento della trasparenza e del monitoraggio del mercato delle quote e il rinvio dell’entrata in vigore dell’Ets 2.

Meloni: «Pronti a diventare partner della Repubblica Ceca sul nucleare»

Sul fronte energetico, Roma e Praga puntano anche alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento. Meloni ha indicato il nucleare di nuova generazione come uno degli ambiti nei quali potrebbe svilupparsi una collaborazione tecnologica e industriale tra i due Paesi.

«Siamo pronti a diventare partner tecnologici e industriali a partire dal nucleare di nuova generazione», ha affermato la premier, ricordando che la Repubblica Ceca sta investendo anche nello sviluppo dei piccoli reattori modulari, mentre l’Italia ha ripreso il percorso sul nucleare.

La Repubblica Ceca considera da tempo l’energia nucleare una componente strategica del proprio sistema energetico. I documenti europei evidenziano inoltre il ruolo previsto per il nucleare nella sostituzione delle capacità fossili e nel rafforzamento della sicurezza energetica del Paese. (Eur-Lex)

L’appello alle aziende contro il caro energia

Meloni ha parlato anche del ruolo delle imprese energetiche nell’attuale fase di aumento dei costi.

«Tutto quello che il governo fa è un appello per dare una mano alle famiglie e alle imprese», ha spiegato la presidente del Consiglio, esprimendo soddisfazione per le iniziative annunciate da Eni, Ip e Q8 e auspicando un ulteriore impegno da parte degli operatori.

«Spero che gli attori sceglieranno di dare una mano, rispondendo a un appello a fare del loro meglio compatibilmente con quello che si può fare in un momento di difficoltà», ha aggiunto.

Migranti, «utilizzare al massimo le nuove regole Ue»

Nel confronto con Babiš si è parlato anche di migrazione. Meloni ha ribadito la necessità di affrontare la questione attraverso una dimensione europea e non limitandola alla gestione da parte dei Paesi di primo ingresso.

«Non possiamo risolvere il problema scaricandolo sul Paese più vicino, abbiamo lavorato sulla dimensione esterna», ha affermato la premier, indicando come possibile sviluppo della cooperazione l’utilizzo delle nuove regole europee e il ricorso agli hub nei Paesi terzi.

La competitività dell’Europa

Altro tema centrale del confronto è stato quello della competitività europea. «Siamo entrambi determinati a scongiurare il rischio concreto che l’Europa non sia più in grado di produrre, di investire, di incidere sui mercati globali», ha dichiarato Meloni.

La questione si inserisce in un quadro internazionale segnato anche dalle conseguenze della guerra in Medio Oriente, dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e dall’instabilità nel Mar Rosso.

«Il conflitto in Iran, la chiusura di Hormuz, l’instabilità nel Mar Rosso, l’impatto che queste crisi tutte insieme stanno avendo nei nostri sistemi, nelle nostre società non fanno altro che aggravare un quadro che era già critico e questo ci impone ovviamente di agire, di farlo immediatamente», ha osservato la premier.

Il Piano d’Azione Italia-Repubblica Ceca 2026-2030

Durante la missione è previsto anche il rafforzamento della cooperazione bilaterale attraverso il Piano d’Azione Italia-Repubblica Ceca 2026-2030. Il documento riguarda diversi ambiti, dalla collaborazione politica ed economica alla difesa e sicurezza, dalle infrastrutture alla ricerca e innovazione, fino a migrazione e competitività.

Tra le iniziative previste figura inoltre l’Anno della Cultura Italia-Repubblica Ceca 2027-2028, con un programma destinato a valorizzare i rapporti culturali tra i due Paesi.

Particolare attenzione sarà riservata anche alla cooperazione economica e industriale, alla luce delle complementarità tra i rispettivi sistemi produttivi e della presenza di numerose imprese italiane nella Repubblica Ceca.

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